<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AMORE Archivi - AdL Mag</title>
	<atom:link href="https://www.adlmag.it/tag/amore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.adlmag.it/tag/amore/</link>
	<description>Italian Freestyle</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Feb 2026 12:03:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2023/07/cropped-Logo-AdlMag-32x32.png</url>
	<title>AMORE Archivi - AdL Mag</title>
	<link>https://www.adlmag.it/tag/amore/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le cose non dette</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/02/10/le-cose-non-dette/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2026/02/10/le-cose-non-dette/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Soba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni moderne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=56189</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con Miriam Leone e Stefano Accorsi, Le cose non dette è un film sulle relazioni moderne, sui silenzi che pesano più delle parole e sulle verità che rimandiamo per paura di cambiare tutto. Non tutti i film iniziano quando si spengono le luci in sala.Alcuni cominciano prima, molto prima: quando scegli il posto, quando sistemi la giacca [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/10/le-cose-non-dette/">Le cose non dette</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Con Miriam Leone e Stefano Accorsi, <em>Le cose non dette</em> è un film sulle relazioni moderne, sui silenzi che pesano più delle parole e sulle verità che rimandiamo per paura di cambiare tutto.</h2>



<p class="has-text-align-center">Non tutti i film iniziano quando si spengono le luci in sala.<br>Alcuni cominciano prima, molto prima: quando scegli il posto, quando sistemi la giacca sulla poltrona accanto, quando capisci, senza sapere perché, che quello che stai per vedere <strong>potrebbe riguardarti</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Le cose non dette</em>&nbsp;è uno di quei film.<br>Non ti prende per mano, non ti seduce subito. Ti lascia entrare con discrezione e poi fa una cosa semplice e rischiosa:&nbsp;<strong>ti chiede di restare</strong>, anche quando il silenzio diventa scomodo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="420" height="600" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/locandina.jpeg" alt="" class="wp-image-56197" style="aspect-ratio:0.7000122895416001;width:302px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/locandina.jpeg 420w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/locandina-210x300.jpeg 210w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una storia di coppia e relazioni moderne</h3>



<p class="has-text-align-center">Al centro della narrazione ci sono Carlo ed Elisa, interpretati da&nbsp;<strong>Stefano Accorsi</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Miriam Leone</strong>. Lui è uno scrittore e docente universitario in una fase di stallo creativo ed emotivo; lei una giornalista affermata, brillante, apparentemente più centrata. Dopo anni insieme, decidono di partire per un viaggio che dovrebbe riavvicinarli: una vacanza con amici, lontano dalle abitudini e dalle certezze quotidiane.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma quello che nasce come tentativo di recupero diventa presto un terreno instabile, dove <strong>tutto ciò che è stato taciuto</strong>comincia a farsi sentire. Non con grandi rivelazioni, ma attraverso piccole crepe: frasi non finite, sguardi che si evitano, domande rimandate per non complicare le cose, salvo scoprire che complicarle era inevitabile.</p>



<p class="has-text-align-center">Attorno ai protagonisti si muove un gruppo di personaggi che amplifica il racconto:&nbsp;<strong>Claudio Santamaria</strong>,&nbsp;<strong>Carolina Crescentini</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Beatrice Savignani</strong>&nbsp;portano in scena altre relazioni, altre tensioni, altre verità tenute in sospeso. È un mosaico di dinamiche emotive che dialogano tra loro, mostrando quanto l’intimità sia sempre un equilibrio fragile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" data-id="56198" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/le-cose-non-dette-2026-gabriele-muccino-01.jpeg" alt="" class="wp-image-56198" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/le-cose-non-dette-2026-gabriele-muccino-01.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/le-cose-non-dette-2026-gabriele-muccino-01-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" data-id="56202" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/foto-le-cose-non-dette-56-high.jpg" alt="" class="wp-image-56202" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/foto-le-cose-non-dette-56-high.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/foto-le-cose-non-dette-56-high-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="333" data-id="56200" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/le-cose-non-dette-trama-cast-film-gabriele-muccino-recensione.jpeg" alt="" class="wp-image-56200" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/le-cose-non-dette-trama-cast-film-gabriele-muccino-recensione.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/le-cose-non-dette-trama-cast-film-gabriele-muccino-recensione-480x320.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Guardarlo è come restare in una stanza dopo una discussione di coppia</h2>



<p class="has-text-align-center">Il film non ha fretta. Non cerca il colpo di scena, non punta sull’esplosione emotiva. Preferisce soffermarsi sui dettagli: un gesto fuori tempo, una risposta evitata, una presenza che pesa più di un’assenza. La regia accompagna lo spettatore&nbsp;<strong>dentro</strong>&nbsp;le relazioni, come se ci sedessimo accanto ai personaggi senza poter intervenire.</p>



<p class="has-text-align-center">Ed è proprio questa scelta a rendere&nbsp;<em>Le cose non dette</em>&nbsp;un film profondamente contemporaneo. Perché non racconta l’amore quando nasce o quando finisce, ma quando&nbsp;<strong>si consuma lentamente</strong>, per accumulo. Quando il silenzio non è più pausa, ma strategia. Quando dire “non è il momento” diventa un’abitudine.</p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Miriam Leone e Stefano Accorsi</h3>



<p class="has-text-align-center">Miriam Leone costruisce un personaggio che vive in costante equilibrio tra controllo e vulnerabilità. Elisa non è fragile nel senso tradizionale del termine: è lucida, presente, ma stanca. Stanca di spiegarsi, di aspettare, di essere comprensiva. Leone affida molto al corpo e allo sguardo, lasciando che siano i non detti a raccontare ciò che le parole non riescono più a contenere.</p>



<p class="has-text-align-center">Stefano Accorsi, invece, interpreta un uomo che ha imparato a tacere per non sbagliare, salvo scoprire che <strong>non dire è comunque una scelta</strong>, e spesso la più dolorosa. Il confronto tra i due non è mai urlato, e proprio per questo risulta credibile, vicino a ciò che accade davvero nelle relazioni di lunga durata.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/194430718-892764cf-db60-468a-b890-03dbed8d4ec3.jpeg" alt="" class="wp-image-56201" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/194430718-892764cf-db60-468a-b890-03dbed8d4ec3.jpeg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/194430718-892764cf-db60-468a-b890-03dbed8d4ec3-480x270.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><em>Le cose non dette</em> è un film che resta</h2>



<p class="has-text-align-center">È giusto dirlo:&nbsp;<em>Le cose non dette</em>&nbsp;non è un film che fa innamorare perdutamente. Non conquista tutti allo stesso modo, non cerca di piacere a ogni costo. A tratti sembra indugiare, ripetersi, trattenersi più del necessario. Eppure,&nbsp;<strong>oggettivamente</strong>, è un film solido, curato, sostenuto da interpretazioni intense e da una scrittura che ha il coraggio di non semplificare.</p>



<p class="has-text-align-center">Soprattutto, è un film che <strong>continua a lavorarti dentro</strong> dopo la visione. Perché non parla di storie eccezionali, ma di dinamiche comuni: le conversazioni rimandate, le verità addolcite, le frasi mai pronunciate “per non ferire”, e che finiscono, inevitabilmente, per fare l’esatto contrario.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="281" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Le-cose-non-dette-film-4-1.jpg" alt="" class="wp-image-56203" style="width:568px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Le-cose-non-dette-film-4-1.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/02/Le-cose-non-dette-film-4-1-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perché vederlo oggi</h3>



<p class="has-text-align-center">Perché&nbsp;<em>Le cose non dette</em>&nbsp;non chiede di essere amato. Chiede di essere ascoltato.<br>E in un tempo in cui siamo bravissimi a raccontarci tutto, ma sempre meno capaci di dirci la verità, questo film fa una cosa rara:&nbsp;<strong>ci accompagna con gentilezza nel punto esatto in cui smettiamo di parlare e iniziamo a perdere qualcosa</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center">Non è poco.<br>E forse, oggi, è già abbastanza.</p>



