Un’asta che celebra la moda d’avanguardia: tra Margiela, Galliano, Chanel e Vivianne Westwood…
Una visionaria, Roberta Valentini, conosciuta ai più come Penelope (o anche come Cesarina, il suo vero nome). Nel mondo della moda, pochi nomi sono stati tanto pionieristici e influenti quanto il suo. Una donna che ha visto il talento di designer innovativi prima che diventassero famosi. Con il suo stile audace e innovativo, ha rivoluzionato il panorama della moda internazionale, portando nel suo negozio capi che sono vere e proprie opere d’arte.
Ora, una selezione della sua straordinaria collezione sarà messa all’asta a Parigi il 6 novembre, durante l’evento Kerry Taylor Auctions. Un’opportunità unica per ammirare e acquistare alcuni dei pezzi più esclusivi della moda degli ultimi decenni.

Una storia che inizia negli anni ’70
Roberta Valentini non è solo una negoziante, è una vera e propria trendsetter. La sua carriera ha avuto inizio nel 1969, quando si unì all’azienda di calzature di famiglia. Ma fu solo nel 1982 che si consacrò come una pioniera nel mondo della moda grazie a Penelope, la boutique che fondò a Brescia e che divenne in breve tempo un punto di riferimento per chi cercava la moda d’avanguardia, anticipando tendenze e creando uno spazio dove l’innovazione era di casa. Era un vero e proprio incubatore creativo: un luogo dove non solo si acquistavano capi, ma dove anche si scoprivano nuovi trends e si instauravano legami con i vari designer che stavano cambiando il panorama della moda.
La decisione di aprire Penelope fu un atto di affermazione sia personale che professionale. All’anagrafe Cesarina, scelse di chiamarsi proprio Roberta come segno di autodeterminazione. Un gesto forte che rifletteva la sua volontà di oltrepassare gli schemi convenzionali.
Penelope divenne poi così l’estensione della sua personalità: un luogo che incarnava la sua visione estetica e filosofica della moda, un rifugio dove l’arte e la cultura si intrecciavano con il mondo del design.

Roberta ha avuto una visione rivoluzionaria per la moda fin dagli inizi. Fu una delle prime a portare in Italia i grandi maestri della moda giapponese, come Rei Kawakubo e Yohji Yamamoto, due visionari che all’epoca erano ancora sconosciuti al grande pubblico. Roberta Valentini intuì subito il loro talento rivoluzionario e, con grande coraggio, decise di introdurli nel panorama italiano, sfidando le convenzioni e portando un’aria nuova e fresca nel mondo della moda.
Ma il suo fiuto per l’innovazione non si fermarò ai nomi giapponesi. Vivienne Westwood, icona indiscussa della moda punk e una delle designer più provocatorie della sua generazione, è stata un’altra delle figure con cui Roberta ha stretto un legame profondo e duraturo. Attraverso queste collaborazioni, Roberta ha dimostrato una visione incredibilmente avanti rispetto ai tempi, non solo anticipando le tendenze, ma anche contribuendo a definirle.
La collezione Archivio Penelope: Margiela, Galliano, Chanel
Nel corso degli anni, Roberta ha accumulato una collezione di ben 237 pezzi che raccontano la sua visione innovativa e senza tempo. Oggi, con la vendita di questa collezione, si offre l’opportunità di acquistare pezzi rarissimi, molti dei quali mai visti prima.
Tra i pezzi più importanti della collezione spiccano capi di maison leggendari come Maison Martin Margiela, John Galliano per Christian Dior e accessori di Chanel. Un esempio iconico è un gilet in cartapesta della collezione Primavera-Estate 1990 di Martin Margiela, un’opera d’arte che mescola moda e arte contemporanea, sfidando le convenzioni e ridisegnando i limiti della creatività. Il gilet, realizzato con manifesti pubblicitari, è l’emblema del concetto di “moda concettuale” che Margiela portava in passerella, un modo di pensare la moda come un’estensione del mondo dell’arte. Non è solo un capo da indossare, ma un messaggio visivo che parla di decadenza, trasformazione e creatività senza limiti.


PE 1990
Impossibile non citare gli abiti firmati Yohji Yamamoto, accompagnati dal suo leggendario cappello in legno e lana infeltrita degli anni ’90, un vero simbolo di innovazione e audacia.
E poi, non può mancare all’appello il completo in lana, velluto e pelliccia animalier della collezione Vivianne Westwood Autunno-Inverno 1996-1997, e un abito di carta fragilissimo, di Tao Kurihara per Comme des Garcons Primavera-Estate 2007, un vero e proprio inno alla sperimentazione e alla bellezza effimera. E questi sono solo alcuni dei pezzi che compongono una collezione straordinaria.

AI 1991-92

AI 1996-97
“Li vedevo per ciò che erano: proiettati verso il futuro” commenta Roberta Valentini.
Ed oggi, con tre boutique a Brescia – Penelope, Boysloft e Penelope Sposa – continua a rappresentare una delle figure più influenti del panorama della moda. Una vera e propria icona di stile, riconosciuta anche a livello internazionale.
Roberta non ha mai seguito le tendenze, ma le ha sempre anticipate. E la sua collezione all’asta è il punto più alto di una carriera unica, fatta di scelte audaci e di una ricerca costante di bellezza che sfida ogni convenzione.


