La nuova collezione H&M Glenn Martens è un’esplosione di ironia, archetipi reinventati e stile provocatorio.
La moda non è mai democratica. Ma oggi ci prova.
La moda è una dittatura silenziosa, ci piaccia o no. Impone silhouette, stagioni, diktat estetici. Eppure, ogni tanto, arriva qualcuno che la scardina. Glenn Martens — il designer belga che non ha paura di giocare con il trompe-l’œil, con le forme deformate e con l’ironia — adesso si allea con H&M per dimostrare che il lusso dell’immaginazione può essere accessibile.
Non è un dettaglio da poco: la moda che di solito parla a pochi, adesso tenta di parlare a tutti. O almeno, così promette.

Glenn Martens il ribelle della moda contemporanea
Glenn Martens, nato a Bruges nel 1983, è uno di quei designer che non seguono le regole: le distruggono. Dopo gli studi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, è salito alla ribalta come direttore creativo di Y/Project, dove ha trasformato il concetto di streetwear in un linguaggio fatto di stratificazioni, ironia e deformazioni visive. Non si è fermato lì: nel 2021 è stato chiamato a guidare Diesel, riportando il brand italiano al centro della scena con collezioni audaci e provocatorie. Ha collaborato con Jean Paul Gaultier per una haute couture fuori dagli schemi e con marchi come Fendie Marine Serre, dimostrando una visione capace di mescolare il lusso all’irriverenza. Oggi, con H&M, porta questa attitudine ribelle al grande pubblico, senza perdere la sua firma: la capacità di reinventare l’ovvio.



Una collezione che non chiede permesso
Dal 30 ottobre 2025 la collezione H&M Glenn Martens invade i negozi di Milano (Piazza Duomo, 25), Roma (Via Del Corso, 476) e lo store online hm.com. Non sono solo vestiti: sono provocazioni. Camicie a quadri che diventano sculture, bomber reinventati come se fossero opere d’arte, denim che si piegano alla volontà di chi li indossa. Archetipi quotidiani che Martens prende, smonta, e riassembla come fossero pezzi di un puzzle postmoderno.
Moda, ironia e un tocco britannico
Non basta vestirsi: bisogna raccontare chi siamo. Per questo Martens chiama a raccolta icone come Joanna Lumley e Richard E. Grant, trasformandoli in protagonisti di una campagna che sa di teatro, ironia, irriverenza. Un ritratto di famiglia che non è una famiglia: è la celebrazione di ciò che siamo davvero — unici, ridicoli, liberi.


Perché questa collezione conta davvero
La collaborazione tra H&M e Glenn Martens non è l’ennesimo matrimonio di convenienza tra un gigante del fast fashion e un creativo fuori dagli schemi. Diventa una dichiarazione politica: l’idea che la moda non debba vivere solo sulle passerelle, ma nelle strade, nei corpi reali, tra chi non può permettersi il lusso ma pretende comunque di esprimere se stesso.
E allora ecco il paradosso: la moda che nasce per pochi, che diventa per tutti. O almeno, per chi osa indossarla senza chiedere permesso.

Vestirsi è un atto di ribellione
Glenn Martens lo sa bene: un vestito non è mai solo un vestito. È una maschera, un’arma, un grido. Questa collezione lo urla a gran voce, con l’ironia come alleata e la libertà come promessa. Perché vestirsi non significa obbedire, ma scegliere.
Photocredits: press kit H&M Communication


