Al MAR apre una galleria permanente dedicata al maestro della fotografia di moda italiana

Paolo roversi torna a casa.
Forse il suo nome non è conosciuto da tutti, ma le sue fotografie hanno definito l’immaginario fashion degli ultimi decenni. Paolo Roversi è il fotografo che ha lavorato con maison come Dior, Maison Margiela, Yohji Yamamoto e Alexander McQueen, immortalando icone come Kate Moss, Naomi Campbell, Rihanna e Natalia Vodianova con uno stile diventato immediatamente riconoscibile.
Dal 21 maggio 2026 Ravenna gli dedica una galleria permanente all’interno del MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna. Un progetto che celebra uno dei fotografi italiani più influenti al mondo e il suo legame con la città dove è nato nel 1947.



Una mostra immersiva che sembra un sogno
La nuova Galleria Paolo Roversi non è la classica mostra fotografica. È un percorso immersivo fatto di luci soffuse, stanze in penombra, tessuti, ombre e immagini che sembrano uscite da un sogno.

Curata da Chiara Bardelli Nonino e progettata con la scenografa Ania Martchenko, la galleria ricrea l’atmosfera del celebre atelier parigino di Roversi, dove il fotografo vive e lavora dagli anni Settanta. Tra le sale compaiono ritratti iconici, doppie esposizioni e fotografie sospese tra moda, arte e cinema.
Anche chi non segue la fotografia di moda si ritrova subito dentro il suo mondo: lento, poetico e completamente diverso dall’estetica veloce dei social.



Ravenna, la luce e l’origine di tutto
Nonostante viva a Parigi da oltre cinquant’anni, Paolo Roversi ha sempre raccontato quanto Ravenna abbia influenzato il suo sguardo. “In ogni mia foto c’è un pò di Ravenna” dichiara il fotografo.
La nebbia, il silenzio e soprattutto i mosaici bizantini di San Vitale e Galla Placidia sono diventati parte della sua estetica.
Ed è proprio questa atmosfera quasi fuori dal tempo che oggi ritorna nella nuova galleria del MAR. Uno spazio pensato non solo per gli appassionati di moda e fotografia, ma anche per chi vuole scoprire da vicino il lavoro di un artista che ha cambiato il modo di immaginare la bellezza contemporanea.


