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	<title>collection Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>collection Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Balenciaga Fall 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[balenciaga]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierpaolo Piccioli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo gli anni del rumore, Balenciaga sembra voler riscoprire il peso del gesto, la precisione dell’atelier e una nuova forma di intensità. Balenciaga è uno di quei brand che non entrano mai davvero in pausa. Anche quando cambia tono, continua a occupare il centro del discorso fashion. Nelle ultime settimane, il nome della maison è [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dopo gli anni del rumore, Balenciaga sembra voler riscoprire il peso del gesto, la precisione dell’atelier e una nuova forma di intensità.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/balenciaga/?hl=it">Balenciaga</a> è uno di quei brand che non entrano mai davvero in pausa. Anche quando cambia tono, continua a occupare il centro del discorso fashion. Nelle ultime settimane, il nome della maison è tornato a circolare con forza nel racconto dei grandi debutti della stagione Spring 2026. Tra questi compare anche il nuovo capitolo firmato da <a href="https://www.instagram.com/pppiccioli/?hl=it">Pierpaolo Piccioli</a>, già tra i più osservati del momento. Non è soltanto una questione di curiosità. È il segnale di un brand che cerca un nuovo lessico, meno aggressivo e più emotivo, senza perdere la propria aura di potere.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="60003" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-1-724x1024.jpg" alt="Outfit 1" class="wp-image-60003" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="60002" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-2-724x1024.jpg" alt="Outfit 2" class="wp-image-60002" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Balenciaga cerca una nuova pelle</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per anni, Balenciaga ha costruito un immaginario fatto di tensione, shock visivo e silhouette capaci di sembrare quasi un commento sul presente. Adesso, però, il cambio di prospettiva appare più sottile. Nel pezzo dedicato ai debutti Spring 2026, la maison entra in una nuova costellazione di brand che stanno riscrivendo la propria identità. Lo fanno attraverso pezzi inaugurali già pensati come oggetti di culto. Si tratta di un passaggio importante. Quando un debutto non viene letto solo come show, ma come nuovo sistema di desiderio, significa che il brand sta già provando a fissare nuove regole.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-3-724x1024.jpg" alt="Outfit 3" class="wp-image-60004" style="aspect-ratio:0.7070396246878704;width:394px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dallo shock al sentimento </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La domanda vera non è se Balenciaga stia cambiando, ma in che modo. Oggi il lusso sembra meno attratto dal gesto puramente provocatorio. Al contrario, appare più ossessionato dalla capacità di costruire emozione, profondità e permanenza. In una stagione dominata da debutti molto osservati, la maison si muove in un terreno delicato. Deve mantenere la propria carica simbolica, ma darle una forma più umana, tattile e couture. È quasi una torsione narrativa. Da brand che interrompe il flusso, Balenciaga prova a diventare un brand che lo trattiene.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="60006" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-4-724x1024.jpg" alt="Outfit 4" class="wp-image-60006" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="60005" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-5-724x1024.jpg" alt="Outfit 5" class="wp-image-60005" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La passerella non basta più</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Una maison, oggi, non si misura più soltanto sulla sfilata. Conta anche la capacità di lasciare traccia. Conta la costruzione di immagini che restano nella memoria visiva e continuano a circolare oltre il momento dello show. In questo senso, il valore di un brand non sta soltanto nell’impatto immediato. Sta soprattutto nella forza con cui riesce a trasformare un look in un’immagine desiderata, salvata e ricordata. È proprio qui che si gioca la partita più importante. Non basta apparire. Bisogna continuare a esistere nello sguardo di chi osserva.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-6-724x1024.jpg" alt="Outfit 6" class="wp-image-60007" style="aspect-ratio:0.707045854741057;width:400px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il nuovo<a href="https://www.adlmag.it/2026/04/01/collezione-philipp-plein-casa-2025-26/"> lusso</a> è quello che resta</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se un tempo il lusso inseguiva soprattutto l’istantaneo, oggi sembra cercare ciò che lascia una traccia più duratura. In questo scenario, Balenciaga occupa una posizione quasi perfetta. È abbastanza famosa da dominare la conversazione. Allo stesso tempo, è abbastanza controversa da non poter vivere di sola inerzia. Per questo deve convincere, risedurre e dimostrare qualcosa in più. La sua grandezza non può dipendere soltanto dalla forza del nome. Deve passare dalla capacità di produrre immagini e capi che restano impressi nella memoria visiva del sistema. Il fatto che continui a comparire tra i brand più salvati della stagione suggerisce che questa partita sia già iniziata.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="60009" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-7-724x1024.jpg" alt="Outfit 7" class="wp-image-60009" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="60008" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Outfit-8-724x1024.jpg" alt="Outfit 8" class="wp-image-60008" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Balenciaga non vuole più solo colpire</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Forse il punto più interessante del nuovo corso è proprio questo. Balenciaga non sembra più voler soltanto colpire. Vuole anche toccare. La differenza è sottile, ma potentissima. In un fashion system saturo di rumore, la vera rivoluzione potrebbe stare qui. Una maison capace di trasformare il proprio impatto in intensità. Non più solo volume, ma vibrazione. Non più solo provocazione, ma permanenza. Per un brand che ha sempre abitato l’estremo, potrebbe essere il cambio di tono più radicale di tutti.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: showstudio.com</p>
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		<title>Under Armour SS26</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/20/under-armour-ss26/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[sportswear]]></category>
		<category><![CDATA[under armour]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra nostalgia atletica, comfort futuristico e silhouette da everyday statement, Under Armour riscrive il linguaggio dello sportstyle per la Spring Summer 2026. Per la Spring Summer 2026, Under Armour sceglie di non limitarsi alla performance. La nuova proposta sportswear, e in particolare il segmento footwear sportstyle, entra in una dimensione più culturale, più stilistica, più [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra nostalgia atletica, comfort futuristico e silhouette da everyday statement, Under Armour riscrive il linguaggio dello sportstyle per la Spring Summer 2026. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per la Spring Summer 2026, <a href="https://www.instagram.com/underarmour/?hl=it">Under Armour</a> sceglie di non limitarsi alla performance. La nuova proposta sportswear, e in particolare il segmento footwear sportstyle, entra in una dimensione più culturale, più stilistica, più trasversale. Il brand guarda alla propria heritage, recupera codici visivi dal 1996 e da modelli iconici del proprio archivio, poi li rielabora con una sensibilità attuale fatta di nostalgia, design espressivo e innovazione comfort-first. Il risultato è una collezione che unisce DNA sportivo, riferimenti rétro e attitudine urbana, pensata per un consumatore che vuole vivere lo sport anche fuori dal campo, dentro la città e dentro il proprio stile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/ARC-96-724x1024.jpg" alt="ARC 96" class="wp-image-59091" style="aspect-ratio:0.7070337125874335;width:422px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il ritorno dell&#8217;archivio come gesto di stile </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti della collezione SS26 è il modo in cui Under Armour usa il proprio passato non come semplice citazione, ma come leva progettuale. Il modello ARC 96 nasce proprio da questa idea: recuperare l’estetica e la cultura del 1996 e trasformarle in una proposta trend-forward. Materiali e silhouette diventano così strumenti narrativi, capaci di evocare una nostalgia precisa ma filtrata da una lettura contemporanea. In un momento in cui la moda sportswear è sempre più ossessionata dal revival, Under Armour sceglie una strada coerente: non imitare il vintage, ma aggiornarlo con intenzione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/SOLA-724x1024.jpg" alt="SOLA" class="wp-image-59092" style="aspect-ratio:0.7070389702528759;width:420px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Slim, versatile, inevitabile: la <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/04/springa-x-gaia-segattini-knotwear-la-sneaker-vulcanizzata/">sneaker</a> secondo Under Armour</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con SOLA, il brand firma la sua risposta alla sneaker slim-silhouette senza tempo. È una scarpa costruita con un’anima sport-forward ma con una vocazione chiaramente lifestyle: essenziale, facile da abbinare, pensata per attraversare guardaroba diversi senza perdere identità. In questa proposta si legge benissimo la direzione SS26 di Under Armour: creare modelli che non abbiano bisogno di urlare per essere riconoscibili. La sneaker non è più soltanto una calzatura tecnica o una scarpa da tendenza estrema, ma un oggetto fluido, quotidiano, quasi inevitabile. Una presenza costante, calibrata tra funzionalità e coolness.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Apparition-724x1024.jpg" alt="Apparition" class="wp-image-59093" style="aspect-ratio:0.7070428092325902;width:430px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il rétro running torna in scena, ma con più comfort</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il fascino dell’estetica running d’archivio riemerge con forza nella linea Apparition. Lanciata originariamente nel 2009, questa silhouette viene ripresa e reinterpretata con nuovi colori e con il supporto dell’ammortizzazione UA HOVR&#x2122;, che garantisce comfort per tutta la giornata. Qui il passato diventa immediatamente indossabile nel presente: dettagli autentici da scarpa da corsa vengono mantenuti, ma ammorbiditi da una sensibilità più lifestyle. È il classico esempio di come Under Armour stia cercando di occupare uno spazio preciso nel mercato contemporaneo, quello in cui il consumatore vuole un’estetica technical-retro senza rinunciare alla comodità continua dell’uso urbano. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/HB-LO-724x1024.jpg" alt="HB-LO" class="wp-image-59094" style="aspect-ratio:0.7070422535211267;width:434px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Basket, skate e street culture: il nuovo lessico urbano </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Tra i modelli più interessanti sul piano culturale c’è HB-LO, che mescola ispirazione basketball, richiamo all’archivio del brand e una chiara attenzione al ritorno dello skate trend. È qui che la collezione assume una dimensione più ampia: non parla solo di sport, ma di sport culture. Under Armour intercetta un immaginario che oggi funziona molto bene, quello in cui basket, skate e streetwear si contaminano fino a diventare un linguaggio unico. HB-LO non è solo una sneaker, ma un segnale estetico: conferma che il brand vuole entrare con più decisione nel dialogo moda, soprattutto dove lo sportswear incontra community, sottoculture e codici visivi da strada. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59096" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Echo-724x1024.jpg" alt="Echo" class="wp-image-59096" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="59095" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Halo-724x1024.jpg" alt="Halo" class="wp-image-59095" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Performance lifestyle: quando la tecnologia diventa identità</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La vera forza della proposta SS26 emerge però nei modelli che traducono la performance in stile quotidiano, come Echo, Explor Trail, Halo Racer e Halo Runner. Echo rielabora elementi tecnici del brand per la vita di tutti i giorni, includendo cushioning UA HOVR&#x2122;, allacciatura asimmetrica ispirata alle scarpe da calcio e una tomaia che richiama lo sports tape. Explor Trail attinge invece all’heritage della serie Phantom e lo trasforma in una sneaker dall’impatto più trail-inspired. Halo Racer e Halo Runner, infine, spingono sul concetto di energia, reattività e supporto, grazie a HOVR+ cushioning e alla double-arch midsole, portando il linguaggio tecnico dentro un’estetica sempre più desiderabile. Qui Under Armour compie il passaggio decisivo: la tecnologia non è più solo prestazione, ma anche identità visiva.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: underarmour.it </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Francesco Murano FW 26/27</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/10/francesco-murano-autunno-inverno-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[aenigma]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[francesco murano]]></category>
		<category><![CDATA[FW 2026/27]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra rigore e sensualità, la collezione Autunno Inverno 2026/27 trasforma il corpo in architettura emotiva Per la collezione Autunno Inverno 2026/27, Francesco Murano costruisce un racconto visivo che unisce precisione, tensione plastica e intensità simbolica. Il punto di partenza è Aenigma, parola greca che evoca l’idea del significato nascosto, del mistero da decifrare, di una [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra rigore e sensualità, la collezione Autunno Inverno 2026/27 trasforma il corpo in architettura emotiva</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Per la collezione Autunno Inverno 2026/27, <a href="https://www.instagram.com/murano.francesco/">Francesco Murano</a> costruisce un racconto visivo che unisce precisione, tensione plastica e intensità simbolica. Il punto di partenza è Aenigma, parola greca che evoca l’idea del significato nascosto, del mistero da decifrare, di una bellezza che non si consegna mai del tutto allo sguardo. Da qui nasce una collezione che attraversa il glamour dell’Art Déco, l’eleganza pittorica di Tamara de Lempicka e una visione della femminilità insieme salda, consapevole e magnetica. Murano non veste semplicemente il corpo: lo modella, lo disciplina, lo trasforma in presenza scultorea.