Lavinia Fuksas a NOMAD St. Moritz

da | LIFESTYLE

Il progetto immersivo di Lavinia Fuksas a NOMAD CIRCLE

Nel contesto di NOMAD CIRCLE a St. Moritz, Lavinia Fuksas sceglie di andare oltre la semplice esposizione di oggetti e costruisce un vero e proprio interno narrativo. Il progetto, concepito insieme a Niccolò Giraldi, si configura come uno spazio immersivo da attraversare, più simile a una soglia che a una stanza.

Non un allestimento neutro, ma un ambiente che trattiene, avvolge e rallenta. In un panorama fieristico spesso dominato dalla velocità e dalla frammentazione, Fuksas propone una pausa: uno spazio che invita a essere vissuto con il corpo prima ancora che osservato.

Tra velluti rossi e riflessi bronzati

Velluti rossi attraversati da riflessi bronzati definiscono una sequenza percettiva che conduce da un ingresso raccolto a un salotto intimo, evocando l’atmosfera sospesa di un club di inizio Novecento. Il riferimento non è citazionista, ma profondamente sensoriale.

Qui il colore diventa materia e la luce una struttura invisibile che modella lo spazio. L’interno non è pensato come contenitore, ma come campo esperienziale in cui ogni elemento contribuisce a costruire continuità percettiva.

Kalyka

Tra le opere presentate, il coffee table Kalyka incarna la tensione tra design e scultura. La base geometrica in ottone spazzolato, le superfici intarsiate in smalto e madreperla e il movimento che svela un compartimento segreto trasformano la funzione in rito.

Il gesto dell’apertura diventa esperienza teatrale e temporale: l’oggetto non si limita a servire, ma invita alla scoperta. In questo modo, Fuksas ridefinisce il tavolino come elemento architettonico in miniatura, sospeso tra preziosità e struttura.

PHNX e rimandi Decò

Con PHNX, la verticalità in ferro rosso laccato, interrotta da un blocco di onice retroilluminato, introduce un dialogo netto tra opacità e trasparenza, con evidenti rimandi Déco.

La luce non è accessoria ma generativa: attraversa la materia, ne modifica la percezione e trasforma la scultura in elemento atmosferico. L’interno diventa così un campo di rifrazione, dove materia e luminosità si ridefiniscono reciprocamente.

TNX

La serie TNX insiste sulla relazione tra massa e luminosità. Il tavolino in marmo verde Guatemala e acciaio spazzolato, attraversato da onice retroilluminato, produce una sospensione visiva che mette in discussione la solidità della pietra.

Le sue stereometrie evocano Carlo Scarpa, mentre il rigore formale richiama la lampada Fato di Gio Ponti. Anche il vaso in bronzo, con la sua verticalità sfaccettata, cattura e moltiplica la luce, confermando la volontà di trasformare il complemento d’arredo in un oggetto liminare tra design e scultura.

La cifra stilistica di Lavinia Fuksas

La cifra distintiva del linguaggio di Lavinia Fuksas è la geometria archetipica, non come esercizio astratto ma come struttura emotiva. Metallo, marmo, onice e bronzo non vengono esibiti come semplice lusso, bensì utilizzati per costruire un dialogo continuo tra:

  • peso e leggerezza
  • permanenza e bagliore
  • funzione e poesia

A St. Moritz, Fuksas non mette in scena una collezione, ma un’atmosfera. L’interno si fa soglia: tra luce e materia, tra gesto e memoria. In questo spazio, il design torna a essere racconto e tempo, non solo immagine.

Articolo di Massimiliano Zigoi