Armani e il tricolore alle Olimpiadi invernali 2026

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Dalla sfilata tricolore di San Siro alla memoria di Giorgio Armani, l’omaggio alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 racconta come il grande stilista abbia unito moda, sport e identità nazionale, trasformando le divise olimpiche in veri simboli di italianità e lasciando una delle sue ultime testimonianze al mondo

Nella splendida cornice dello stadio San Siro di Milano, a vent’anni dall’ultima edizione delle Olimpiadi invernali ospitate nel nostro Paese, va in scena un intenso omaggio al re della moda italiana, Giorgio Armani, venuto a mancare lo scorso settembre. L’ingresso della bandiera italiana è accompagnato da una visione di grande impatto. 61 modelle, avvolte nelle tonalità del tricolore, avanzano verso la pedana dove il vessillo viene solennemente innalzato dal Corpo dei Corazzieri.

Un tributo capace di commuovere, dedicato a un uomo che è entrato a pieno titolo nella cultura e nel patrimonio del Paese. E che, durante la celebrazione sportiva più importante al mondo, trova il suo spazio per essere ricordato attraverso ciò che ha sempre saputo fare meglio. Onorare l’Italia, Milano e l’eleganza senza tempo.

Una delicata musa

A chiudere la sequenza dei completi bianchi, verdi e rossi dalla giacca destrutturata, simbolo inconfondibile dell’estetica Armani, emerge una figura vestita di bianco che porta con sé la bandiera. È Vittoria Ceretti, top model italiana e tra le più amate da Armani, come confermato dalle più recenti campagne. Con la sua eleganza misurata, Ceretti indossa un lungo abito Custom made Armani Privé, dalle maniche lunghe e dal collo alto. Di un bianco che riflette le luci di San Siro, e che lo stesso Armani aveva definito “in armonia con le vette innevate”.

Non si può non notare la somiglianza con Carla Bruni alle Olimpiadi di Torino 2006, che, proprio come oggi, portava il vessillo italiano vestita di bianco Armani, anticipando l’eleganza e lo stile che oggi ritroviamo nella collega. A distanza di vent’anni, la modella questa volta non si fa ambasciatrice solo dell’Italia, ma anche dell’eredità culturale e stilistica di Giorgio Armani.

Armani veste gli atleti

Il rapporto tra il celebre stilista e lo sport olimpico nasce ufficialmente nel 2012, alla vigilia dei Giochi di Londra, quando lo stilista mette per la prima volta il suo linguaggio essenziale e rigoroso al servizio degli atleti italiani. Da quel momento, attraverso Emporio Armani ed EA7, Armani costruisce un’estetica sportiva riconoscibile. Fondata su sobrietà, funzionalità e orgoglio nazionale, trasformando le divise olimpiche in veri emblemi identitari. Un percorso che, passando da Londra a Rio, da Tokyo a Parigi, ha accompagnato generazioni di atleti fino alla sfilata di apertura di Milano-Cortina 2026, dove il suo contributo viene celebrato non solo come esercizio di stile, ma come parte integrante della cultura sportiva italiana, capace di unire performance, eleganza e rappresentazione del Paese sulla scena globale.

Un tributo al maestro

Con uno show che riconferma Milano come capitale della moda italiana, città che quest’anno ospita i Giochi Olimpici, Giorgio Armani non poteva che essere la scelta più naturale per un onore di tale portata. Porta a casa il compito nel migliore dei modi, trasformando le sue creazioni in simboli di italianità. E dando vita a una vera e propria bandiera vivente, capace di catturare l’interesse dello spettatore al primo sguardo. A rendere questo omaggio ancora più d’impatto è il fatto che Armani abbia partecipato personalmente alla creazione di questi abiti prima della sua scomparsa. Lasciando così nei tessuti, nelle forme e nei colori, una delle ultime testimonianze della sua visione.

Dimostra, un’ultima volta, che attraverso i suoi abiti non veste solo un corpo, ma rappresenta un’intera nazione: l’Italia.

Foto: Armani Press (Pagliaricci, SGP), Instagram

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