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="58114" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-fascino-di-cio-che-non-si-svela-2-724x1024.jpg" alt="Il fascino di ciò che non si svela" class="wp-image-58114" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="58113" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Galleria-2-724x1024.jpg" alt="Galleria" class="wp-image-58113" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Aenigma, il fascino di ciò che non si svela </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il cuore della collezione sta proprio nell’idea di enigma. Francesco Murano prende ispirazione dall’universo visivo di Tamara de Lempicka, in particolare dalla sua capacità di rendere il corpo una superficie lucida, tagliente, quasi monumentale. Ne nasce una femminilità che non cerca compiacimento, ma affermazione. È una donna che emerge con decisione, che abita il proprio spazio con fermezza e che conserva un’aura indecifrabile. In questa visione, la moda diventa linguaggio di tensione interiore, di controllo e di fascino trattenuto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-corpo-diventa-struttura-724x1024.jpg" alt="Il corpo diventa struttura" class="wp-image-58115" style="aspect-ratio:0.7070396246878704;width:414px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il corpo diventa <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/06/moda-sotto-processo/">struttura</a></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le silhouette si sviluppano come costruzioni architettoniche. Volumi scolpiti, linee tese e proporzioni calibrate definiscono una figura lunga, affilata, quasi verticale. Il corpo femminile è concepito da Murano come una struttura plastica da modellare con precisione, attraverso tagli netti, geometrie rigorose e dettagli capaci di incidere la superficie dell’abito. Il risultato è un equilibrio sofisticato tra disciplina e seduzione, dove ogni elemento sembra progettato per accompagnare il movimento senza mai perdere intensità formale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="58117" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Pieghe-724x1024.jpg" alt="Pieghe" class="wp-image-58117" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="58116" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Colletto-724x1024.jpg" alt="Colletto" class="wp-image-58116" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chiaroscuro in tessuto </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti della collezione è la traduzione del linguaggio pittorico in costruzione sartoriale. Il chiaroscuro evocato da Lempicka prende forma nei tagli, nelle pieghe strategiche e nei drappeggi fluidi ma controllati, che generano profondità, tensione e dinamismo. Colletti a corolla, coppe croccanti in taffetà e linee rigorose contribuiscono a creare un lessico visivo netto, quasi scultoreo. Qui la superficie dell’abito non è mai neutra: è materia viva, capace di creare ombra, rilievo e presenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Leather-724x1024.jpg" alt="Leather" class="wp-image-58118" style="aspect-ratio:0.7070439075310441;width:420px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Rigore maschile, sensualità femminile </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Murano lavora su una dicotomia estremamente contemporanea: quella tra codici maschili e morbidezze femminili. Le sue silhouette affondano nel glamour e nella disciplina, mettendo in dialogo rigidità e fluidità, controllo e desiderio. Anche i materiali riflettono questo contrasto: la pelle e il taffetà croccante dialogano con il jersey classico e con i drappeggi più morbidi, costruendo una femminilità sfaccettata, mai banale. Non c’è nostalgia in questo gesto, ma la volontà di restituire al guardaroba una tensione forte, lucida e moderna. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="58120" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Grigio-724x1024.jpg" alt="Grigio" class="wp-image-58120" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" data-id="58119" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Bianco-724x1024.jpg" alt="Bianco" class="wp-image-58119" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una palette che sa di marmo e silenzio</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A completare la narrazione interviene una palette raffinata e misurata, ispirata direttamente ai toni marmorei e freddi della pittura di Tamara de Lempicka. Grigio caldo, bianco, nero, verde menta e rosa pallido accendono la collezione senza tradirne il rigore, esaltando volumi e proporzioni con discrezione sofisticata. È una gamma cromatica che non urla, ma incide. E proprio in questa capacità di essere essenziale ma memorabile si riconosce la forza di Francesco Murano: quella di creare abiti che non cercano l’effetto immediato, ma restano impressi come immagini nitide nella mente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: murano.francesco on Instagram</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/10/francesco-murano-autunno-inverno-2026/">Francesco Murano FW 26/27</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
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		<title>Tokyo James Fall Winter 2026</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/03/07/tokyo-james-fall-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[aw26]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[Tokyo James]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra struttura, leggerezza e identità culturale, Harmony racconta un lusso consapevole che non ha bisogno di compromessi Con Harmony, presentata al Leather Fashion Hub all’interno di LINEAPELLE DESIGNERS EDITION, Tokyo James firma una collezione Autumn Winter 2026 che riflette su equilibrio, coesistenza e trasformazione. In un mondo frammentato, il designer immagina una moda capace di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Tra struttura, leggerezza e identità culturale, Harmony racconta un lusso consapevole che non ha bisogno di compromessi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con Harmony, presentata al Leather Fashion Hub all’interno di LINEAPELLE DESIGNERS EDITION, <a href="https://www.instagram.com/tokyojamess/">Tokyo James</a> firma una collezione Autumn Winter 2026 che riflette su equilibrio, coesistenza e trasformazione. In un mondo frammentato, il designer immagina una moda capace di tenere insieme opposti solo apparentemente inconciliabili: forza e leggerezza, morbidezza e struttura, individualità e coerenza. Il risultato è una proposta sofisticata e profondamente contemporanea, in cui ogni silhouette sembra raccontare una sicurezza silenziosa, costruita su misura, materia e visione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Oltre-il-caos-724x1024.jpg" alt="Oltre il caos" class="wp-image-58100" style="width:402px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Harmony, oltre il caos </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il titolo della collezione non è solo una suggestione, ma una dichiarazione d’intenti. Harmony esplora la possibilità di esistere nel contrasto senza esserne travolti. Tokyo James immagina uno spazio dove le differenze non si annullano, ma convivono, creando un equilibrio dinamico e vivo. I capi parlano di una personalità moderna, stratificata, consapevole, che non teme le contraddizioni ma le indossa come parte della propria identità. È una moda che interpreta il presente senza semplificarlo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Silhouette-724x1024.jpg" alt="Silhouette" class="wp-image-58101" style="aspect-ratio:0.707037643207856;width:418px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La <a href="https://www.adlmag.it/2026/03/05/larabesque-fw-2026-2027/">silhouette</a> come equilibrio in movimento</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le forme della collezione oscillano tra controllo e fluidità. Tagli precisi e linee morbide costruiscono capi che accompagnano il corpo senza irrigidirlo, mantenendo però una forte definizione visiva. Le proporzioni, il ritmo e la misura diventano strumenti di linguaggio, dando vita a una silhouette che trasmette presenza, eleganza e lucidità. In questa tensione calibrata tra fermezza e leggerezza si riconosce una delle firme più interessanti del lavoro di Tokyo James: quella di un tailoring che sa essere deciso senza diventare rigido.