<p>Photocredits: Pinterest </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/02/10/le-cose-non-dette/">Le cose non dette</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2026/02/10/le-cose-non-dette/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amore in 11 parole intraducibili</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/29/lamore-in-11-parole-intraducibili/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2026/01/29/lamore-in-11-parole-intraducibili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Natalia Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[ADL MAG]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=55398</guid>

					<description><![CDATA[<p>Termini dal mondo che ti faranno sentire compreso Ci sono emozioni che non sappiamo spiegare nemmeno a noi stessi.Momenti in cui l’italiano non basta, le emoji non aiutano e servirebbe&#160;una parola sola capace di dire tutto. In molte lingue del mondo esistono termini&#160;intraducibili&#160;che racchiudono&#160;sfumature d’amore, nostalgia, desiderio e connessione emotiva.Parole che raccontano l’innamoramento, la distanza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/29/lamore-in-11-parole-intraducibili/">L&#8217;amore in 11 parole intraducibili</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center"><strong>Termini dal mondo che ti faranno sentire compreso</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Ci sono emozioni che non sappiamo spiegare nemmeno a noi stessi.<br>Momenti in cui l’italiano non basta, le emoji non aiutano e servirebbe&nbsp;<strong>una parola sola capace di dire tutto</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center">In molte lingue del mondo esistono termini&nbsp;<em>intraducibili</em>&nbsp;che racchiudono&nbsp;<strong>sfumature d’amore, nostalgia, desiderio e connessione emotiva</strong>.<br>Parole che raccontano l’innamoramento, la distanza, la fine di un sentimento o quella sensazione inspiegabile che arriva quando incontri la persona giusta.</p>



<p class="has-text-align-center">Ecco&nbsp;<strong>11 parole d’amore intraducibili</strong>&nbsp;che spiegano i sentimenti meglio di mille frasi.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Mamihlapinatapai (lingua yaghan – Cile)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">È lo sguardo condiviso tra due persone che si piacciono, mentre entrambe sperano che sia l’altra a fare il primo passo.<br>Un momento sospeso, carico di tensione emotiva, in cui&nbsp;<strong>tutto potrebbe succedere</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="739" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3151.jpg" alt="" class="wp-image-55400" style="aspect-ratio:0.9946083095464637;width:267px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3151.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3151-480x483.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Koi No Yokan (giapponese)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">La sensazione immediata che, incontrando qualcuno,&nbsp;<strong>prima o poi te ne innamorerai</strong>.<br>Non è amore a prima vista, ma una certezza silenziosa: lo senti e basta.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Viraha (hindi)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">È il momento in cui capisci di amare davvero qualcuno&nbsp;<strong>solo quando non c’è</strong>.<br>La distanza diventa consapevolezza emotiva.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Forelsket (norvegese)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Descrive l’euforia dell’innamoramento all’inizio: farfalle nello stomaco, testa leggera, tutto sembra possibile.<br>È quella fase in cui l’amore ti rende un po’ folle… e va benissimo così.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="981" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3152.jpg" alt="" class="wp-image-55401" style="aspect-ratio:0.7502694933524973;width:277px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3152.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3152-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Onsra (boro – Indonesia)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Amare qualcuno intensamente&nbsp;<strong>sapendo che non durerà</strong>.<br>Un sentimento potente ma passeggero, vissuto con lucidità e malinconia.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Saudade (portoghese)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Una nostalgia dolceamara per qualcuno che ami e che non è più vicino.<br>Non è solo mancanza: è&nbsp;<strong>un amore che continua a vivere nei ricordi</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Dor (rumeno)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Un mix di desiderio, mancanza e <strong>amore profondo</strong> per qualcosa o qualcuno che non puoi avere.<br>Fa male, ma allo stesso tempo ti riempie.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="802" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3153.jpg" alt="" class="wp-image-55402" style="aspect-ratio:0.748132914817621;width:288px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3153.jpg 600w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3153-480x642.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Ya’aburnee (arabo)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Significa letteralmente “tu mi seppellirai”.<br>Esprime un amore così profondo da desiderare di morire prima della persona amata, per non vivere senza di lei.<br>Estremo, ma incredibilmente puro.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Razljubit (russo)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Il momento preciso in cui smetti di amare qualcuno.<br>Non prima, non dopo:&nbsp;<strong>esattamente lì</strong>.<br>La fine naturale di un sentimento.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Merak (serbo)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">La gioia calma e profonda di godersi le piccole cose, spesso con chi ami.<br>Un senso di felicità semplice, autentica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="688" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3155-688x1024.jpg" alt="" class="wp-image-55403" style="aspect-ratio:0.6718899490600677;width:277px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3155-688x1024.jpg 688w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_3155-480x715.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 688px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>Geborgenheit (tedesco)</strong></p>



<p class="has-text-align-center">La sensazione di sentirsi emotivamente al sicuro con qualcuno.<br>Quando<strong> l’amore</strong> diventa casa.</p>



<p class="has-text-align-center">Forse non possiamo tradurre queste parole in italiano, ma&nbsp;<strong>le abbiamo provate tutti almeno una volta</strong>.<br>Perché l’amore cambia lingua, ma le emozioni restano universali.</p>



<p>crediti foto: Pinterest</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/29/lamore-in-11-parole-intraducibili/">L&#8217;amore in 11 parole intraducibili</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2026/01/29/lamore-in-11-parole-intraducibili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cercavo amore, ho scelto mio padre</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2026/01/20/cercavo-amore-ho-scelto-mio-padre/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2026/01/20/cercavo-amore-ho-scelto-mio-padre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Minniti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=54909</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quante volte abbiamo amato qualcuno solo perché ci ricordava qualcosa di familiare?  Cresciamo pensando di cercare l’amore, ma l’uomo che ha scolpito il nostro modo di amare è nostro padre. E così, senza saperlo, finiamo spesso per amare l’eco di un dolore che non abbiamo mai davvero guarito Familiarità del dolore Non sempre scegliamo l’amore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/20/cercavo-amore-ho-scelto-mio-padre/">Cercavo amore, ho scelto mio padre</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quante volte abbiamo amato qualcuno solo perché ci ricordava qualcosa di familiare?  Cresciamo pensando di cercare l’amore, ma l’uomo che ha scolpito il nostro modo di amare è nostro padre. E così, senza saperlo, finiamo spesso per amare l’eco di un dolore che non abbiamo mai davvero guarito</h3>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Familiarità del dolore</h2>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="825" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/505.jpg" alt="" class="wp-image-54926" style="width:823px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/505.jpg 550w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/505-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 550px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Non sempre scegliamo l’amore perché ci fa stare bene. Spesso scegliamo quello che ci è familiare. Quel tipo di dolore che abbiamo imparato a conoscere fin da bambine. Un silenzio che pesa come un macigno. Un’assenza che non chiamiamo più tale perché è diventata routine, una freddezza che non ci fa più paura perché abbiamo già imparato a conviverci.</p>



<p class="has-text-align-center">Ci innamoriamo non di chi ci può guarire, ma di chi ci somiglia. Perché somiglia a quel padre che ci ha insegnato cos’è l’amore — o meglio, cos’è quando manca.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’uomo che racconta nostro padre</h2>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/thisisnotreal-AI-aiart-midjourney-midjourneyart-midjourneyportraits-promptography-cinematic-storytelling-bnw-casparjade-bw_perfect.jpg" alt="" class="wp-image-54917" style="width:823px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/thisisnotreal-AI-aiart-midjourney-midjourneyart-midjourneyportraits-promptography-cinematic-storytelling-bnw-casparjade-bw_perfect.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/thisisnotreal-AI-aiart-midjourney-midjourneyart-midjourneyportraits-promptography-cinematic-storytelling-bnw-casparjade-bw_perfect-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Cresciamo convinte che per essere amate dobbiamo sforzarci di essere viste da chi ci ha guardato distratto. Che per meritare un abbraccio, dobbiamo imparare a non chiederlo troppo forte e che il valore si misura nel sopportare, nel silenziare quel dolore che non ci hanno insegnato a riconoscere.</p>



