Videoclip: perché oggi contano più che mai

da | CULTURE

Ai giorni d’oggi la musica non si limita ad essere ascoltata: va guardata, condivisa e vissuta. I videoclip si sono così trasformati in veri e propri strumenti di narrazione.

Quante volte ci è capitato di guardare un videoclip musicale e di pensare che si trattasse di un cortometraggio, una sorta di piccolo film o un diario visivo? L’estetica è diventata il cuore pulsante dell’industria musicale, in grado di farti restare qualche secondo in più. E oggi quei secondi valgono tutto.


L’estetica che racconta l’identità

Nell’industria musicale l’estetica è sempre stata un tassello importante, perché costituisce identità, branding e soprattutto storytelling. Stylist, palette cromatiche, ambientazioni, reference visive: tutto contribuisce a creare un universo coerente attorno al cantante che, attraverso le immagini, “traduce” la canzone in qualcosa di tangibile. Il visual oltrepassa quindi la funzione di semplice ornamento, e si afferma come elemento decisivo capace di consacrare il brano.


Olivia Rodrigo a Versailles

Lo scorso diciotto Aprile, Olivia Rodrigo ha pubblicato il suo nuovo singolo “Drop Dead” accompagnato da un incantevole videoclip diretto da Petra Collins. Il brano, che racconta di una cotta improvvisa e intensa per un ragazzo, viene rappresentato attraverso dettagli super femminili, rotture della quarta parete che rendono la narrazione intima, e soprattutto dalle stanze regali di Versailles. Olivia appare eterea e innocente, conservando l’animo da teenager che la accompagna in tutti i suoi album, in una versione più “costruita”. La cantante sembra infatti uscita da un sogno adolescenziale irrisolto ispirato al mondo visivo della regista Sofia Coppola.


Petra Collins: costruire mondi

Una delle personalità più in voga degli ultimi anni è sicuramente Petra Collins, regista capace di trasformare un’immagine in un sogno idilliaco. La regista canadese sta influenzando molto la cultura pop, basando la sua estetica su immagini femminili non idealizzate, le imperfezioni che ci rendono unici ed elementi surreali e simbolici, come le lacrime glitter che hanno reso la serie tv “Euphoria” il capolavoro mondiale che è oggi, ispirata proprio alle fotografie di Petra Collins. La brillante regista si concentra su tutte quelle emozioni che spesso ci appaiono superficiali, come la nostalgia e la vulnerabilità, rappresentando i giovani in modo fragile, non filtrato, e soprattutto veritiero.


Visualizzare per sentire

Come fa quindi un videoclip a diventare iconico e soprattutto virale? La risposta è semplice: in un’epoca dominata da video brevi e piccoli spezzoni visibili su Tiktok, un videoclip deve essere capace di vivere nei frammenti, nei tagli… deve essere “smontabile”. Ogni immagine deve infatti rappresentare scene iconiche e memorabili, come nel videoclip della canzone “Manchild” di Sabrina Carpenter, che si articola in circa quaranta scene totali ,con tanti cambi di look annessi. Possiamo dunque affermare che oggi abbiamo bisogno di visualizzare ciò che ascoltiamo, perchè ci aiuta a comprendere il concept dietro una canzone, ci aiuta a viverla e ad entrare nell’universo creativo dei grandi artisti.

foto: pinterest