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Pelle-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-58102" style="aspect-ratio:0.707037643207856;width:422px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Pelle, materia, coerenza</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Un ruolo centrale è affidato alla materia, trattata come elemento architettonico ed emotivo insieme. La presenza della pelle, rigorosamente vegana o riciclata, non invade la silhouette ma vi si integra con precisione, sottolineando la volontà del designer di unire forma e funzione, bellezza e responsabilità. Ogni capo comunica un equilibrio consapevole tra tensione e armonia, dimostrando come design e sentimento possano convivere senza bisogno di spiegazioni. Qui il lusso non è ostentazione, ma consistenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Lagos-e-Londra-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-58103" style="aspect-ratio:0.7070434291606315;width:426px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un brand tra Lagos e Londra</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fondato nel 2015 da Iniye Tokyo James, il brand continua a distinguersi per una visione che fonde tailoring classico, colori decisi, tessuti insoliti e silhouette strutturate. Anche in questa collezione emerge con forza l’identità nigeriano-britannica della maison, capace di intrecciare tradizione e innovazione, energia creativa di Lagos e rigore sartoriale londinese. Harmony conferma così la capacità del designer di costruire un linguaggio personale, colto e potente, dove i riferimenti culturali non sono decorazione ma ossatura narrativa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/03/TJ-724x1024.jpg" alt="TJ" class="wp-image-58104" style="aspect-ratio:0.707047619047619;width:428px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una moda che costruisce spazio </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A sostenere il percorso del designer è anche AFRO Fashion Association, realtà impegnata nella promozione di una rappresentazione più equa e strutturata dei professionisti BIPOC nel sistema moda italiano e internazionale. Questo dialogo rafforza il significato della collezione, che non si limita a proporre abiti, ma rivendica uno spazio culturale preciso. Con Harmony, Tokyo James ribadisce così la sua idea di lusso: un lusso consapevole, sfaccettato, culturalmente radicato, pensato per chi desidera indossare capi coraggiosi, sofisticati e perfettamente centrati nel proprio tempo.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.dazeddigital.com</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Charlie Le Mindu SKINS SS26</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/06/charlie-le-mindu-skins/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Le Mindu]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[SKINS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Charlie Le Mindu trasforma il corpo da superficie osservata a presenza che occupa lo spazio: la couture diventa corpo, performance e identità. Dopo anni lontano dalla passerella, Charlie Le Mindu torna a Parigi con SKINS e non riporta semplicemente la couture. Riporta il corpo. Non quello addomesticato dall’estetica, ma quello vivo, mutevole, emotivo. La collezione [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Charlie Le Mindu trasforma il corpo da superficie osservata a presenza che occupa lo spazio: la couture diventa corpo, performance e identità.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dopo anni lontano dalla passerella, <a href="https://www.instagram.com/charlielemindu/">Charlie Le Mindu</a> torna a Parigi con SKINS e non riporta semplicemente la couture. Riporta il corpo. Non quello addomesticato dall’estetica, ma quello vivo, mutevole, emotivo. La collezione SS26 non costruisce un’immagine, costruisce una condizione. Qui la moda non veste, rivela una forma di esistenza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-corpo-come-presenza-724x1024.jpg" alt="Il corpo come presenza" class="wp-image-55638" style="width:394px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il corpo come presenza, non come spettacolo</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">SKINS rifiuta la logica dell’esposizione. Non c’è seduzione costruita per lo sguardo esterno, ma un’energia che parte dall’interno. Le silhouette non cercano consenso, cercano spazio. È un ribaltamento radicale: il corpo non è oggetto da interpretare, ma soggetto che impone la propria realtà. La couture diventa strumento di affermazione fisica, non decorazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Hair-couture-724x1024.jpg" alt="Hair couture" class="wp-image-55639" style="width:414px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Hair <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/29/paris-haute-couture-2026/">couture</a> come architettura emotiva</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Elemento centrale del linguaggio di Le Mindu, i capelli non sono styling ma materia strutturale. Texture, volumi, densità costruiscono vere architetture corporee. Non accessori, ma estensioni identitarie. Il corpo si espande, si deforma, si protegge, si espone. È un’armatura morbida, un gesto intimo reso visibile. La sua pratica resta unica nel panorama contemporaneo: tra scultura, performance e moda.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Intimita-senza-filtri-724x1024.jpg" alt="Intimità senza filtri" class="wp-image-55640" style="aspect-ratio:0.7070489329596896;width:430px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Intimità senza filtri </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La collezione parla di vulnerabilità senza teatralizzarla. Pelle, superfici, trasparenze e costruzioni aderenti non cercano shock value, ma verità percettiva. Collaborazioni sensoriali come quella con BYREDO amplificano questa dimensione invisibile, aggiungendo al corpo un’aura olfattiva, quasi una memoria epidermica. Anche il dialogo con piattaforme culturali come Pornhub sposta il discorso dal tabù alla presenza, dalla censura alla consapevolezza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/La-couture-come-performance-vivente-1-1-724x1024.jpg" alt="La couture come performance vivente" class="wp-image-55642" style="aspect-ratio:0.7070452563232872;width:452px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La couture come performance vivente </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non c’è passerella nel senso classico. C’è un campo energetico. Ogni uscita sembra parte di un rito, non di una sequenza look. Il confine tra moda, arte performativa e installazione si dissolve. Il pubblico non guarda soltanto, percepisce. La collezione funziona come esperienza sensoriale totale, dove il corpo è centro gravitazionale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Una-moda-che-non-rappresenta-esiste-724x1024.jpg" alt="Una moda che non rappresenta, esiste" class="wp-image-55643" style="width:468px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una moda che non rappresenta, esiste</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Charlie Le Mindu non propone un’estetica da imitare. Propone una libertà da abitare. SKINS non parla di bellezza, parla di esistenza corporea fuori dai filtri culturali. In un’epoca ossessionata dalla rappresentazione, questa collezione fa una scelta più radicale: esserci.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: www.gettyimages.it</p>
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		<title>LUMEN di Domenico Orefice: più di una collezione</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/03/domenico-orefice-lumen/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicholas Netti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEW DESIGNERS]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Orefice]]></category>