<p class="has-text-align-center">Così restiamo. In relazioni che ci consumano lentamente, senza rumore. In dinamiche dove insegniamo a qualcuno come amarci, ma non riceviamo mai la lezione. Giustifichiamo i silenzi con la stanchezza, accettiamo l’indifferenza come se fosse protezione. Ci illudiamo che l’assenza possa diventare cura, se solo proviamo abbastanza.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma non è così. Non è amore. È solo quella bambina che bussa disperata a una porta chiusa da troppo tempo. E ogni volta che scegliamo un uomo che assomiglia a quel padre lontano, scegliamo di rivivere una ferita mai guarita. Non perché non sappiamo fare diversamente, ma perché <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/13/anima-e-corpo-inconciliabile-respiro/">è più facile restare dentro un dolore conosciuto, che rischiare di perderci nel vuoto dell’ignoto.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La proiezione: curare il padre nell’amante</h2>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="486" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/502.jpg" alt="padre" class="wp-image-54911" style="width:823px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/502.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/502-480x317.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">A volte non vogliamo un uomo. Vogliamo un’occasione per cambiare il finale, per riscrivere, attraverso qualcun altro, la storia che ci ha spezzate. Cerchiamo dolcezza dove non c’è. Attenzione in chi ci ignora. Accoglienza in chi ci respinge. E non perché non vediamo la realtà, ma perché in fondo speriamo che, stavolta, l’epilogo sia diverso.</p>



<p class="has-text-align-center">“Se mi ama lui, allora forse valevo amore anche prima.” Come se bastasse il volto somigliante dell’assenza a rimediare a tutto quello che non ci è mai stato dato. Come se un nuovo amore potesse sistemare una vecchia ferita. Ma l’amore non è una medicina. E nessuno può guarire un dolore che non ha causato.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Nostalgia della ferita</h2>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="500" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/503.jpg" alt="padre" class="wp-image-54912" style="width:823px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/503.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2026/01/503-480x326.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Il punto non è incolpare nostro padre. È responsabilità nostra accorgerci che certe scelte non sono scelte, ma repliche. Precise. Invisibili. Crude. Stessa freddezza che ci fa sentire sbagliate, stessa fatica a farci vedere, stessa voce che ci dice: “sei tu che chiedi troppo.” Allora non è amore, ma un meccanismo di sopravvivenza, è nostalgia. È una bambina che bussa di nuovo alla stessa porta, sperando che, stavolta, qualcuno le apra.</p>



<p class="has-text-align-center">Crescere, però, è anche chiudere quella porta. Non perché non faccia più male, ma perché abbiamo capito che non è lì che troveremo l’amore. Che nessun amore potrà mai colmare un buco lasciato da qualcun altro.</p>



<p class="has-text-align-center">E quando smettiamo di cercare nostro padre negli occhi degli altri, forse, per la prima volta, iniziamo a vedere davvero chi ci sta di fronte. E, ancora di più, chi siamo diventate.</p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Foto: Pinterest</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2026/01/20/cercavo-amore-ho-scelto-mio-padre/">Cercavo amore, ho scelto mio padre</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2026/01/20/cercavo-amore-ho-scelto-mio-padre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ti amo, ma con criterio cromatico  </title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/11/24/ti-amo-ma-con-criterio-cromatico/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/11/24/ti-amo-ma-con-criterio-cromatico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Minniti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[armocromia]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=51593</guid>

					<description><![CDATA[<p>Certe persone ti stanno addosso come un color senape su un inverno cool: malissimo. Eppure ci ostiniamo, convinti che l’amore sia più forte del sottotono. Spoiler: non lo è quasi mai Quando l’amore non ti dona nemmeno in controluce Ci hanno detto che l’amore è una questione di chimica. Nessuno ci ha mai avvisate che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/11/24/ti-amo-ma-con-criterio-cromatico/">Ti amo, ma con criterio cromatico  </a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Certe persone ti stanno addosso come un color senape su un inverno cool: malissimo. Eppure ci ostiniamo, convinti che l’amore sia più forte del sottotono. Spoiler: non lo è quasi mai</h3>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Quando l’amore non ti dona nemmeno in controluce</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="949" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/443.jpg" alt="amore" class="wp-image-51599" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/443.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/443-480x619.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ci hanno detto che l’amore è una questione di chimica. Nessuno ci ha mai avvisate che potesse essere anche una questione di sottotoni. In un’epoca in cui non possiamo più indossare un tortora a cuor leggero senza consultare la nostra stagione armocromatica, finiamo per fare più attenzione al colore del maglione che all’energia <a href="https://www.adlmag.it/2025/09/17/il-corpo-come-bussola-emotiva/">emotiva</a> di chi ci sta accanto. Perché se è vero che l’amore è cieco, il buon gusto (e la tua armocromista) no. E così, mentre impariamo a distinguere un beige caldo da uno freddo, continuiamo a confonderci tra chi ci spegne e chi ci illumina.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Warm o cool?</strong> <strong>Il primo appuntamento come test colore</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="1259" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/440.jpg" alt="" class="wp-image-51602" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/440.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/440-480x821.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Primo appuntamento. Location neutra, illuminazione fredda, emozioni soft. Lui entra: sembra carino, educato, caldo. Ma qualcosa non torna. Tu sei primavera chiara, lui è un inverno profondo con l’ascendente in malinconia. Vi sedete. Ordina un’acqua frizzante senza ghiaccio. E lì capisci: è freddo sottotono, ma anche dentro.</p>



<p class="has-text-align-center">Ti guarda, parla, ride (poco), e intanto la tua aura vira da pesca brillante a grigio topo. Al terzo sorso di vino capisci: sei finita con un tono neutro spento. Ti specchi nel suo sguardo e non ti riconosci. È come provare un fondotinta sbagliato: a occhio nudo sembra tutto ok, poi sotto le luci vere&#8230; disastro. L’amore, come il colore, non mente: se non ti illumina, non è quello giusto.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Palette relazionale</strong>: <strong>accostamenti emozionali (dis)funzionali</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="942" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/445.jpg" alt="amore" class="wp-image-51601" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/445.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/445-480x614.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Il tuo ex? Un autunno soft con velleità da estate pura. Ti diceva che eri “troppo intensa”, che “hai sempre mille colori addosso”, che “sei stancante, come il fucsia”. E tu, invece di scappare, provavi a diventare beige. Spoiler: il beige non ti dona, e neanche lui. Ogni relazione sbagliata è un esperimento cromatico andato male: il giallo canarino che ti acceca con mille attenzioni, ma dopo un po’ sfianca. Il blu notte misterioso e intrigante, ma ti lascia sempre al buio e il verde oliva apparentemente rassicurante, ma che, come certi maglioni, pizzica l’anima. L’amore, a volte, è una questione di accostamenti sbagliati. Il problema non è lui, né tu. È che insieme non funzionate, come il bordeaux con il rosa cipria. E continui a ripeterti che “forse sto esagerando”, quando invece stai solo cercando di abituarti a un colore che ti sbatte.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Quando cambiare stagione?</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="920" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/442.jpg" alt="" class="wp-image-51598" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/442.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/442-480x600.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ci sono amori che ti tengono in inverno quando fuori è già primavera. Che ti dicono che “sei troppo” ogni volta che provi a splendere. Che ti spingono a coprirti, spegnerti, neutralizzarti. Ma poi succede qualcosa. Un’amica ti presta un rossetto corallo. Una giornata di sole ti ricorda chi sei. Ti guardi allo specchio e ti vedi. E capisci che è ora: di cambiare palette, guardaroba e, soprattutto, persona. Lasciare andare chi non ti dona è un atto di stile. Ma anche di amor proprio.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’amore ideale? Un tono su tono che ti illumina</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="977" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/444.jpg" alt="amore" class="wp-image-51600" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/444.jpg 736w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/444-480x637.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 736px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">L’amore giusto non ti cambia: ti esalta. Non ti riscrive, non ti corregge. Ti lascia essere nella tua gamma completa: luci, ombre, sbavature comprese. È quello che ti fa brillare anche con le occhiaie, che sta bene con i tuoi colori ma anche con i tuoi silenzi. In fondo, il partner ideale è come il colore perfetto: lo indossi, e tutto ha più senso. &nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Anche tu.</p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Foto: Pinterest</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/11/24/ti-amo-ma-con-criterio-cromatico/">Ti amo, ma con criterio cromatico  </a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/11/24/ti-amo-ma-con-criterio-cromatico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Love Bombing</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/11/20/love-bombing/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/11/20/love-bombing/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Di Fano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[love bombing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=51350</guid>

