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	<title>cattivi Archivi - AdL Mag</title>
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	<title>cattivi Archivi - AdL Mag</title>
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		<title>Cattivi Disney: verità da adulti nascoste ai nostri occhi da bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[cattivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo li odiavamo, oggi, iniziamo a comprenderli: i cattivi Disney ci stavano forse avvertendo? Da bambini, parteggiavamo senza alcuna esitazione per l’eroe: bontà d’animo, ricerca del vero amore, qualche canto e un bel lieto fine. Il cattivo era altrettanto facile da riconoscere: vesti scure, risate sinistre, malvagi piani di distruzione. Non vi era spazio [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un tempo li odiavamo, oggi, iniziamo a comprenderli: i cattivi Disney ci stavano forse avvertendo?</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Da bambini, parteggiavamo senza alcuna esitazione per l’eroe: bontà d’animo, ricerca del vero amore, qualche canto e un bel lieto fine. Il <a href="https://www.adlmag.it/2025/02/15/gli-antagonisti-dei-film-icone-di-stile/">cattivo </a>era altrettanto facile da riconoscere: vesti scure, risate sinistre, malvagi piani di distruzione. Non vi era spazio per le sfumature, loro erano il male, punto. Un fastidioso ostacolo che, già dai primi minuti di film,<strong> sapevamo con certezza fare una brutta fine prima dei titoli di coda</strong>. Rivedendo quegli stessi film con occhi adulti – e riascoltando con attenzione le loro parole – tuttavia, la prospettiva cambia. Ci si accorge che molte delle motivazioni trainanti, e delle frasi pronunciate dai temuti cattivi Disney suonano sorprendentemente lucide. </p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Alcune, forse, anche sbalorditivamente vicine alle nostre. Molti di loro sembravano lanciare avvertimenti che da piccoli non eravamo pronti a capire. <strong>E se, tra minacce teatrali e ghigni inquietanti, ci stessero in realtà dicendo qualcosa di profondamente vero?</strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="762" data-id="53677" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/998d06743a6daa526f2467498b6dadab-1024x762.jpg" alt="" class="wp-image-53677" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/998d06743a6daa526f2467498b6dadab-1024x762.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/998d06743a6daa526f2467498b6dadab-980x730.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/998d06743a6daa526f2467498b6dadab-480x357.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La matrigna di Cenerentola</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In un universo narrativo in cui principesse, eroi e immancabili animaletti di compagnia invitano costantemente a seguire il proprio cuore, lasciarsi guidare dai sentimenti e correre verso i propri sogni senza riserve alcune,<strong> la matrigna di Cenerentola </strong>dice: <em><strong>“Prima di tutto, autocontrollo!”</strong></em>. Non è solo una frase pronunciata con freddezza aristocratica. Ma una dichiarazione di principio. Non ci esorta a rinunciare ai nostri obiettivi, ma ad essere presenti nel farlo. Ad avere controllo di sé, consapevolezza, capacità di governare i propri impulsi prima che siano loro a governare noi. <strong>È una visione del perseguimento dei propri obiettivi fondata sulla disciplina.</strong> Un approccio che assomiglia senza dubbio a quello adottato in età adulta. Da bambini non potevamo coglierlo, eravamo educati a tifare per il “tutto è possibile”. Solo oggi possiamo riconoscere che, dietro quell&#8217;antipatia, si nascondeva un insegnamento che avremmo presto imparato.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="759" data-id="53665" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1fcdda335081cbe2c2be1a5e1d55ee3c-1024x759.jpg" alt="" class="wp-image-53665" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1fcdda335081cbe2c2be1a5e1d55ee3c-1024x759.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1fcdda335081cbe2c2be1a5e1d55ee3c-980x727.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/1fcdda335081cbe2c2be1a5e1d55ee3c-480x356.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Crudelia De Mon</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>“Il matrimonio. Molte donne in gamba ha distrutto, il matrimonio. Più della guerra, la fame, la malattia e altri disastri. Tu hai talento tesoro. Non scialacquarlo!”</strong></em>. Nel film del 1996, la risposta di <strong>Crudelia De Mon </strong>ad Anita di fronte all’idea di lasciare il lavoro per un possibile futuro marito, suona come una feroce provocazione. Dipinge Crudelia come una creatura gelida, senza cuore, cinica e malcontenta. La realtà è un’altra. L’immaginario Disney ha a lungo celebrato l’amore romantico come unico orizzonte di realizzazione femminile. Crudelia ribalta la prospettiva. Mette in guardia sul porre il proprio talento sull’altare sacrificale di una relazione. L’amore va bene, <strong>ciò che non va bene è annullarsi in esso</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="53667" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/b4fd6cdf0d85f735ea3d4ceb5513dc69-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-53667" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/b4fd6cdf0d85f735ea3d4ceb5513dc69-1024x768.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/b4fd6cdf0d85f735ea3d4ceb5513dc69-980x735.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/b4fd6cdf0d85f735ea3d4ceb5513dc69-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ade</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>“Ma per favore… è un uomo!”