Un racconto perturbante sul culto della perfezione. Di cosa parla la nuova serie “The Beauty”: anteprima e conferenza stampa con il cast
Cosa saresti disposto a sacrificare per la perfezione? Questa la domanda attorno cui ruota “The Beauty”, la nuova serie firmata FX creata e scritta da Ryan Murphy e Matthew Hodgson. Presentata in anteprima alla stampa, “The Beauty” è stata introdotta attraverso la proiezione dei primi due episodi, rivelandosi come un thriller tetro, ironicamente e disturbantemente attuale, capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo anche (proprio) quando vorrebbe togliere lo sguardo.

The Beauty: una dose e sei una bomba
Ambientata tra Parigi, Venezia, Roma e New York, “The Beauty” si apre con una serie di raccapriccianti e misteriose morti che sconvolgono il mondo dell’alta moda, coinvolgendo alcune top model internazionali. Ad alzare il sipario, un’inarrestabile Bella Hadid – Ruby, nella serie – che, insaziabile, brutale e magnetica, apre le danze del mistero. Gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall) vengono inviati a Parigi per far luce sul caso. Viaggio che li conduce presto all’amara scoperta di un virus sessualmente trasmissibile capace di trasformare persone comuni in individui fisicamente perfetti. A fronte, tuttavia, di conseguenze devastanti. Letteralmente.

Dietro la diffusione dell’epidemia si cela The Corporation (Ashton Kutcher), oscuro miliardario e creatore del miracoloso farmaco chiamato “La Beauty”. Mentre il contagio si espande e l’indagine si muove tra Europa e Stati Uniti, le vicende personali degli agenti vengono coinvolte nel turbinio del caos. Prende così vita uno scenario in cui la corsa verso la perfezione diventa prima potere, e poi condanna. Assaporare la perfezione per un ticchettio d’orologio, vale il prezzo della vita? Donarsi completamente al successo istantaneo, pronto in soli due minuti, è trionfo o prigionia?
Nulla di distopico in un futuro che è già qui
La pellicola è una messa in scena doppiamente cruda. Sia sul piano visivo, che su quello concettuale. Mette a nudo ossessioni e fragilità profondamente contemporanee, spesso taciute o nascoste sotto il promettente e fallace velo dell’estetica, della performance e dell’apparente controllo di sé. Al centro del racconto si annidano le contraddizioni di una società che celebra la perfezione come obiettivo assoluto, tanto da trasformarla in merce. E in una forma di violenza silenziosa. Imposta sapientemente, poi interiorizzata, infine normalizzata.
Il tema è esasperato dalla narrazione, che non manca di venature sci-fi, ma non per questo risulta meno realistico. Il culto dell’immagine, la pressione sociale, l’ossessione di volercela – o dovercela – fare a tutti i costi. L’essere disposti a tutto pur di aderire ad un ideale estetico, indebitandosi pur di trasformare il proprio aspetto in qualcosa che ci allontana da noi stessi e ci avvicina pericolosamente a ciò che viene considerato perfetto. Perché oggi la perfezione non è più solo bellezza. Non è più solo essere attraenti, prestanti, affascinanti. È essere più capaci, più intelligenti, più adatti. La valutazione del proprio aspetto fisico è ormai direttamente proporzionale a quella delle proprie competenze. Proprio su questo punto, in conferenza stampa, Kutcher ha commentato: “Il modo in cui appariamo influisce su come il mondo ci vede, e condiziona anche il modo in cui veniamo visti come capaci di fare qualcosa”. Questo, in “The Beauty” è lampante. E in questo, la serie funge da fedele specchio della realtà esistente.



Più che distopica, “The Beauty” è profetica. Urla di fare attenzione ad un futuro che non sta bussando alla porta, ma che piuttosto, è stato bravo ad entrare furtivamente dal retro. “Questa serie ci proietta cinque minuti nel futuro”, dice sempre Kutcher. E poi aggiunge: “La domanda è, in quale punto dello spettro di ciò che è accettabile ti collochi? In quale punto della meridiana di rischi scegli di esistere?”
L’imperfezione rende umani
Vivere come schiavi della propria immagine è stancante. Distruttivo, per fare riferimento alla serie. Esasperante. Perché la corsa verso l’impeccabilità è faticosa per definizione, e annullarsi aderendo ad una scorciatoia che promette rinascite è più semplice. Se il rischio, quindi, non è più quello di arrivarci stremati, è quello di arrivarci spogliati della nostra personalità. Anonimi. Tutti uguali. Vogliamo una vita alla Dorian Gray: l’imperfetto lo teniamo nascosto, a marcire in soffitta al nostro posto mentre noi inseguiamo il galoppo dopaminico del più bello, nuovo, prestante, accattivante, scintillante.

All’avvicinarsi della fine dell’incontro stampa, Rebecca Hall porge un invito: “Ricordiamo cosa ci rende umani. Cosa ci rende particolari”. Che “The Beauty”, allora, sia questo. Un’eccitante, agghiacciante, raccapricciante ed ipnotica finestra su un futuro che non verrà. Disponibile dal 22 gennaio su Disney+.
Foto: Disney Italia


