L’Hyrox è la nuova ossessione fitness che colpisce tutti: in questo sport l’età è solo un numero e tutti possono partecipare!
Ciò che ha reso questa disciplina così in virale – soprattutto sui social e tra la gen z – è il fatto che la preparazione non richiede grandi prestazioni professionali, infatti la maggioranza degli atleti che vi partecipano sono amatori appassionatissimi di fitness, ma che di sport non ne hanno mai fatto un lavoro.
Se la parola Hyrox vi riporta alla mente, anche solo vagamente, l’Ironman – una delle gare di triathlon più estreme al mondo, composta da tre prove di resistenza in sequenza e senza interruzioni: 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e 42,195 km di corsa – sappiate che non ci azzecca proprio nulla.
Niente panico, se viene definito un tormentone più social che sportivo, un motivo c’è.
Si tratta a tutti gli effetti di un evento dove condivisione e divertimento costituiscono la prima regola del gioco, e a questo si aggiunge la giusta dose di sport….
Scherzi a parte, l’Hyrox si è proposto di diventare la competizione più inclusiva del momento, soffiando ogni esigenza, integrando anche la categoria per disabili. E sta riuscendo benissimo nel suo intento,
Si distingue per il claim: «la gara di fitness adatta a tutti».

Un po’ di contesto
La trovata è stata geniale fin dagli esordi: nato in Germania nel 2017, l’idea alla base era di creare
una sessione di allenamento per tutti in cui vivere la dimensione collettiva dello sport.
Gli eventi vengono organizzati in tutto il mondo: dalla Spagna, all’Australia, dalla Cina, all’India, fino al Messico questa competizione ha un grossissimo appeal. Anche in Italia si sono già tenute due competizioni quest’anno, una a Torino e una a Bologna, ma continueranno a Roma, Milano e Rimini, quest’ultima ospite della prima edizione italiana durante il RiminiWellness nel 2023.
In totale nel 2026 ci saranno 135 eventi in 43 paesi nel mondo.
Durante questi party/eventi tutto è curato al dettaglio: le aree di lavoro sono iper-mega instagrammabili, ci sono luci posizionate ad hoc, c’è la musica a tutto volume, suonata spesso da noti deejay, e l’atmosfera è più da festival che da meeting sportivo fine a se stesso. E per completare l’esperienza adesso è possibile anche farsi tatuaggi temporanei in loco.


Il vivo della competizione
Dal punto di vista tecnico, i creatori aspiravano ad organizzare qualcosa di innovativo e accessibile, che unisse i fan sfegatati della palestra ai più attivi corridori. Così nasce l’Hyrox, una gara a circuito chiuso composta da 8 esercizi di workout intermezzati da 1km di corsa (In totale i km sono 8). Il format è uguale in tutto il mondo e l’ordine degli esercizi è sempre lo stesso:
- SkiErg: con un macchinario e due maniglie si tira verso il basso, una sorta di sci di fondo da fermi;
- Sled Push: spinta di una “slitta” pesante in avanti per 50 metri;
- Sled Pull: tiro della “slitta” verso di sé con una corda, sempre per 50 metri;
- Burpee Broad Jumps: ci sia abbassa fino a stendersi con il petto sul pavimento, ci si rialza, e si fa un balzo in avanti. Il movimento è ripetuto per 80m;
- Rowing: simulazione del movimento del canottaggio, dotati di un macchinario apposito;
- Farmer’s Carry: camminare trasportando due kettlebell per 200 metri;
- Sandbag Lunges: camminata con affondi e con un sacco di sabbia sulle spalle per 100m;
- Wall Balls: squat ripetuti abbinati al lancio di una palla medica verso l’alto, per colpire un obiettivo a una certa altezza
Tutti i pesi variano in base alle categorie.
Nel caso in cui gli esercizi non vengano svolti correttamente oppure venga invertita la sequenza, i giudici assegnano delle penalità, che aumentano il tempo finale della prova. Non essendoci una durata precisa in cui terminare la gara, ogni atleta può andare al proprio ritmo, come in una maratona. Il tempo medio registrato è di 1 ora e 32 minuti; mentre il record mondiale ufficiale nella divisione Pro è di 55:09 e 53:24 minuti rispettivamente per uomini e donne.

Un allenamento collettivo e inclusivo
Come già ripetuto, l’Hyorx è pensato per ogni esigenza: per i più solitari, coloro che vedono nel masochismo la forza e il coraggio che li porterà alla vittoria, che svolgono il percorso “ in solitaria”; mentre per gli amanti del team, c’è l’opzione Doubles (in coppia). E se pensate che anche in due sia uno sforzo troppo logorante, l’ultima spiaggia è l’opzione da quattro: il Relay.
Più di così però non possiamo aiutarvi…
Esiste, invece, la categoria “adaptive” per persone con disabilità, in cui gli esercizi vengono adattati alle abilità delle persona con problematiche fisiche. Un punto molto interessante!

Il lato social della gara: tra critiche e “content”
Come vediamo da questo esempio – l’Hyrox è diventato noto soprattutto grazie agli shares social che vanta e ai numerosi gli influencer che partecipano solo per il “content” -, la gen z sta sperimentato un nuovo modo di vivere lo sport, dove ciò che viene incentivato di più è l’immagine piuttosto che la prestazione, un esempio plateale è l’app STRAVA, di cui abbiamo già parlato precedentemente.
Tutto questo focus estetico implica automaticamente il rischio di trasformare lo sport in uno strumento di auto promozione, dove l’attenzione finisce sul mostrarsi semplicemente attivi e non sull’essere realmente costanti e impegnati a lungo termine.
Inoltre, come sostiene un ragazzo gen z da noi intervistato:
“La motivazione in questa gara è superficiale e poco duratura; molte persone poco sportive si avvicinano a questo mondo più per pubblicare contenuti sui social che per sviluppare una vera abitudine e routine sull’attività fisica. Passata la novità, non sono più interessati”.
Il dibattito è aperto sulla questione di promuoverla a disciplina olimpica… ma per ora ci limitiamo ad attendere la finale dei Campionati Mondiali HYROX 2026 che si concludono proprio oggi in Svezia. Le finali di categoria più attese sono la Mixed Relay (le staffette miste) e le gare di Doubles Mixed.