</strong></em>, risponde <strong>Ade </strong>a Megara quando lei gli confida, al settimo cielo e con la testa fra le nuvole, di aver incontrato qualcuno. Qualcuno di diverso dagli altri, gentile, incapace di farle del male. Quella di Ade è una battuta cinica, senza dubbio. Facile da liquidare come puro disprezzo. Una battuta che nasconde però un avvertimento fin troppo realistico. Credere nell’amore non è sbagliato. Crederci ciecamente, chiudendo gli occhi e correndovi incontro, forse sì. Ade ci mette in guardia dal confondere un bel sorriso e qualche gesto gentile con una conoscenza profonda dell’altra persona. Dal perdere completamente la testa prima di aver davvero visto l’altro per ciò che è. <strong>Un invito alla prudenza emotiva</strong>, dal quale dover prendere spunto.</p>



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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ursula</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Il paradosso di Ursula è evidente: è lei a togliere la voce ad Ariel, eppure, è anche il personaggio che più insiste sul suo valore. <em><strong>“Una donna non sa quanto preziosa la sua voce sia, finché non viene messa a tacere”</strong>.</em> Nel tentativo di convincerla allo scambio, Ursula elenca una serie di verità sul mondo di superficie. Lì, le donne, sono apprezzate se silenziose e in disparte: gli uomini non vogliono di certo avere accanto una donna che parla troppo. Così, mentre ad Ariel brillano gli occhi all’ascolto di quelle che sembrano essere motivazioni più che valide per dire addio alla sua voce, a noi bambine ormai cresciute viene un brivido lungo la schiena. Quelle parole sono una descrizione inquietantemente realistica. Facciamo allora sì che fungano da avvertimento: <strong>mai e poi mai vendere o rinunciare alla propria voce.</strong> E non si parla di riconoscibilissime streghe-polpo qui. Quindi, attenzione.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="53671" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/debfd2221afbc45c1cd4ae1cbbc3f4e2-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-53671" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/debfd2221afbc45c1cd4ae1cbbc3f4e2-1024x575.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/debfd2221afbc45c1cd4ae1cbbc3f4e2-980x550.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/12/debfd2221afbc45c1cd4ae1cbbc3f4e2-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dr. Facilier</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em><strong>“Del resto, tu ed io sappiamo entrambi che il vero potere in questo mondo non è la magia. Sono i soldi! A secchiate”</strong></em>. Questa citazione del <strong>Dr. Facilier</strong> ne “La Principessa e il Ranocchio” può sembrare spudoratamente materialista. Forse, tuttavia, è solo realista. Nei cartoni d’infanzia la magia bastava a sistemare tutto. Il desiderio era sufficiente a cambiare il destino. Da adulti scopriamo che non funziona proprio così. Ciò che ci permettere davvero di scegliere, muoverci, proteggerci e ottenere ciò che desideriamo è altro. <strong>Ammetterlo è scomodo, ignorarlo è ingenuo: oggi la vera bacchetta magica si chiama denaro.</strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong><em>Foto: Pinterest</em></strong></p>
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		<title>Gli antagonisti dei film: icone di stile</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/02/15/gli-antagonisti-dei-film-icone-di-stile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Di Fano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[cattivi]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ma perchè ci piacciono così tanto i cattivi dei film? In parte è colpa della moda, che li rende figure tanto complesse quanto affascinanti Dai capi audaci e punk rock di personaggi come Emma Stone in Cruella, al carisma magnetico e inquietante di figure come Angelina Jolie nel film Maleficent. Gli antagonisti sono sempre di [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ma perchè ci piacciono così tanto i cattivi dei film? In parte è colpa della moda, che li rende figure tanto complesse quanto affascinanti</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Dai capi audaci e punk rock di personaggi come Emma Stone in <em>Cruella</em>, al carisma magnetico e inquietante di figure come Angelina Jolie nel film <em>Maleficent</em>. Gli antagonisti sono sempre di più i favoriti indiscussi dello stile visivo dei film.                          Se da piccoli abbiamo sempre tifato per l’eroe protagonista, puro e genuino, di recente abbiamo assistito ad un sorprendente aumento di popolarità dei cattivi sul grande schermo. Questo è evidente dal numero crescente di film che si focalizzano proprio su questi personaggi. I più originali, difficili da imitare e spesso interpretati in modo straordinario.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="647" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-3-1.jpg" alt="" class="wp-image-34178" style="width:515px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-3-1.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-3-1-480x423.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">E che si tratti di un&#8217;eleganza glaciale o di un carisma travolgente, questi personaggi sembrano trascendere la mera violenza, diventando memorabili nella loro capacità di<strong> sedurre lo spettatore.