		<category><![CDATA[LUMEN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la luce non illumina soltanto, ma rivela chi sei prima ancora di parlare Con LUMEN, Domenico Orefice non presenta semplicemente una nuova stagione, ma rende visibile una fase di trasformazione. L’ingresso nel calendario della Camera Nazionale della Moda Italiana non è solo un traguardo istituzionale: è il momento in cui un percorso intimo diventa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando la luce non illumina soltanto, ma rivela chi sei prima ancora di parlare</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con LUMEN, <a href="https://www.instagram.com/domenicooreficetm/">Domenico Orefice</a> non presenta semplicemente una nuova stagione, ma rende visibile una fase di trasformazione. L’ingresso nel calendario della Camera Nazionale della Moda Italiana non è solo un traguardo istituzionale: è il momento in cui un percorso intimo diventa dichiarazione pubblica. LUMEN è metafora di attraversamento. È la luce che non illumina la scena, ma il processo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/LUMEN-724x1024.jpg" alt="LUMEN" class="wp-image-55613" style="aspect-ratio:0.7070356059230829;width:404px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">LUMEN come metafora di cambiamento </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il nome non è estetico, è concettuale. LUMEN parla di passaggi, di zone intermedie, di identità che si costruiscono mentre si muovono. Le silhouette sembrano nate durante uno spostamento: volumi che si aprono, proporzioni che non cercano equilibrio ma tensione. Non c’è stabilità, c’è evoluzione. La collezione racconta il momento in cui qualcosa sta diventando qualcos’altro.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Layering-724x1024.jpg" alt="Layering" class="wp-image-55614" style="aspect-ratio:0.7070313542361575;width:410px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un DNA <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/28/quattro-brand-streetwear-lusso/">street </a>che ha imparato la precisione </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Domenico Orefice parte da codici urbani, ma li fa maturare. Layering, pelle, felpe, spalle morbide, pantaloni che hanno presenza strutturale. Lo streetwear qui non è citazione culturale, è materia emotiva che si raffina. Il risultato è un ibrido raro: istintivo ma controllato, fluido ma deciso. È la fase adulta di un linguaggio nato libero.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Materia-come-memoria-724x1024.jpg" alt="Materia come memoria" class="wp-image-55615" style="width:424px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La materia come memoria </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La pelle resta elemento centrale, ma non è decorativa. È superficie che racconta tempo, uso, trasformazione. L’impiego di materiali upcycled e lavorazioni sperimentali sviluppate con realtà come Studio Douze Degrés sposta l’attenzione dal prodotto al processo. Ogni capo sembra avere un prima e un dopo. LUMEN lavora sulla stratificazione, non sulla perfezione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Sfilata-724x1024.jpg" alt="Sfilata" class="wp-image-55616" style="aspect-ratio:0.707040273174651;width:440px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sfilata come narrazione spaziale </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Lo show non è stato una semplice sequenza look, ma una costruzione ambientale. Oggetti luminosi, presenze scultoree, suono che diventa atmosfera. Moda, arte e design dialogano senza gerarchie. Anche il legame con istituzioni formative come Polimoda rafforza questa dimensione progettuale. Qui la passerella non mostra abiti, mostra un mondo in costruzione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Stripes-724x1024.jpg" alt="Stripes" class="wp-image-55617" style="width:448px;height:auto" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non una collezione, ma una fase di vita </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">LUMEN non definisce un’estetica chiusa, ma un momento di passaggio nel percorso di Domenico Orefice. Beige, nero, accenti verdi e celesti non sono solo palette, ma coordinate emotive. Anche l’introduzione di borse e calzature amplia il vocabolario, non solo l’offerta.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Fonte: Vogue </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>ARKET SS26 WOMEN MEN</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/12/24/arket-ss26-women-men/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Asia Villani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[ARKET SS26]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[MENSWEAR]]></category>
		<category><![CDATA[Womenswear]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la Primavera/Estate 2026, ARKET esplora il significato più intimo del vestirsi: quello di sentirsi liberi, nel corpo e nel tempo, attraverso capi pensati per durare e muoversi con chi li indossa. Che forma prende la libertà quando entra in contatto con la pelle? È attorno a questa riflessione, semplice solo in apparenza, che si [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><br>Per la Primavera/Estate 2026, ARKET esplora il significato più intimo del vestirsi: quello di sentirsi liberi, nel corpo e nel tempo, attraverso capi pensati per durare e muoversi con chi li indossa.</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><br>Che forma prende la libertà quando entra in contatto con la pelle? È attorno a questa riflessione, semplice solo in apparenza, che si costruisce la collezione ARKET SS26. Un interrogativo che il brand affronta senza retorica, adottando uno sguardo quotidiano e misurato. Qui la libertà non è spettacolo né dichiarazione, ma esperienza reale: si traduce in abiti immediati, facili da indossare, pensati per seguire il corpo anziché dominarlo. Womenswear e menswear si muovono in parallelo, uniti dall’idea che vestirsi liberamente significhi poter scegliere, muoversi e attraversare il tempo con naturalezza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_25-6.jpg" alt="" class="wp-image-53375" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_25-6.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_25-6-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’acqua come orizzonte visivo</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A definire l’immaginario della stagione è una palette che nasce dall’acqua, interpretata non solo come riferimento cromatico ma come dimensione emotiva. I blu intensi degli oceani si alternano alle sfumature più chiare dei laghi nordici, fino ai riflessi turchesi di spiagge lontane e immaginate. Questo spettro di colori diventa un paesaggio mentale in cui l’acqua, elemento fluido e mutevole, agisce come sfondo narrativo e punto di contatto tra tessuto, luce e movimento.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53365" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_17.jpg" alt="" class="wp-image-53365" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_17.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_17-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53366" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_24.jpg" alt="" class="wp-image-53366" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_24.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_24-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53367" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_13.jpg" alt="" class="wp-image-53367" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_13.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_13-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Womenswear: seguire il gesto</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel womenswear la libertà prende forma attraverso il movimento del corpo. Le silhouette non impongono rigidità, ma assecondano i gesti. Fluidità e sensualità emergono grazie a volumi morbidi, stratificazioni leggere e costruzioni che aprono lo spazio invece di contenerlo. I codici dello sportswear vengono traslati nel ready-to-wear, rafforzandone il carattere. I jersey di cotone, dalla mano spugnosa, richiamano l’universo scuba; le zip allungate scorrono lungo la schiena come segni discreti di apertura; le pince disegnano il corpo con precisione, ricordando il rapporto tra pelle e muta nell’acqua.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_21.jpg" alt="" class="wp-image-53370" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_21.