Virginia Woolf e il luogo in cui nasce la propria voce.
Alcuni luoghi non sono importanti per le cose che contengono, ma per ciò che ci permettono di diventare. Una stanza può essere un luogo fisico in cui dormiamo, mangiamo: quattro pareti con delle finestre e qualche libro. Ma con poco, può essere il luogo in cui una persona riesce ad ascoltarsi, a raccogliere i propri pensieri. Avere una stanza tutta per sé vuol dire avere un posto in cui poter sbagliare, creare, viaggiare con la mente, senza dover soddisfare le aspettative degli altri. Virginia Woolf ha conosciuto davvero questo bisogno e ne ha parlato in uno dei suoi libri più celebri.

La stanza come libertà
Avere una stanza tutta per sé significa prima di tutto avere tempo. Tempo per leggere, scrivere, pensare senza fretta, in silenzio. Vuol dire esistere senza dover essere qualcosa per qualcun altro per qualche istante. Virginia Woolf esprime bene questo concetto nel suo libro “Una stanza tutta per sé”: una donna, per poter creare, ha bisogno di talento, è certo. Ma ha bisogno anche di indipendenza, spazio e tempo che le appartenga. La stanza diventa così il diritto di avere pensieri e desideri propri.

La stanza che abbiamo dentro
Una stanza tutta per sé non deve essere per forza un luogo reale. Può essere un diario segreto, la biblioteca del nostro paese, o ancora una passeggiata che facciamo da soli. A volte è proprio nel silenzio che riusciamo ,infatti, a sentire ciò che proviamo davvero. Avere una stanza tutta per sé significa anche rispettare e difendere quel silenzio, non per allontanarci dalle persone, ma per comprenderci un po’ di più.

Una stanza che diventa una pagina
E se la stanza più importante per la scrittrice fosse stata una pagina? Una pagina bianca che non chiede nulla. Che non giudica. Aspetta. La scrittura non può cancellare quello che fa male, non rende più semplice la vita. Può però dare un nome ai sentimenti, a ciò che sentiamo, così da non lasciarlo scomparire nel silenzio. Avere una stanza tutta per noi è importante non solo perché ci aiuta a rifugiarci dalla confusione del mondo, ma perché finalmente possiamo ascoltare la nostra voce. Quella voce che spesso dimentichiamo. Quella voce che abbiamo sempre avuto dentro di noi e che ha soltanto bisogno di tempo, silenzio e libertà per poter uscire fuori.
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