Tre identità alla MFW: personale, culturale e familiare
Identità ed esigenze alla Milano Fashion Week: tre giovani designer raccontano il presente attraverso la moda. Con Rambaldi, VICTOR-HART e Neithan Herbert, la primavera-estate 2027 è l’occasione per esplorare tre dimensioni dell’identità: personale, culturale e familiare. Tre visioni diverse, unite dalla stessa esigenza di esprimersi, trovare il proprio spazio e trasformare le proprie radici in un linguaggio creativo.
Rambaldi: l’identità personale e il bisogno di libertà
Con Amor senza pretese, Rambaldi trasforma la stanza in uno spazio di libertà, intimità e riconoscimento. Ispirata a Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, la collezione riflette sul diritto di costruire la propria identità al di fuori delle convenzioni sociali. La dimensione domestica è il luogo in cui esprimere desideri, sperimentare la propria individualità e riconoscere la famiglia che si è scelta. La presenza di una community queer in passerella rafforza questo messaggio di rappresentazione e appartenenza.

Twin set, cardigan, slip dress e foulard richiamano la familiarità del guardaroba quotidiano, mentre sovrapposizioni, trasparenze, crochet e dettagli decostruiti ne mettono in discussione le regole. Per Rambaldi, l’esigenza personale è quella di sentirsi liberi di essere sé stessi, senza dover nascondere la propria identità per essere accettati.
VICTOR-HART: l’identità culturale e il bisogno di dialogo
Con Denim Diplomacy, VICTOR-HART affronta il tema dell’identità culturale attraverso l’incontro tra le radici ghanesi del brand e la tradizione manifatturiera italiana. La collezione segna il debutto womenswear del marchio nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana, dopo la presentazione della linea maschile nel gennaio 2026.

Il denim diventa il punto di partenza per costruire un dialogo tra culture differenti senza che l’una prevalga sulla’altra. Attraverso l’upcycling, i capi vengono smontati, ricomposti e trasformati con patchwork, lavaggi e costruzioni sartoriali. Le cuciture grezze rimangono visibili, mostrando le tracce del lavoro e l’incontro tra materiali diversi. In questa visione, recuperare un tessuto significa conservarne la storia e attribuirgli una nuova possibilità. Allo stesso modo, mettere in relazione tradizioni differenti non significa cancellarne le differenze, ma riconoscerle come parte di un processo creativo condiviso.

Sostenuto anche da AFRO Fashion Association, il progetto richiama l’importanza della rappresentazione dei talenti BIPOC nel sistema moda. L’esigenza culturale di VICTOR-HART è creare uno spazio di dialogo e riconoscimento, in cui le proprie origini possano convivere con nuove influenze senza perdere autenticità.
Neithan Herbert: l’identità familiare e il bisogno di protezione
Con Está Anocheciendo en Mi Vida, Neithan Herbert porta in passerella una storia personale legata alla memoria materna. Nato in Ecuador e cresciuto in Messico, il designer si ispira a un ricordo d’infanzia: la madre Etelvina che lo trasporta sulla schiena, avvolto in un telo bianco. Quel gesto diventa il simbolo di una protezione che precede qualsiasi conoscenza della moda. Il tessuto non è soltanto un materiale da trasformare, ma un riparo capace di accompagnare il corpo e custodire un legame affettivo.

La collezione primavera-estate 2027 traduce questo ricordo in abiti drappeggiati, trasparenze, pieghe e volumi avvolgenti. Pizzo, tulle, chiffon e cashmere alternano leggerezza e consistenza, mentre la palette passa dal bianco al bordeaux, fino al nero. Gli ornamenti in ottone lavorato a mano aggiungono una dimensione simbolica e duratura.

Anche il lavoro artigianale assume un ruolo centrale: le sarte dell’atelier, composto interamente da donne, partecipano alla creazione dei capi e diventano parte del racconto in passerella. La presenza di Etelvina nella sfilata rende visibile il legame tra memoria, generazioni e creazione. L’esigenza familiare di Herbert è ritrovare nella memoria una forma di protezione, trasformando un ricordo intimo in un linguaggio capace di parlare anche agli altri.
Tre identità, tre esigenze alla Milano Fashion Week
Le collezioni di Rambaldi, VICTOR-HART e Neithan Herbert mostrano come la moda dei giovani designer alla Milano Fashion Week possa diventare uno strumento per raccontare identità ed esigenze differenti. L’identità personale cerca libertà e riconoscimento; quella culturale richiede dialogo e rappresentazione; quella familiare trova nella memoria un legame da custodire e rinnovare.

Tre percorsi distinti, accomunati dalla volontà di trasformare esperienze personali e collettive in nuove forme espressive. Per questi designer, l’abito non è soltanto un oggetto estetico, ma un mezzo per dare visibilità alle proprie storie e costruire relazioni con il mondo.È proprio in questa capacità di unire identità, bisogno e trasformazione che emerge una delle direzioni più interessanti della nuova generazione della moda.
Photocredits: Marco Rambaldi, Victor-Hart, Neithan Herbert