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La psicologia dietro i look dei cattivi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">I look dei cosiddetti villain non sono solo un vezzo estetico, ma dei veri e propri strumenti che servono a<strong> raccontare della loro psicologia.</strong> L’aspetto esteriore diventa quindi una proiezione del loro potere e del loro essere, e questo è forse il motivo per cui li apprezziamo così tanto.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Non sono legati alla moralità, ma agiscono sempre spinti da<strong> ambizioni, traumi o visioni personali</strong>, e questo può condizionare la nostra opinione. Ad esempio, un ruolo cruciale è giocato dalle debolezze e dalle<strong> fragilità del cattivo</strong> che vengono messe in evidenza, rendendolo ancor più umano. Il fatto di avere avuto dei traumi o dei tragici trascorsi familiari, attrae inconsciamente la nostra simpatia, diventando così più ammaliante ai nostri occhi.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Pensiamo a <em>Joker</em> di Joaquin Phoenix e Lady Gaga, due personaggi che incarnano una figura tragica e&nbsp;allo stesso tempo irresistibile, pur vivendo in un mondo di dolore e sofferenza.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" data-id="34189" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-8-1-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-34189" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-8-1-576x1024.jpg 576w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-8-1-480x853.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 576px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" data-id="34188" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Joker-2019-1.jpg" alt="" class="wp-image-34188" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Joker-2019-1.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Joker-2019-1-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Silhouette e forme </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La silhouette degli antagonisti è spesso più aggressiva, caratterizzata da tagli decisi e spigolosi. </strong>Mentre i dettagli come gioielli, scettri, mantelli e tessuti lussuosi, servono a sottolineare il loro status e potere. Il loro stile vuole dunque comunicare autorità e mistero. A differenza invece del protagonista, che solitamente predilige un abbigliamento più pratico, comodo e decisamente sobrio (eccetto per le principesse), con <strong>linee morbide e pulite</strong> per non distogliere l’attenzione dalla sua missione. La moda riflette quindi una personalità genuina e orientata verso il bene.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="524" height="785" data-id="34111" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Maleficent-1-edited.jpg" alt="" class="wp-image-34111" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Maleficent-1-edited.jpg 524w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Maleficent-1-edited-480x719.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 524px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;antagonista: Angelina Jolie, Malefica</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="886" data-id="34109" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download.jpg" alt="" class="wp-image-34109" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download.jpg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-480x665.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">La protagonista: Elle Fanning, Aurora</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’ armocromia dei personaggi</h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">È risaputo che il cinema utilizzi la<strong> psicologia del colore per descrivere personaggi ed emozioni</strong>, e in particolar modo per coinvolgere lo spettatore. Dopotutto, il colore ha il potere di influenzare significativamente il nostro stato d’animo. Pensiamo ad esempio a tutti i cattivi dei film<a href="https://www.adlmag.it/2023/10/16/disney-100-anni/"> Disney</a>: Ursula, Jafar, Ade, Maga Magò e la Regina di cuori.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">In questo caso, parliamo di una palette cromatica in cui colori come il verde, il viola, il rosso e il nero diventano simboli ben precisi. Il verde, ad esempio, evoca spesso l&#8217;idea di invidia o tossicità (pensiamo alla strega cattiva ne<em> Il mago di Oz</em>). Mentre il viola suggerisce una distorsione della realtà, accentuando il carattere enigmatico e inquietante del villain. Questi colori esprimono il potere e l&#8217;eleganza del cattivo, ma anche la sua instabilità mentale e il suo lato pericoloso.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Invece l’eroe gioca solitamente su colori più luminosi e terrosi, come il bianco e il beige, o colori che trasmettono serenità, come il blu e il verde pastello, che simboleggiano la sua purezza e il suo viaggio verso il raggiungimento di un obiettivo positivo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-7-1.jpg" alt="" class="wp-image-34187" style="width:412px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-7-1.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/02/download-7-1-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Ma quindi, dobbiamo allarmarci se gli antagonisti dei film diventano i nostri personaggi preferiti? La risposta fortunatamente è no. Mostrare affinità o empatia verso questi personaggi non significa che siamo delle cattive persone, ma che una parte di noi, in una realtà di finzione, comprende quello che fanno.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">O forse, perchè semplicemente ci piacciono i casi umani.</p>
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