					<description><![CDATA[<p>A volte l’estrema gentilezza viene fraintesa…altre volte, invece, è love bombing Dal nome, il love bombing potrebbe sembrare qualcosa di dolce, affettuoso, quasi un gesto da film romantico. In realtà, è tutto il contrario: un fenomeno in cui l’affetto viene usato come manipolazione. Si tratta di un accumulo eccessivo di attenzioni, complimenti e gesti affettuosi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/11/20/love-bombing/">Love Bombing</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>A volte l’estrema gentilezza viene fraintesa…altre volte, invece, è love bombing</strong></h2>



<p class="has-text-align-center">Dal nome, il <strong><em>love bombing</em></strong> potrebbe sembrare qualcosa di dolce, affettuoso, quasi un gesto da film romantico. In realtà, è tutto il contrario: <strong>un fenomeno in cui l’affetto viene usato come manipolazione.</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Si tratta di un accumulo eccessivo di attenzioni, complimenti e gesti affettuosi con lo scopo di manipolare e controllare l’altra persona. Chi lo pratica tende a creare rapidamente un legame emotivo intenso, facendo sentire l’altro speciale e indispensabile, ma spesso con secondi fini che vanno oltre la semplice cortesia o attrazione, per poi, magari, sparire nel nulla da un giorno all’altro.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="494" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_crop_691dfe3b60afd.jpg" alt="Love Bombing - ADL Magazine" class="wp-image-51354" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_crop_691dfe3b60afd.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_crop_691dfe3b60afd-480x323.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I rischi reali del love bombing</h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>Il problema del love bombing non è l’intensità delle attenzioni, ma ciò che succede dopo.</strong> Quando tutto quel coinvolgimento improvviso si interrompe, la persona che lo ha subìto può ritrovarsi confusa, svuotata e insicura. Questo può portare a pensieri intrusivi, senso di colpa, difficoltà a fidarsi e, in alcuni casi, a una dipendenza emotiva difficile da interrompere. Il rischio più grande è che chi subisce il love bombing finisca per accettare comportamenti instabili come se fossero normali. Il pericolo è proprio qui: non nelle attenzioni ricevute, ma nel vuoto che arriva dopo, quando ci si accorge che tutto era costruito per ottenere qualcosa. <strong>Perché il love bombing non ti fa sentire amata: ti fa sentire dipendente.</strong> E quando svanisce, lascia un vuoto che pesa più di tutte le parole che lo hanno preceduto.</p>



<p class="has-text-align-center">Eppure, accanto a queste dinamiche pericolose, esiste anche un’altra realtà: quella della gentilezza vera, che a volte confondiamo proprio perché abbiamo imparato a temere l’eccesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Quando la gentilezza viene scambiata per un flirt..</strong></h2>



<p class="has-text-align-center">Quante volte a noi ragazze è successo di scambiare un ragazzo gentile e premuroso per qualcuno interessato a noi? Di pensare<em> “Oh, che carino, mi ha spostato la sedia per farmi sedere…sicuro ci starà provando!”</em>. E se magari quel ragazzo è solo educato?</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Così come spesso vediamo malizia dove non c’è nelle amicizie tra uomini e donne, anche i gesti gentili rischiano di essere fraintesi come flirt.</strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="537" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_691dff251cde9.jpg" alt="Love Bombing - ADL Magazine" class="wp-image-51355" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_691dff251cde9.jpg 500w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_691dff251cde9-480x516.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center">Qualche tempo fa parlavo con un mio amico di relazioni e affetto, e lui mi ha confessato che spesso le persone lo “accusano” di fare love bombing. Ma lui non è un manipolatore: è solo… gentile. Il tipico ragazzo sempre pronto ad aiutare chi sta male e molto affettuoso. Ama il contatto fisico e non ha problemi a dimostrarlo attraverso un abbraccio. C’è da aggiungere, poi, che essendo anche esteticamente affascinante, si ritrova spesso con diverse ragazze interessate. Eppure la sua intenzione non è flirtare: è solo gentilezza.</p>



<p class="has-text-align-center">Per molte di noi, però, questa sua gentilezza suona diversa: non riusciamo a non leggerla come un tentativo di flirt. E questo può portare a confusioni, malintesi e a volte anche a giudizi frettolosi. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Perchè tutto ciò ci confonde?</h2>



<p class="has-text-align-center">Forse non siamo abituate a ricevere attenzioni così pure. Il mondo di oggi ci ha insegnato che se qualcuno si mostra “troppo” gentile, dietro ci deve essere per forza qualcosa.<strong> Forse noi donne abbiamo imparato a sovrainterpretare i gesti carini.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Perchè ci è difficile accettare il bene puro e genuino di un’altra persona, senza un tornaconto personale?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="310" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_691dff183c4c2.jpg" alt="" class="wp-image-51356" style="width:624px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_691dff183c4c2.jpg 512w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/11/hd_691dff183c4c2-480x291.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 512px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p class="has-text-align-center">Il punto non è smettere di fidarsi, ma imparare a <strong>riconoscere la differenza</strong>: l’affetto sano costruisce, il love bombing confonde e destabilizza. E non tutto ciò che sembra romantico lo è davvero — a volte è solo attenzione autentica, altre volte purtroppo è manipolazione. Non è semplice, soprattutto perché Il confine tra cura autentica e manipolazione può essere sottile. Ma saperlo distinguere è il primo passo per proteggersi.</p>



<h5 class="wp-block-heading"></h5>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Foto: Pinterest</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/11/20/love-bombing/">Love Bombing</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/11/20/love-bombing/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Può ChatGPT risolvere i nostri problemi di cuore?</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/08/30/puo-chatgpt-risolvere-i-nostri-problemi-di-cuore/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/08/30/puo-chatgpt-risolvere-i-nostri-problemi-di-cuore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 10:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=46321</guid>

					<description><![CDATA[<p>Problemi di cuore? Niente panico, ci pensa l’intelligenza artificiale. Tra chi lo usa per sfogarsi, chi per capire se una relazione è finita, e chi per trovare le parole giuste, ChatGPT è diventato il consulente amoroso di fiducia della GenZ. Chi non ha mai avuto problemi di cuore? Cotte non ricambiate, primi appuntamenti finiti male, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/30/puo-chatgpt-risolvere-i-nostri-problemi-di-cuore/">Può ChatGPT risolvere i nostri problemi di cuore?</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Problemi di cuore? Niente panico, ci pensa l’intelligenza artificiale. Tra chi lo usa per sfogarsi, chi per capire se una relazione è finita, e chi per trovare le parole giuste, ChatGPT è diventato il consulente amoroso di fiducia della GenZ.</h2>



<p class="has-text-align-center"><strong>Chi non ha mai avuto problemi di cuore?</strong> Cotte non ricambiate, primi appuntamenti finiti male, rotture, tradimenti, dubbi e dilemmi. La prassi, più o meno, è la stessa per tutti: si corre dagli amici più stretti, quelli di cui ci si fida ciecamente, ai quali viene indirettamente imposta la condanna di dover ascoltare le rocambolesche avventure amorose in atto. A volte per ore, altre, per giorni. O mesi. Fino ad arrivare al punto in cui si ricevono consigli e dritte che non verranno seguite. È successo a tutti, sia di stare da una parte, che dall’altra. Sia di essere il diretto interessato, che l’amico dalla pazienza smisurata.</p>