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_21-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Superfici, archetipi, riletture</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I riflessi acquatici si traducono in satin lucidi che accompagnano abiti tagliati in sbieco, accentuando il dialogo tra luce e superficie. Il denim, leggermente iridescente, rimane centrale nell’identità ARKET ma viene riletto, trasformandosi in un archetipo aggiornato. Lo stesso processo coinvolge capi essenziali come T-shirt e trench coat, rielaborati con intenzione: familiari nella forma, ma rinnovati nel linguaggio. Ne nasce un equilibrio sottile tra grazia e forza, capace di superare le aspettative senza perdere funzionalità.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53377" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/2-4.jpg" alt="" class="wp-image-53377" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/2-4.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/2-4-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53378" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_13.jpg" alt="" class="wp-image-53378" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_13.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_13-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53379" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1-3.jpg" alt="" class="wp-image-53379" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1-3.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1-3-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Menswear: il valore della materia</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Nel menswear la libertà passa attraverso i materiali e il loro rapporto con il tempo. È un omaggio alla dignità degli abiti vissuti, a ciò che cambia e si arricchisce con l’uso. La costruzione del guardaroba parte da set coordinati, pratici e versatili, sospesi tra formale e informale. Questa tensione prende forma in micro twill di cotone dalla mano compatta, ideali per un tailoring rilassato, così come in micro-check lavati declinati in shorts, giacche e bucket hat. Il denim diventa completo contemporaneo, con giacca boxy dotata di zip e jeans barrel, ridefinendo l’idea di uniformità quotidiana.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_19.jpg" alt="" class="wp-image-53383" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_19.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_M_SS26_19-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Le tracce del tempo</strong></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il tema del tempo attraversa anche la maglieria, visibile nelle superfici di cotone scolorite, quasi sbiancate, e negli scolli a V varsity che guardano al passato. Una polo dalla struttura solida racconta un’estetica vissuta grazie a un filato composto in parte da denim post-consumo, mentre una felpa indaco suggerisce l’idea di un tempo ancora da attraversare. Realizzata in French terry morbido ma consistente, con interno a spina di pesce, diventa ponte tra memoria e futuro. Tocchi di giallo, rosso e kaki animano i blu intensi, mentre jersey a righe multiple restituiscono l’armonia imperfetta di un guardaroba stratificato e personale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53386" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/5-1.jpg" alt="" class="wp-image-53386" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/5-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/5-1-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53387" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_7.jpg" alt="" class="wp-image-53387" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_7.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_7-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="667" data-id="53388" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_2.jpg" alt="" class="wp-image-53388" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_2.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/ARKET_W_SS26_2-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Una filosofia fatta di dettagli</strong></h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Al centro della SS26 rimane la rielaborazione degli archetipi, principio fondante del progetto ARKET. Capi iconici come T-shirt, jeans e outerwear vengono analizzati e ricomposti, mantenendo un senso di familiarità ma mettendo in discussione le convenzioni. La Cotton Mac Coat femminile si ammorbidisce grazie a una scollatura arricciata, mentre nel menswear il 2-in-1 Parka richiama soluzioni costruttive d’archivio più articolate. Accenti preziosi emergono nel womenswear attraverso perle in madreperla, gioielli scultorei e spille a forma di pesce, riaffermando l’importanza dei totem personali. Materiali durevoli e collaborazioni con manifatture italiane, come Nova Fides a Prato, rafforzano l’idea di qualità nel tempo. La ripetizione diventa una scelta consapevole, mentre l’introduzione dei jeans CREEK, dalla silhouette barrel, amplia il vocabolario denim e ancora la collezione al presente.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In ARKET SS26 la libertà non si manifesta come rottura, ma come continuità consapevole. È una libertà silenziosa, che nasce dal rapporto tra corpo e abito, dal modo in cui un tessuto reagisce alla luce, all’uso, al passare delle stagioni. L’acqua, il movimento e il tempo diventano così strumenti progettuali più che semplici riferimenti estetici. Ogni capo è pensato per essere abitato, stratificato, ripetuto, trasformato dall’esperienza personale di chi lo indossa. In un’epoca dominata dall’eccesso e dalla velocità, ARKET sceglie una direzione opposta: quella di un guardaroba che accompagna, resiste e si evolve lentamente, affermando che la vera libertà, oggi, è poter restare fedeli a ciò che dura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: ARKET press kit </p>
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		<title>Cruise Collections: oltre le stagioni, oltre le passerelle</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/05/28/cruise-collections/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Dolfini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Collezioni Cruise reinventano la sfilata. Nate per viaggiare nel tempo e nello spazio uniscono: moda, spettacolo e luoghi iconici in sfilate fuori dagli schemi A partire dagli anni Duemila, sempre più brand – nel mondo del lusso ma non solo – hanno iniziato ad affiancare alle tradizionali sfilate delle fashion week, rigorosamente ambientate nelle [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le Collezioni Cruise reinventano la sfilata. Nate per viaggiare nel tempo e nello spazio uniscono: moda, spettacolo e luoghi iconici in sfilate fuori dagli schemi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">A partire dagli anni Duemila, sempre più brand – nel mondo del lusso ma non solo – hanno iniziato ad affiancare alle tradizionali sfilate delle fashion week, rigorosamente ambientate nelle leggendarie capitali della moda, nuove presentazioni fuori stagione. Nascono così le cosiddette collezioni Crociera. Vere e proprie anteprime di collezione che, in modo curioso, propongono spesso capi pensati per stagioni diverse da quella corrente. Il loro nome richiama una tradizione raffinata del passato: quando, tra Ottocento e primo Novecento, l’élite dell’alta borghesia era solita concedersi vacanze fuori stagione, in mete esotiche o a bordo di lussuose crociere transoceaniche. Per questi viaggi esclusivi, sarti e stilisti confezionavano capi su misura, adatti ai climi delle destinazioni e lontani dalle esigenze stagionali del mercato locale. Una consuetudine che oggi rivive in chiave contemporanea, celebrando un lusso senza tempo, capace di seguire – e anticipare – i desideri di una clientela sempre più globale e sofisticata. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le Cruise: il lusso che viaggia fuori stagione</h2>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="829" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_0505-829x1024.jpg" alt="" class="wp-image-40709" style="width:394px;height:auto" /><figcaption class="wp-element-caption">LOUIS VUITTON Women&#8217;s Cruise 2026</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le sfilate Resort (o Cruise) rappresentano un appuntamento speciale nel calendario della moda, proprio perché non vi rientrano. Si tratta infatti di speciali defilé che si articolano in due tipologie principali: le collezioni <a href="https://www.adlmag.it/2024/05/14/gucci-cruise-2025/">Cruise</a>, presentate tra la primavera e l&#8217;estate, e le Pre-Fall che vedono la luce tral’autunno e l’inverno anticipando quelle che saranno le tendenze del prossimo anno. Nate inizialmente per soddisfare i desideri di una clientela altospendente, queste collezioni erano per lo più costituite da grandi cappelli, costumi da bagno, sandali e borse. Diventando simboli tangibili di un lifestyle ricercato e privilegiato. Con il tempo, però, le sfilate Cruise si sono evolute. Da momenti riservati a pochi, sono diventate eventi strategici rivolti a una platea selezionata ma internazionale, composta dai migliori clienti dei brand. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Oggi non è raro trovare in esse capi invernali come cappotti, stivali e maglieria. La moda, del resto, si muove sempre più verso una visione seasonless, slegata dalle stagioni, per adattarsi alla varietà dei mercati globali e al cambiamento delle stagioni climatiche. Le Cruise Collection sono ormai molto più di semplici sfilate: rappresentano vere e proprie operazioni di storytelling presentate dalle Maison attraverso i cosiddetti destination show. L’obiettivo? Stupire, emozionare e riaffermare la propria presenza nel panorama della moda.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Destination-show: la moda diventa spettacolo globale</h2>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_0506-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-40712" style="width:394px" /><figcaption class="wp-element-caption">GUCCI Cruise 2026</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Con l’ascesa delle collezioni Cruise, anche il modo in cui i brand le presentano ha subito una profonda trasformazione. Dimenticate i semplici lookbook distribuiti tramite i canali tradizionali: oggi queste collezioni si svelano attraverso eventi spettacolari, concepiti per vivere – e brillare – anche nel mondo digitale. Svincolate dalle rigide scadenze delle fashion week, le sfilate Cruise offrono ai marchi una libertà creativa senza precedenti. Via le passerelle consuete di Parigi o Milano: spazio a location suggestive, esotiche, o legate alla storia del brand. Ogni show diventa un racconto immersivo, uno storytelling esperienziale che si snoda tra geografie lontane “da casa” e significati simbolici. Agli ospiti – selezionatissimi – viene spesso offerta la trasferta, inclusi voli e soggiorni, specialmente quando l’evento si svolge fuori dall’Europa. Sono sfilate ormai concepite come un’esperienza esclusiva, pensata per generare contenuti virali e attirare l’attenzione globale. Instagram, TikTok e YouTube sono diventati amplificatori potentissimi, capaci di portare il glamour dello show sotto gli occhi di milioni di utenti in tempo reale. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Era necessaria un’altra sfilata?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Verrebbe spontaneo chiedersi: c’era davvero bisogno di un’altra sfilata? La risposta, oggi più che mai, è sì. Il calendario frenetico delle fashion week lascia pochissimo spazio alla narrazione. In appena 15 minuti, gli stilisti devono condensare mesi di lavoro, un’idea creativa complessa e investimenti milionari. Il risultato? Una corsa contro il tempo che rischia di oscurare l’anima della collezione. Le sfilate Cruise, invece, offrono un’alternativa più intima e strategica. Permettono di far vivere ad un pubblico selezionato un racconto, un’atmosfera, un universo estetico.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="871" height="1254" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_0508-edited.jpg" alt="" class="wp-image-40717" style="width:394px" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_0508-edited.jpg 871w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_0508-edited-480x691.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 871px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">CHANEL Cruise 2025/26</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il profondo cambiamento delle collezioni di mezza stagione è il riflesso diretto di un’industria della moda sempre più globalizzata, che punta a raggiungere un pubblico ampio, diversificato e costantemente connesso. L’aumento delle linee intermedie risponde al pressante bisogno, di novità continue. Un desiderio alimentato non solo dal mercato del lusso, ma anche dalle aziende del fast fashion, come Zara, H&amp;M e Mango, che immettono nuovi capi sugli scaffali ogni mese. Durante il lockdown, si era accesa una riflessione profonda sul ritmo insostenibile del sistema moda. Molti stilisti avevano auspicato un ritorno a tempi più umani. Per un attimo, il settore sembrava sul punto di rallentare. Ma quel momento sembra ormai un’eco lontana. La macchina è ripartita, più veloce e spettacolare che mai. Perché, anche nella moda – forse soprattutto nella moda – lo spettacolo non può fermarsi. The show must go on.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Foto: Ig official accounts</em></p>
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		<title>Marella: la nuova capsule con Emily Rataijkowski</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/02/08/marella-la-nuova-capsule-con-emily-rataijkowski/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emma Sabatini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Rataijkowski]]></category>
		<category><![CDATA[Marella]]></category>
		<category><![CDATA[xapsule]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La modella e scrittrice Emily Rataijkowski presenta, in collaborazione con Marella, una capsule di capi per celebrare i blazer e la self-confidence. Se c’è una cosa che adoro del clima che si respira pre-fashion week sono i party. Party di qualsiasi genere, noi della moda amiamo dare una festa per tutto e sappiamo anche farlo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La modella e scrittrice Emily Rataijkowski presenta, in collaborazione con Marella, una capsule di capi per celebrare i blazer e la self-confidence. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Se c’è una cosa che adoro del clima che si respira pre-fashion week sono i party. Party di qualsiasi genere, noi della moda amiamo dare una festa per tutto e sappiamo anche farlo bene. Da poco si è tenuto proprio un party in occasione dell’uscita della esclusiva collezione di Marella in collaborazione con Emily Rataijkowski. <br></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Emily Rataijkowski è ambassador di Marella e volto delle ultime campagne. <br></h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/MARELLA_1.8.2.tiff" alt="" class="wp-image-33705" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Insieme presentano una capsule collection dedicata ai blazer, composta da sette modelli studiati con la modella e attrice per essere perfetti in ogni occasione, sofisticata o meno che sia. I modelli sono unici e super interessanti. <br></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Troviamo un immancabile taglio oversize per il look da ufficio, poi un doppiopetto che a fine serata diventa un minidress. Questo può essere minimal, semplice, o diventare qualcosa di più interessante grazie ai modelli cut-out. <br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/240610_PAC_MARELLA-SS25_01_0093-4_MED-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-33706" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/240610_PAC_MARELLA-SS25_01_0093-4_MED-980x653.