Il linguaggio progettuale di Jacob Mathias Egeberg 

da | NEW DESIGNERS

Tra materiali industriali, scarti tecnologici e forme scultoree, il lavoro di Jacob Egeberg ridefinisce il confine tra funzione e narrazione. Un linguaggio progettuale audace che trasforma lo spazio domestico e commerciale in un’esperienza visiva e concettuale

Jacob Mathias Egeberg è un designer con base a Copenaghen, riconosciuto per il suo approccio energico e non convenzionale al design d’interni. Dopo aver conseguito il Master of Arts presso la Royal Danish Academy nel 2020, ha sviluppato un linguaggio progettuale distintivo, in cui colore, tecnica e sperimentazione dialogano in modo audace. Attraverso l’uso di materiali e processi industriali, Egeberg crea oggetti funzionali che diventano veri e propri strumenti di narrazione, mettendo in discussione i confini tradizionali del design contemporaneo.

Materiali industriali e forme scultoree

Il suo lavoro si concentra prevalentemente su materiali industriali come l’acciaio verniciato a polvere e la plastica stampata, utilizzati per sovvertire l’estetica domestica convenzionale. Attraverso geometrie scultoree e tecniche produttive tipiche dell’industria, Egeberg reinterpreta le forme dell’uso quotidiano, dando vita a oggetti audaci e contemporanei che si collocano in una zona di confine tra funzione ed espressione artistica. Le sue strutture, dinamiche e quasi animate, evocano un’estetica futuristica che richiama l’Art Nouveau, senza mai rinunciare alla funzionalità.

«La scultura possiede un linguaggio progettuale naturale e allo stesso tempo sconosciuto. È estranea allo spazio eppure indissolubilmente legata al modo in cui viene vissuto. Potrebbe quasi essere considerata una porta d’accesso a un’altra dimensione», afferma lo stesso Egeberg.

Dare nuova vita ai rifiuti digitali

Alcune delle sue creazioni integrano apparecchi elettronici dismessi e altri prodotti industriali, sottraendoli all’oblio e trasformandoli in elementi centrali dell’opera. Lampade dalle forme sorprendenti, prese di corrente, scaffali, vasi, coppe in porcellana e oggetti da parete diventano contenitori di aggregati di rifiuti digitali, reinterpretati come materiali espressivi.

Il valore del suo lavoro risiede proprio nella capacità di restituire una nuova esistenza a ciò che è considerato obsoleto o “defunto”, attraverso un processo che oscilla tra artigianato e sperimentazione concettuale. Ne emerge un’estetica distopica, affascinante e astratta. Lo scarto compie una trasformazione radicale: dalla discarica a componente funzionale di un oggetto fatto a mano. 

Egebjerg x RAINS

Tra le creazioni più emblematiche di Jacob Mathias Egeberg si distinguono le installazioni realizzate per i flagship store del noto brand scandinavo RAINS. Una delle più significative è quella progettata per lo store di Aarhus, dove prende forma un’imponente scultura che richiama una roccia modellata da una cascata di liquido in movimento. La reception, fulcro dello spazio, è realizzata in schiuma di polistirene e sembra colare dal soffitto incassato e retroilluminato fino a raggiungere il pavimento in cemento. Un chiaro rimando alla natura impermeabile e fluida dei capi del marchio.

In questo progetto, l’artista sovverte la convenzione della classica scrivania, trasformandola in un elemento scultoreo di grande scala che avvolge e definisce l’area funzionale. «Il negozio è stato il primo store RAINS in assoluto e volevamo celebrarlo con un’installazione straordinaria», spiega il team creativo. «Egeberg è stato incaricato di realizzare un’opera d’arte con una scrivania integrata, capace di catturare l’attenzione dei passanti. L’obiettivo era creare un contrasto, una dualità, attraverso l’uso di forme e superfici». 

Foto: jacobegeberg.com