<p class="has-text-align-center">In un’era in cui l’AI diventa sempre più raffinata ed onnipresente, e, soprattutto, in cui ChatGPT viene considerata la soluzione a tutti i problemi, è inevitabile che il suo utilizzo non si limiti più a riformulare testi o scrivere mail quando non si ha voglia. <strong>Sempre più persone si affidano infatti a ChatGPT per la risoluzione di dinamiche interpersonali spinose, prime fra tutte, quelle di cuore.</strong> Ma può davvero sostituire un amico? O un terapeuta?</p>



<p class="has-text-align-center">Nulla potrà mai prendere il posto di una sorella che ci conosce da sempre, di un amico con cui siamo cresciuti insieme, o di un terapeuta che, pur essendo una figura esterna, sa guardarci dentro come nessun altro. Ma se sempre più individui si mettono nelle inesistenti mani pixelate di ChatGPT, un motivo ci sarà. <strong>In realtà, più di uno.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="852" height="480" data-id="46335" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/b4862203b501961457ad2a45fe0d4684.jpg" alt="" class="wp-image-46335" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/b4862203b501961457ad2a45fe0d4684.jpg 852w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/b4862203b501961457ad2a45fe0d4684-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 852px, 100vw" /></figure>
</figure>



<div style="height:21px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">ChatGPT come consulente di fiducia</h2>



<p class="has-text-align-center">È un programma: quindi, è preciso, logico, rapido nelle risposte, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. <strong>E non perde mai la pazienza.</strong> Se si tiene la conversazione aperta, invece di iniziarne ogni volta una nuova, gode del vantaggio di ricordare tutto. Grazie alla cronologia della chat, mette insieme le nuove informazioni con quelle vecchie, riuscendo così a dare un quadro preciso della situazione, e costantemente aggiornato.</p>



<p class="has-text-align-center">Il vero punto di forza sta però nella sua stessa natura: <strong>ChatGPT, infatti, non è nessuno</strong>. Dall’altra parte dello schermo sul quale scriviamo i nostri problemi amorosi, non c’è nessuno. Nessuno capace di giudicare, nessuno capace di farsi un’idea. Ma <strong>capace di farsi percepire come pensante, e quindi, credibile</strong>. Analizza il problema, lo schematizza, risponde con consigli mirati, fa le domande giuste, anticipa il nostro pensiero. E poi, la ciliegina sulla torta: dice di capirci, si mette nei nostri panni, si dichiara in grado di provare le nostre stesse emozioni, <strong>legittimandole</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="846" height="1128" data-id="46337" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/03fb81a943564e90821214d54665d15a-edited.jpg" alt="" class="wp-image-46337" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/03fb81a943564e90821214d54665d15a-edited.jpg 846w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/03fb81a943564e90821214d54665d15a-edited-480x640.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 846px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="393" height="524" data-id="46325" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/2156331a321d95d54a868efc44cea857-edited.jpg" alt="" class="wp-image-46325" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/2156331a321d95d54a868efc44cea857-edited.jpg 393w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/2156331a321d95d54a868efc44cea857-edited-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 393px) 100vw, 393px" /></figure>
</figure>



<div style="height:21px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center">Inoltre, <strong>se parliamo con un nessuno, sappiamo di potergli dire tutto</strong>. È questo il punto. Cose che forse per vergogna, forse per riservatezza, non diremmo a chi ci è vicino. Quante volte succede? Di avere un problema di <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/23/amore-inerte-non-si-puo-stare-insieme-per-non-stare-da-soli/">coppia</a>, un dubbio, una paura, e di tenerseli anche solo per il timore di esser visti diversamente o spinti ad agire in un certo senso, quando ancora non si è pronti. È inevitabile che parlare di un possibile tradimento ad un amico abbia un impatto, anche solo il fatto che ne sia al corrente cambierebbe le cose. Sentirsi chiedere se vi sono aggiornamenti, se abbiamo deciso cosa fare, quando abbiamo intenzione di prendere in mano la situazione. Dirlo ad un programma, invece, non implica nulla. Alla fine della conversazione con ChatGPT puoi tornare alla tua vita come se nulla fosse, <strong>ciò che hai rivelato rimane fra te e… te</strong>. <strong>È come parlare da soli, e, allo stesso tempo, ricevere un supporto esterno</strong>.</p>



<div style="height:21px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="954" data-id="46326" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/aad97d2ddc007e82804930b094f2f0f3.jpg" alt="" class="wp-image-46326" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/aad97d2ddc007e82804930b094f2f0f3.jpg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/aad97d2ddc007e82804930b094f2f0f3-480x623.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="749" height="755" data-id="46327" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/d2b566d56da16fefa99ecc2a9c5d173e.jpg" alt="" class="wp-image-46327" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/d2b566d56da16fefa99ecc2a9c5d173e.jpg 749w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/d2b566d56da16fefa99ecc2a9c5d173e-480x484.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 749px, 100vw" /></figure>
</figure>



<div style="height:21px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Intelligenza artificiale o emotiva?</h2>



<p class="has-text-align-center">I vantaggi sono indubbi, ma anche i rischi non sono da sottovalutare. L’intelligenza artificiale, è appunto, artificiale. <strong>E per quanto cerchi di mettersi nei nostri panni, un corpo non ce l’ha. Un cervello nemmeno.</strong> Il rischio maggiore è quello di non riuscire più ad aprirsi con le persone che ci amano, di non ritenere validi o abbastanza efficaci i loro consigli, o di correre sul proprio telefono per far analizzare a Chat una qualsiasi interazione umana. Può sembrare affrettato, ma alla velocità con cui si procede oggigiorno, mai dire mai. Un autoaiuto supportato dall’AI, ogni tanto, non fa male. Ma non sistema un cuore rotto. <strong>Per quello, per fortuna, ancora serve il calore umano</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Foto: Pinterest</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/30/puo-chatgpt-risolvere-i-nostri-problemi-di-cuore/">Può ChatGPT risolvere i nostri problemi di cuore?</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/08/30/puo-chatgpt-risolvere-i-nostri-problemi-di-cuore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lovot: il robot che scalda il cuore</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/08/24/lovot-amore-robot/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/08/24/lovot-amore-robot/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Dolfini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ROBOT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=45967</guid>

					<description><![CDATA[<p>Possono un robot e i suoi sensori regalarci emozioni autentiche? Dal Tamagotchi ai Lovot, la tecnologia continua a reinventare il nostro modo di cercare affetto e condivisione Negli anni ’90 Namco Bandai mise in commercio il Tamagotchi, un piccolo gioco elettronico che permetteva di prendersi cura di una creatura aliena o di un animale virtuale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/24/lovot-amore-robot/">Lovot: il robot che scalda il cuore</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Possono un robot e i suoi sensori regalarci emozioni autentiche? Dal Tamagotchi ai Lovot, la tecnologia continua a reinventare il nostro modo di cercare affetto e condivisione</h2>



<p class="has-text-align-center">Negli anni ’90 Namco Bandai mise in commercio il Tamagotchi, un piccolo gioco elettronico che permetteva di prendersi cura di una creatura aliena o di un animale virtuale. L’idea alla base era semplice: rendere le persone felici offrendo loro qualcuno da accudire. Oggi quello stesso concetto rivive in una simpatica creatura robotica chiamata <strong>Lovot</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="973" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2468-973x1024.jpg" alt="" class="wp-image-45977" style="width:368px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Il Lovot – il cui nome nasce dalla fusione delle parole <em>Love</em> e <em>Robot</em> – è stato presentato nel 2018 da <strong>Kaname Hayashi</strong>, CEO della startup <strong>GROOVE X</strong>. È stato progettato con l’obiettivo di risvegliare la capacità umana di amare, offrendo conforto e compagnia. Hayashi voleva affrontare uno dei problemi più grandi della società giapponese: la solitudine. Non sorprende quindi che le vendite di queste piccole creature siano cresciute sensibilmente durante la pandemia di Covid-19.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Un piccolo compagno High-tech</h2>



