Essere la persona più sveglia della stanza è davvero una condanna? O essere considerato “troppo” vuol dire solo essere più consapevoli?
“Sei troppo sensibile”, “ Dai troppo peso alle cose”, “Sei troppo emotiva”.
Quante volte queste frasi ti sono scivolate addosso come una sottile pioggia? Quante volte sei stata accusata di essere troppo attenta ai dettagli, alle persone, di essere troppo… Ma davvero esiste un “troppo” quando si parla di sentimenti? O è solo un modo che gli altri hanno per sminuire la tua intelligenza emotiva perché non sono capaci di comprenderla e di provarla?
Il modo in cui guardiamo il mondo con profondità è davvero un problema per le persone?

Il linguaggio segreto dell’empatia
Oggi chi si ferma a sentire e a guardare davvero diventa ingombrante, fastidioso.
Chi coglie le sfumature più sbiadite mette in crisi chi vive in superficie.
Chi ascolta ciò che non si dice costringe le persone a confrontarsi con ciò che evitano. E allora l’unica cosa che possono fare gli altri è ridurti. Ma questo non è semplicemente un modo per dire “io non ci arrivo”? È importante capire che essere empatici non vuol dire essere fragili, ma saper leggere il mondo in maniera avanzata. È conoscere una lingua che non tutti sanno parlare fatta di silenzi, sguardi e pause.

La lentezza apparente di chi già ha capito tutto.
Ti è mai capitato di entrare in una stanza e avere la sensazione di saperla “leggere?” Di percepire subito l’atmosfera? Come se ogni sentimento lasciasse una traccia quasi impercettibile. È una condanna o una rara forma di intelligenza? In realtà il punto è che mentre gli altri si soffermano sui gesti tu ne intuisci il significato, e senza che nessuno se ne accorga in quel momento sei già un passo avanti. La verità è che spesso la persona più sensibile è anche la più lucida. E questo per il semplice fatto che ha già intuito le dinamiche, le intenzioni delle persone, e ha già visto come andrà a finire.

Precisione emotiva.
Molto spesso è possibile notare un errore comune: associare la gentilezza alla debolezza. Ma chi ha detto che chi accoglie non sappia anche scegliere? Non sei esagerata, sei precisa. Non sei emotiva, sei profondamente consapevole. Ma soprattutto non sei fragile, sei permeabile. Chi prova poco non potrà mai comprendere chi prova tanto a questo mondo. Devi realizzare che tutto ciò ti rende più sveglia, più precisa e più strategica.

La più sveglia della stanza
Allora la prossima volta che qualcuno ti dirà che sei “troppo”, fermati e chiediti: “Troppo per chi?” “Troppo per cosa?”. In un mondo che ha scelto di non sentire tu non puoi, e non devi, evitare di restare connessa. Non ridurti per essere capita, non cambiare solo perché gli altri non ci arrivano. Non sei ingenua. Sei esattamente ciò che al mondo serve in questo momento per essere visto senza filtri.
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