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/240610_PAC_MARELLA-SS25_01_0093-4_MED-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">I modelli incarnano la self-confidence e lo spirito indipendente di Emily, valori che assieme a Marella riesce ad interpretare e trasmettere nella proposta dei capi. <br></h3>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le texture, come i materiali sono vari: Lino viscosa, fluido e leggero, poi il denim e la nappa in vera pelle. Questi materiali danno vita a una scelta in termini di pesantezze e texture, appunto. <br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/240610_PAC_MARELLA-SS25_04_0432-4_MED-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-33708" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/240610_PAC_MARELLA-SS25_04_0432-4_MED-980x653.jpeg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/240610_PAC_MARELLA-SS25_04_0432-4_MED-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><br>E dato che il diavolo sta nei dettagli, ogni capo presenta un’etichetta customizzata Emily Rataijkowski x Marella. In aggiunta troviamo una spilla rimovibile a forma di rosa, simbolo della femminilità ed elemento caratteristico del brand. La location scelta per le foto di campagna, il lago di Como, rappresenta invece un omaggio allo stile italiano che ha guidato la creazione di questi capi unici. <br><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="777" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/25130410182-CUTOUT-DETAIL_ExM-777x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-33707" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">So che siete impazienti, ma per vostra fortuna i capi sono già disponibili, dal 4 febbraio sono acquistabili negli store e sul sito del marchio. <br></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>E il party? </em>Direte voi. In Rinascente qualche giorno fa, dj set e tanto spasso. </p>
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		<title>Jil Sander: prima collezione di Fine Jewelry </title>
		<link>https://www.adlmag.it/2024/12/16/jil-sander-prima-collezione-di-fine-jewelry/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Borrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION]]></category>
		<category><![CDATA[collection]]></category>
		<category><![CDATA[jewelry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un omaggio all’artigianato italiano, Jil Sander presenta la sua prima collezione Fine Jewelry in occasione dell’apertura del più grande&#160;flagship&#160;store a Tokyo. Jil Sander apre il suo primo&#160;flagship&#160;a Tokyo, nel quartiere di Ginza, uno store di oltre 600 metri quadri e suddiviso su due piani. La collezione In collaborazione con lo studio Casper Mueller Kneer, hanno [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Un omaggio all’artigianato italiano, Jil Sander presenta la sua prima collezione Fine Jewelry in occasione dell’apertura del più grande&nbsp;<em>flagship</em>&nbsp;store a Tokyo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Jil Sander apre il suo primo&nbsp;<em>flagship</em>&nbsp;a Tokyo, nel quartiere di Ginza, uno store di oltre 600 metri quadri e suddiviso su due piani.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="890" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/2.jpg" alt="" class="wp-image-30024" style="width:493px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/2.jpg 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/2-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 890px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La collezione</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In collaborazione con lo studio Casper Mueller Kneer, hanno creato una vera eccellenza dell’arredamento, gli elementi sono realizzati utilizzando plastica riciclata da custodie per compact disc.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Alta gioielleria</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma non si tratta solo di un evento, ha ospitato il <a href="https://www.jilsander.com/it-it/fine-jewelry-launch/jil-sander-fine-jewellery.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">debutto</a> esclusivo della nuova linea&nbsp;<em>Fine Jewelry.</em>&nbsp;La collezione incarna il design che caratterizza il marchio e celebra l’eccellenza dell’artigianalità.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Jil Sander è il primo marchio all’interno del portfolio del gruppo OTB ad entrare nel mondo dell’alta gioielleria, presentando una collezione di fine jewelry.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Caratteristiche uniche</strong></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Le forme dei gioielli sono realizzate in oro 18kt e caratterizzate da diamanti di laboratorio. Utilizzando le più alte tecnologie orafe e l’autenticità dell’artigianato tradizionale italiano, la nuova linea di gioielli si ispira al mondo della natura e leggerezza. Unicità è rappresentata in ogni pezzo.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’artigianato viene reso moderno, le tradizionali tecniche in cera persa sono state rivisitate attraverso macchine di stampa 3D e macchine a controllo numerico, senza sprechi. I gioielli si distinguono per le loro irregolarità e dalle imperfezioni che l’artigianalità porta con sé.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="890" data-id="30025" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/3-1.jpg" alt="" class="wp-image-30025" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/3-1.jpg 890w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/3-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 890px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" data-id="30026" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_02-copia-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30026" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_02-copia-819x1024.jpg 819w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_02-copia-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 819px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Uno sviluppo importante nella sua proposta di marchio complessiva, i gioielli raffinati sono un’altra pietra miliare che simboleggia l’appeal&nbsp;<em>lifestyle&nbsp;</em>di Jil Sander.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Vengono incastonati i diamanti a taglio rotondo a mano e successivamente lucidati. I gioielli della nuova collezione di Jill Sander, “<em>Branch</em>” sono fusi in oro bianco e placcati in rodio e punteggiati di diamanti in tre diverse dimensioni. Cavi all’interno, questo rende gli orecchini e il bracciale leggeri e comodi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_03-copia-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30027" style="width:502px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_03-copia-819x1024.jpg 819w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_03-copia-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 819px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>I pezzi iconici </strong> </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">L’anello e gli orecchini “<em>Drop</em>” sono pezzi straordinari per costruzione e design, bordi perfetti e puliti e una superficie lucida ottenuta dalla lavorazione a mano.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I pendenti in oro giallo della collezione “<em>Astral</em>”, incastonati con un diamante, disegnano il contorno di un satellite, una moneta-sole dalla superficie vibrante. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_08-copia-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-30028" style="width:406px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_08-copia-819x1024.jpg 819w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2024/12/JS_FINE20JEWELRY_CROPS_PROJECT20PAGE_AG_241205_08-copia-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 819px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I pendenti sono montati su un’ingegnosa catena a serpente piatta, saldata e diamantata. Quest’ultima, presenta una chiusura a moschettone che evita l’interruzione della linea della catena e della sua lucentezza.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Jil Sander ha lasciato tutti senza parole ma con un nuovo sogno nella&nbsp;<em>wishlist</em>&nbsp;e non vediamo l’ora di vedere la nuova collezione, nel corso del prossimo anno, negli altri store in giro per il mondo.</p>
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