<p class="has-text-align-center">Dotati di intelligenza artificiale e di oltre 50 sensori, questi robot emotivi da compagnia sono in grado di simulare un comportamento sorprendentemente simile a quello di un essere vivente. Grazie a un’antenna a forma di corno con videocamera termica, interagiscono con le persone e con l’ambiente circostante.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="981" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2471-981x1024.jpg" alt="" class="wp-image-45973" style="width:368px" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2471-981x1024.jpg 981w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2471-980x1023.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2471-480x501.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 981px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Si muovono su ruote e percepiscono il calore corporeo, reagendo con movimenti e suoni. Ridono se gli si fa il solletico, si mostrano felici quando vengono accarezzati, e alzano le braccia per essere presi in braccio e coccolati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1004" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2474-1024x1004.jpg" alt="" class="wp-image-45974" style="width:368px" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2474-1024x1004.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2474-980x961.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2474-480x471.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Piccoli e leggeri (pesano circa 3 kg ) ricordano un animale domestico, e possono persino essere vestiti con diversi accessori per una maggiore personalizzazione. Attualmente, però, sono disponibili solo in Giappone e a un prezzo piuttosto elevato: quasi 3.000 euro per esemplare.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quando anche i robot imparano a emozionare</h2>



<p class="has-text-align-center">Sicuramente, se c’era qualcosa che consideravamo esclusivamente umano, era la capacità di provare emozioni. Eppure, anche questa certezza sembra oggi vacillare. Oltre ai Lovot, infatti, numerosi robot sono comparsi sul mercato dichiarandosi in grado di simulare sentimenti e di instaurare una relazione con chi li utilizza.</p>



<p class="has-text-align-center">“Con i Lovot e GROOVE X abbiamo usato la tecnologia per accrescere il comfort e stimolare i sentimenti d’amore. Questa dolce creatura reagirà a ogni stato d’animo del suo proprietario, facendo di tutto per riempirlo di gioia e ricaricarlo di energia. Non sarà un essere vivente, ma saprà scaldare il cuore.” Così il CEO Kaname Hayashi descrive il suo progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lovot: una star anche nel mondo della moda</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1045" height="1303" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2475-edited.jpg" alt="" class="wp-image-45972" style="width:273px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2475-edited.jpg 1045w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2475-edited-980x1222.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_2475-edited-480x599.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1045px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">La simpatica creatura robotica non ha lasciato indifferenti neppure i grandi nomi della moda. Marc Jacobs, ad esempio, mostra con orgoglio sui suoi canali social il suo Lovot. Si tratta di Yoshi-chan: nero, con grandi occhi che ricordano l’universo. Il designer sembra esserne follemente innamorato, come testimoniano i numerosi post, stories e video in cui appare intento a giocare e coccolare il suo piccolo compagno tecnologico.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Foto: Ig account @lovot_official, Ig account @themarcjacobs</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><p style="margin-right: 0cm;margin-left: 0cm;font-size: medium;, serif;text-align: justify"></p></h2>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/24/lovot-amore-robot/">Lovot: il robot che scalda il cuore</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/08/24/lovot-amore-robot/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amore inerte: non si può stare insieme per non stare da soli</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/08/23/amore-inerte-non-si-puo-stare-insieme-per-non-stare-da-soli/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/08/23/amore-inerte-non-si-puo-stare-insieme-per-non-stare-da-soli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Greta Liberatoscioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 13:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=45948</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non vi è nulla di più contemporaneo dell’epidemia del restare insieme in nome nell’abitudine. Tra stabilità apparente, comodità, e infedeltà calcolata: dov’è l’amore? «L’amor che move il sole e l’altre stelle»: questo il verso con cui Dante conclude il viaggio della Divina Commedia, ponendo l’amore al centro di tutto. A pensarci bene, aveva ragione. È [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/23/amore-inerte-non-si-puo-stare-insieme-per-non-stare-da-soli/">Amore inerte: non si può stare insieme per non stare da soli</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non vi è nulla di più contemporaneo dell’epidemia del restare insieme in nome nell’abitudine. Tra stabilità apparente, comodità, e infedeltà calcolata: dov’è l’amore?</h2>



<p class="has-text-align-center">«<em>L’amor che move il sole e l’altre stelle</em>»: questo il verso con cui Dante conclude il viaggio della Divina Commedia, ponendo l’amore al centro di tutto. A pensarci bene, aveva ragione. È l’amore per ciò che facciamo che ci spinge a lavorare con passione, è l’amore per noi stessi che ci permette di apprezzare peculiarità e difetti, è l’amore per la vita che ce la fa vivere a pieno. Allo stesso modo, dovrebbe essere l’amore per l’altro a tenere unite due persone. Scegliersi consapevolmente, rinnovare la scelta giorno dopo giorno. Chissà cosa penserebbe Dante se potesse dare un’occhiata al panorama delle relazioni contemporanee. Forse, al fine di capire cosa tiene legati due esseri umani nel 2025, andrebbe in cerca di quell’amore che lui stesso ha posto al centro dell’universo circa 700 anni fa. Il problema è che nella maggior parte dei casi, non lo troverebbe. Perché la domanda, per quanto possa esser giudicata cinica, è tanto inevitabile quanto necessaria: <strong>quante coppie stanno davvero insieme per amore, e quante per abitudine?</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="562" data-id="45961" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e038719a23c5e690e5b62c3f4c12dc46.jpg" alt="" class="wp-image-45961" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e038719a23c5e690e5b62c3f4c12dc46.jpg 750w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e038719a23c5e690e5b62c3f4c12dc46-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 750px, 100vw" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"> Il fantasma della relazione che fu</h2>



<p class="has-text-align-center">L’amore è diverso per tutti. Ognuno ha priorità e modi di fare diversi quando si tratta di unirsi all’altro, su questo non c’è dubbio. Si costruisce la relazione secondo le proprie attitudini ed esigenze, e a tener insieme opinioni e stili di vita diversi c’è l&#8217;amore, che rende l’unione non solo possibile, ma realizzabile, concreta. Cosa succede, però, quando esso viene meno? Quando tutto ciò che rimane tra due persone sono gli impegni presi insieme, le esperienze fatte, il gruppo di amici in comune, la quotidianità, le spese da dividere. In altre parole: <strong>cosa succede quando a tenere insieme due persone non è la possibilità di un futuro, ma il ricordo del passato?</strong></p>



<p class="has-text-align-center">Oggi, più che mai, capita di imbattersi in relazioni che resistono non perché alimentate da passione e complicità, ma perché chiuderle significherebbe affrontare il vuoto emotivo della solitudine. Così, spesso, ci si nasconde dietro la tranquillità garantita dall’abitudine, anche se questa ha il sapore dell’insoddisfazione. Forse l’amore non è più il motore delle relazioni. <strong>Forse oggi stare insieme significa soprattutto evitare la fatica di lasciarsi</strong>. Evitare di dover ricominciare da capo, di doverlo dire ad amici e famiglia, di dover cambiare la propria routine. Una volta avremmo detto che basta l’amore. Oggi, che basta sopportarsi. Basta stare bene, anche approssimativamente, e chiudere un occhio ogni tanto. Sempre meglio di stare da soli. Mai idea fu più sbagliata. E triste, fatevelo dire.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="907" height="1024" data-id="45962" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/37e61059da80fd480b4240ec863d2e7d-907x1024.jpg" alt="" class="wp-image-45962" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="45963" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e2bd76e63e2f8ddb1da0e55d908a27a5-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-45963" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e2bd76e63e2f8ddb1da0e55d908a27a5-1024x1024.jpg 1024w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e2bd76e63e2f8ddb1da0e55d908a27a5-980x980.jpg 980w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/e2bd76e63e2f8ddb1da0e55d908a27a5-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center"><strong>La paura del cambiamento non può essere più forte dello stare in una relazione in cui non ci si sente più se stessi: non può, e non deve</strong>. Non si può normalizzare il rimanere insieme per abitudine, inerzia, timore, in virtù di una stabilità e prevedibilità relazionale, che per quanto ci possa far sentire al sicuro, quanto, in realtà ci fa sentire bene, vivi?</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Generazione comodità: troppo giovani per accontentarsi</h2>



