In una costante lotta contro il tradizionalismo del mondo dell’arte, Slawn dà vita a opere che uniscono street culture e ottimo marketing, amate da tantissimi e criticate da altrettanti.
Il più forte collante che unisce il mondo dell’arte con quello della strada sono sicuramente i graffiti, prima vandalismo, oggi grande amore del panorama artistico d’élite. Uno degli esponenti più interessanti di questa “nuova” tendenza è Slawn Olaolu.
L’uomo scrive sui muri da sempre, ma il graffitisimo moderno esplode tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio dei ‘70 a Filadelfia, New York.
Il Tag, la firma, è stato l’inizio scatenante di decenni di cultura street. Artisti come Cornbread a Filadelfia e Taki 183 a Manhattan hanno iniziato a riempire la città con il proprio pseudonimo. Lo scopo principale era la visibilità: più il nome era presente in posti veramente difficili da raggiungere e più l’autore guadagnava rispetto. Poi, con l’aumentare della competizione, le scritte da semplici e concise sono diventate sempre più elaborate.
Nasce quindi il Bubble Letter e l’ancora più noto Wildstyle, il quale prevede l’intrecciarsi delle lettere in modi complicatissimi fino a diventare illeggibili. Poi tra gli anni ‘70 e ‘80 le “tele” iniziano a cambiare e dai muri della città si è passati ai treni, facendo diventare la metropolitana di New York il centro di tutto. Dipingere un intero vagone, infatti, rappresentava la visibilità più alta possibile, facendo sfrecciare la propria opera in tutti i quartieri e portando il nome dell’artista dagli slums fino ai centri finanziari. Si andava definendo un sistema di comunicazione di massa alternativo, che colpiva tutti, ma solo in pochi sapevano realizzare.
A differenza della Street Art i Graffiti sono più focalizzati sulla parola e la forma della lettera, in un vero dialogo autoreferenziale, stretto nella comunità dei writer.
La Street Art si focalizza invece sull’immagine e sul messaggio. Si utilizzano varie tecniche e l’obbiettivo è più che altro comunicare con il grande pubblico, sopratutto con temi politici.
Oggi i graffiti vivono una doppia vita. Esiste la forma di espressione illegale e clandestina, così come la produzione amata dai marchi di lusso e dal mondo dell’esclusivo. Slawn si inserisce in questa intersezione diventando il risultato di un’evoluzione iniziata dai vagoni della metropolitana decenni fa. Sulla tela perde la sua componente di illegalità e fuga, ma acquista una dimensione nuova di durabilità e valore economico.

Partito dalla Nigeria dove ha co-fondato un collettivo di skate e streetwear, arriva a Londra con un background decisamente decisivo per quella che diventerà la sua arte. Lo stile è immediatamente riconoscibile, con elementi distintivi, specifici. Primi tra tutti i tratti marcati e cartoonistici che ricordano alcune figure legate alle animazioni anni ‘90. I colori sono vivaci e contrastanti con i temi spesso crudi o provocatori. Slawn ha voluto creare un’estetica che fosse in grado di rappresentare la gioventù nigeriana moderna e per farlo utilizza soggetti come volti distorti, grandi occhi e sorrisi esagerati che non si sa bene dove inserire tra il giocoso e l’inquietante.

Nel 2023 Slawn entra nella storia come il più giovane artista a realizzare la statuetta e la scenografia dei BRIT Awards, seguendo le orme di grandi come Damien Hirst e Vivienne Westwood.
Anche in questa occasione la sua arte ha diviso in due. L’artista ha deciso di rimuovere l’elmetto classico della figura della Britannia con l’intenzione di rappresentare il gesto di togliersi il cappello. Questo in segno di rispetto e gratitudine verso l’industria musicale britannica per ringraziare dell’opportunità data. La statuetta è stata realizzata in bronzo, così da omaggiare anche in questa occasioni le sue origini nigeriane richiamando i Bronzi del Benin.
Fedele poi al suo stile “Ugly Bastard”, come si definisce lui, Slawn ha dato uno aspetto più fumettistico al premio realizzando tre diverse espressioni facciali dando un tocco punk a un premio istituzionale. Opportunità, gratitudine e celebrazione: queste sono le emozioni che l’artista ha voluto rappresentare.

Ma la sua esperienza nelle collaborazioni non termina qui. Nel 2024 si guadagna un altro primato per aver ridisegnato la base della famosissima coppa d’Inghilterra. Nel 2025 ha collaborato, poi, con il team Red Bull per il design di una vettura speciale presentata a Silverstone. Per concludere in bellezza, nel 2024 è stato nominato uno degli uomini dell’anno da GQ, celebrando non solo il suo lavoro di pittore, ma anche il suo status di icona pop.
Per Slawn essere un “Ugly Bastard” significa ribellarsi contro la pretenziosità del mondo dell’arte tradizionale.

Si tratta di un vero e proprio rifiuto della perfezione, trasmessa con figure dai denti storti, occhi sgranati e tratti esasperati. Un’estetica del disordine. Identificando con questo termine il suo collettivo, ha dato modo alle aspettative sulla sua arte di abbassarsi, per poi essere colpite da un talento tecnico e una visione commerciale sorprendente. Un processo che possiamo definire “underpromising and overdelivering”.
La sua produzione spazia dalla pittura su tela alla street art fino alle collaborazioni di moda. Con opere pittoriche di grandi dimensioni, rappresenta caricature fatte su misura su se stesso, la sua famiglia o figure della cultura pop. Le sue origini sono sempre presenti con un mix di arte tribale africana e i già nominati cartoni animati anni ‘90.

Il suo disordine è stato apprezzato anche da risoluti marchi di lusso, come Rolex, realizzando dei quadranti personalizzati con i suoi iconici personaggi a tre volti e le sue grafiche scarabocchiate.
E’ qui che si unisce il “grezzo” dello stile irriverente tipico dei writer con l’esclusività del lusso, rinomato per la sua eleganza e pacatezza.
Ma quindi perchè il suo personaggio è così divisivo?

Slawn è amato dai giovani collezionisti per il suo rompere le regole, ma i critici tradizionali non apprezzano particolarmente questo ribaltare delle regole e spesso si chiedono se si tratti di arte od ottimo marketing. Anche il suo cerimoniale di vendita è parte della sua performance artistica. L’artista nonostante abbia venduto opere per il valore di decine di migliaia di sterline, dichiara sempre di non sapere cosa stia facendo. Anche questa è una critica al valore intrinseco dell’arte moderna.
Slawn è decisamente una ventata d’aria fresca nel mondo dell’arte contemporanea: caotico, veloce, iper-produttivo. Il suo estro non ha limite e lui stesso afferma che il suo non avere confini fa parte del suo modo di creare. La sua arte è una performance continua che ha mandato in tilt i critici classici, ampliando però il pubblico degli amanti dell’arte a giovani e fanatici collezionisti.