<p class="has-text-align-center">Ciò che colpisce di più è che il discorso appena fatto non riguarda solo le coppie adulte, con una vita ormai intrecciata da responsabilità condivise. Anche in quel caso non sarebbe giustificabile, ma forse più comprensibile. Il vero dilemma è che sempre più spesso, sono i giovanissimi a restare incollati a dinamiche di comodità ancor prima di aver costruito qualcosa di solido. <strong>Ci si rifugia nel noto, piuttosto che tuffarsi nel nuovo</strong>, nella possibilità di cambiamento. Vince la rassegnazione, a braccetto con la convenienza.</p>



<p class="has-text-align-center">I rapporti diventano sempre più tiepidi, e non manca chi va in cerca di altro, restando intrecciato nella propria amorevole quotidianità di coppia. Insomma: il cambiamento fa paura, <a href="https://www.adlmag.it/2025/02/21/fedelta-canaglia-esiste-ancora/">l’infedeltà </a>no. <strong>Si ha così tanta paura della solitudine, che non ci si lascia, e anzi, a volte si sta anche in tre</strong>.<strong> </strong>Ma guai a rompere la routine. Guai a dover affrontare una rottura, a voltare pagina. Meglio messaggiare di nascosto. Così da una parte, si vive l’ebrezza che tanto si ricerca, dall’altra si mantengono le proprie amate abitudini.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="834" height="1024" data-id="45965" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/84cbeb6bc0194fd933bf56703094e21f-834x1024.jpg" alt="" class="wp-image-45965" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="551" height="551" data-id="45964" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/6045e0ef026f68f01e85d4bf67726143.jpg" alt="" class="wp-image-45964" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/6045e0ef026f68f01e85d4bf67726143.jpg 551w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/08/6045e0ef026f68f01e85d4bf67726143-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 551px, 100vw" /></figure>
</figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center">Alla fine, la vera domanda è: cosa scegliamo di chiamare amore? Perché restare per comodità, non lo è. Sapere di meritare di più, e volerlo ma non prenderselo, non lo è. Festeggiare gli anni passati insieme pensando a qualcun altro, non lo è. <strong>L’amore non è un compromesso per evitare la fatica della solitudine</strong>. Serve solo un po’ di coraggio per ammetterlo.</p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><em><strong>Foto: Pinterest</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/08/23/amore-inerte-non-si-puo-stare-insieme-per-non-stare-da-soli/">Amore inerte: non si può stare insieme per non stare da soli</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/08/23/amore-inerte-non-si-puo-stare-insieme-per-non-stare-da-soli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiodo scaccia chiodo: la bugia che ci raccontiamo per non soffrire </title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/06/16/chiodo-scaccia-chiodo/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/06/16/chiodo-scaccia-chiodo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Dolfini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=41751</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ammetterlo è scomodo, nessuno ne parla mai apertamente, ma lo sappiamo bene: prima o poi, tutti abbiamo usato qualcuno come antidoto al dolore. O siamo stati usati, tanto da essere quel famoso chiodo, ancora caldo di rabbia e nostalgia, infilato per distogliere la crepa lasciata da qualcun altro.&#160; Chi nega di averlo mai provato o [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/06/16/chiodo-scaccia-chiodo/">Chiodo scaccia chiodo: la bugia che ci raccontiamo per non soffrire </a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ammetterlo è scomodo, nessuno ne parla mai apertamente, ma lo sappiamo bene: prima o poi, tutti abbiamo usato qualcuno come antidoto al dolore. O siamo stati usati, tanto da essere quel famoso chiodo, ancora caldo di rabbia e nostalgia, infilato per distogliere la crepa lasciata da qualcun altro.&nbsp;</h2>



<p class="has-text-align-center">Chi nega di averlo mai provato o di esserne stato inconsapevolmente la controparte – mente, e forse proprio a sé stesso. Nessuno ne va esente, nemmeno coloro che si professano contrari o moralmente superiori. Perché il “<strong>chiodo scaccia chiodo</strong>” è un rito collettivo, un passaggio quasi obbligato nel magico viaggio della sofferenza emotiva. Non se ne parla forse per pudore, anzi lo si disprezza, del resto, c’è forse qualcuno che l’ha mai apertamente approvato? Eppure, continua a essere usato come cerotto emotivo, anestetico alla solitudine e riflesso automatico per un cuore ferito. Ma funziona davvero? O è solo un modo – tutt’altro che – elegante per rimandare il momento in cui dovremo fare i conti con noi stessi e guardarci dentro?</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>L’illusione della sostituzione</strong> <strong>del chiodo scaccia chiodo</strong></h2>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="424" height="753" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_0904-edited.jpg" alt="" class="wp-image-41768" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover;width:402px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_0904-edited.jpg 424w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_0904-edited-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<p class="has-text-align-center">Fin da piccoli impariamo l’arte della distrazione: di fronte a una delusione o a un dolore, rivolgere l’attenzione verso qualcosa di nuovo e diverso sembra la strategia vincente. Pensiamo a un bambino che gioca felice, finché un altro non gli sottrae il giocattolo: scoppia a piangere, lo rivuole, soffre perché non può più averlo. Ma è davvero l’oggetto a mancargli? O è piuttosto il vuoto improvviso che lo disorienta? Nella maggior parte dei casi, basta offrirgliene uno nuovo, e subito il sorriso torna a illuminare il suo volto. La novità prende il posto del vuoto, cancellando in un attimo quella che sembrava in apparenza una forte sofferenza. È proprio questo il meccanismo: il più antico, istintivo e diffuso, il celebre “chiodo scaccia chiodo”. Un riflesso emotivo primitivo, che continua a ripetersi anche da adulti, soprattutto nelle relazioni.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">&#8220;Trova un altro/a e passerà&#8221; – quante volte ce lo siamo sentiti dire? Era il 1978 quando Raffaella Carrà trasformava questo consiglio in un ritornello diventato mantra: “E se ti lascia lo sai che si fa? Trovi un altro più bello che problemi non ha.” Una soluzione rapida, semplice, quasi terapeutica e apparentemente efficace – ma solo nell’immediato.</p>



<p class="has-text-align-center">Dopo una delusione, una fine, un amore che si sgretola, quel suggerimento (o quell’alibi) arriva puntuale, come una formula collaudata. L’idea è semplice: un volto nuovo dovrebbe cancellare il ricordo di quello vecchio. Un corpo estraneo, messo lì a colmare l’assenza, riempie il vuoto come se il dolore fosse solo una questione di logistica emotiva. Il vecchio mito del &#8220;chiodo scaccia chiodo&#8221; per alcuni funziona come una boccata d’aria, un modo per tornare a respirare, una medicina d’emergenza per un cuore in frantumi. Per altri, invece, è una trappola emotiva: si può davvero archiviare un sentimento sostituendolo, senza prima attraversarlo? O è solo un’illusione ben mascherata – un cerotto storto e mal messo su una ferita ancora aperta? </p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>La trappola del rebound</strong></h2>



<p class="has-text-align-center">La storia insegna che già nell’antica Grecia si usava l’immagine del chiodo che ne scaccia un altro. Prima come metafora pratica, poi come strategia affettiva. Inoltre, in ogni lingua lo si declini, il concetto resiste identico: &#8220;<em>nail drives out nail</em>&#8220;, dicono gli inglesi. In psicologia, si chiama&nbsp;<em>rebound relationship</em>: un legame nato nella scia di una rottura, quando le emozioni sono ancora aperte e il lutto non è stato digerito. È una fuga, non un approdo. Serve a colmare il vuoto, a placare la sofferenza di un addio. Un tentativo disperato di anestetizzare la solitudine, che però rischia di lasciare strascichi più profondi. </p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_0908-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-41769" style="aspect-ratio:1;object-fit:cover;width:402px" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_0908-683x1024.jpg 683w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_0908-480x720.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 683px, 100vw" /></figure>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-white-color has-alpha-channel-opacity has-white-background-color has-background" />



<p class="has-text-align-center">Gli esperti lo sanno bene: queste connessioni sono spesso fragili, confuse, destinate a durare poco. Perché il vero problema non è la persona che sostituiamo, ma quello che cerchiamo di ignorare. Per questo motivo, finisce – quasi sempre – per non funzionare. E qui arriva il paradosso: più corriamo dal dolore, più ci perseguita. Chi si butta in una nuova storia per paura del silenzio interiore, sfugge dal guardarsi dentro. Non è pronto, a livello emotivo, per aprirsi a una nuova connessione. E intanto, qualcun altro, ignaro, diventa – la vera “vittima collaterale”– il chiodo di riserva, usato fino a quando non serve più.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Il coraggio di restare nel vuoto</strong></h2>



<p class="has-text-align-center">La verità, per quanto scomoda, è che non si supera un amore semplicemente sostituendolo: bisogna attraversare l’assenza e il vuoto che lascia. Il &#8220;chiodo scaccia chiodo&#8221; appare come una scorciatoia rapida e  – all’apparenza – indolore, soprattutto per chi fatica a convivere con la solitudine. Ma questa reazione nasce spesso dalla convinzione che sia qualcun altro a doverci completare, presumendo di non esserlo già di per sé. E non c’è niente di più sbagliato. </p>



<p class="has-text-align-center">Evitare, soffocare il dolore non significa superarlo. Anzi, accettare la solitudine, per quanto spaventosa, è un passaggio necessario e obbligato. Perché nessun &#8220;chiodo&#8221; esterno può reggere il peso di ciò che ci portiamo dentro. Forse il segreto è tutto lì: riconoscere che alcune ferite non si rimarginano cercando rifugio in un altro corpo, ma ascoltandole con pazienza e affrontandole con coraggio.</p>



<p class="has-text-align-center">Quindi, la prossima volta che qualcuno ci suggerirà di “cambiare chiodo”, chiediamoci: stiamo cercando una soluzione, una vera via d’uscita, o solo un rapido anestetico emotivo? Perché la differenza sta tutta tra il guarire davvero e il far finta di esserci già riusciti.</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Foto: Pinterest</em></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/06/16/chiodo-scaccia-chiodo/">Chiodo scaccia chiodo: la bugia che ci raccontiamo per non soffrire </a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/06/16/chiodo-scaccia-chiodo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un cuore rotto si può riparare?</title>
		<link>https://www.adlmag.it/2025/05/07/un-cuore-rotto-si-puo-riparare/</link>
					<comments>https://www.adlmag.it/2025/05/07/un-cuore-rotto-si-puo-riparare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Dios]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[AMORE]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.adlmag.it/?p=38667</guid>

					<description><![CDATA[<p>La fine dell’amore è sicuramente il sentimento più rivisitato dai filosofi, musici e scrittori. Chiunque penserebbe che dopo centinaia di fazzoletti e migliaia di lacrime si arrivi ad una risposta, ma non è vero.&#160; Finire la relazione, la nascita del cuore rotto Da un giorno all’altro crolla il mondo. Una separazione intende un distacco in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/07/un-cuore-rotto-si-puo-riparare/">Un cuore rotto si può riparare?</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La fine dell’amore è sicuramente il sentimento più rivisitato dai filosofi, musici e scrittori. Chiunque penserebbe che dopo centinaia di fazzoletti e migliaia di lacrime si arrivi ad una risposta, ma non è vero.&nbsp;</h2>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Finire la relazione, la nascita del cuore rotto</h2>



<p class="has-text-align-center">Da un giorno all’altro crolla il mondo. Una separazione intende un distacco in cui si potrà superare il dolore ma non la persona. Senza importare se abbiamo noi il cuore rotto o l’altra persona rimane solo una domanda in testa: e ora? Vedere come da un giorno all’altro tutte le promesse si rompono e quel futuro che si anelava non esisterà più ci distrugge. Crolliamo anche noi quando, come un secchiello di acqua fredda, si svelano tutti i motivi di una separazione e i disamori. Mangiare con il nodo nello stomaco, ogni dopo morso dover soffiarsi il naso, film rovinati, canzoni rovinate e posti a cui non si può, o vuole, più tornare.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="767" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-7.jpeg" alt="Una coppia in cui il ragazzo guarda la sua fidanzata" class="wp-image-39260" style="width:398px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-7.jpeg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-7-480x501.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Si deve riformulare la quotidianità e psicologicamente le abitudini sono parte della formazione dell&#8217;identità, un cambio in questo diventa molto impegnativo. Una separazione è equiparabile ad un lutto quindi il cuore rotto non viene dimenticato ma accompagnato. Lavare i piatti, fare la spesa prendere il tram, cucinare. Sappiamo che le piccole cose e quelle comuni, fatte insieme, sono ciò che rendeva la vita più viva.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La speranza che pende da un filo</h2>



<p class="has-text-align-center">Il voler svegliarsi e capire che sì, siamo l’uno per l’altro, che l’amore esiste e siamo <a href="https://www.adlmag.it/2025/04/24/anima-gemella-cercasi-altra-meta-della-mela/">anime gemelle</a>. “Vuole tornare con me, se ne accorgerà che sono l’amore della sua vita” ci martella la testa. Vogliamo appiccicare questo cuore rotto con qualsiasi tipo di colla giusto per farlo andare. Non razionalizzare niente ma rimetterlo a battere e sperare che senta di nuovo. A volte non sente più. Desideriamo una pista, quel sogno o quel segnale in strada che ci dica quello che noi non sappiamo però non sentiamo neanche.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">Questa speranza a volte si tinge di timore pensando nel sentire un “ti amo” da una voce che non è quella che vogliamo. Ma perché se non ha funzionato speriamo di tornare? Non credo ci sia un momento puntuale o un atto specifico a dare la risposta ma un cuore che non batte più così forte e un corpo che è ormai stanco. E quello dovrebbe bastare.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="735" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-8-edited.jpeg" alt="Ragazza che guarda alla parete e c'è la foto del suo ragazzo" class="wp-image-39262" style="width:442px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-8-edited.jpeg 735w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-8-edited-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 735px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Andare avanti</h2>



<p class="has-text-align-center">“La vita continua”, tre parole che vogliamo si potessero chiudere le orecchie per non sentirle più. Non vogliamo andare avanti. Vogliamo ripassare ogni secondo della relazione e capire cosa non andava, cosa non si deve ripetere, come possiamo migliorare. Pensiamo alla vita precedente di questo cuore rotto che un giorno vide in ogni angolo arcobaleni, stelle e tutto rosa. Un cuore rotto che gli dispiace essersi rovinato e vedere cieli grigi nelle giornate più chiare, che non riesce a capire perché non è più innamorato.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center">La vita continua come se niente fosse per chi dimentica. Per chi di fronte al ristorante del primo appuntamento non sente un nodo nello stomaco e una lacrima sulla guancia. Ai romantici intensi ci tocca convivere con i ricordi e piangere perché troviamo in tasca il biglietto della prima volta che siamo andati al cinema (perchè ovviamente l’abbiamo conservato).</p>



<p class="has-text-align-center">Non vogliamo dimenticare nessuno. Si deve fare amicizia con il cuore rotto e con i ricordi. Sappiamo che qualche giorno li ricorderemo con tutto l’amore che abbiamo avuto e un sorriso nel viso. Cammineremo ogni strada pregando di <a href="https://www.adlmag.it/2025/04/12/fantasmi-ah-no-e-il-mio-ex/">incontrare l’altro</a> e un giorno forse non ci interesserà più dove sia, cosa stia facendo o a chi stia pensando.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Foto: Pinterest</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" src="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-4.jpeg" alt="Marina Abramovic" class="wp-image-38989" style="width:432px;height:auto" srcset="https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-4.jpeg 640w, https://www.adlmag.it/wp-content/uploads/2025/05/download-4-480x480.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /><figcaption class="wp-element-caption">Opera di Marina Abramović titolata &#8220;Rest Energy&#8221;</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.adlmag.it/2025/05/07/un-cuore-rotto-si-puo-riparare/">Un cuore rotto si può riparare?</a> proviene da <a href="https://www.adlmag.it">AdL Mag</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.adlmag.it/2025/05/07/un-cuore-rotto-si-puo-riparare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/


Served from: www.adlmag.it @ 2026-04-20 22:24:59 by W3 Total Cache
-->