Milano Fashion Week P/E 2026, giorno due: un mosaico di estetiche

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Dalla purezza minimale di Jil Sander all’immaginario letterario di Antonio Marras, passando per l’ironia vintage di Onitsuka Tiger: il secondo giorno di Milano Fashion Week è un intreccio di codici stilistici.

Seconda giornata di passerelle per la Milano Fashion Week, che continua a veder sfilare collezioni dedicate alla prossima Primavera Estate. I caleidoscopici intrecci di colore di Fendi, affiancati da motivi floreali – che Miranda Priestly chiamerebbe ironicamente avanguardia pura – si intrecciano con le immancabili stampe di Missoni e al gitano massimalismo di Etro, ricco di texture in contrasto. Ma chi ha davvero rubato la scena durante questa seconda giornata di moda meneghina?

Minimalismo d’archivio e realtà oniriche

Nuovo giorno, nuovo debutto. Un minimalismo radicale, preciso ed essenziale è il fil rouge della collezione oggi presentata da Simone Bellotti per Jil Sander, che costituisce una delle tante attese prime volte di questa fashion week. Gonne che sembrano esser di latta si accompagnano a vivaci picchi di color blocking, tagli improvvisi (nel vero senso della parola) e reference del passato del brand, incarnando perfettamente un’ideale guardaroba femminile pratico e urban. 

Cosa succederebbe se gli autori del circolo di Bloomsbury si riunissero in ad Alghero, in Sardegna? Ce lo racconta Antonio Marras, con una collezione fatta di grandi vestaglie, mix di stampe, tessuti ricamati e completi simil-pigiama. I modelli sfilano portando sottobraccio vasi di fiori, libri e quadri antichi. E mentre il pubblico è immerso nell’onirica atmosfera generale, Marras dietro le quinte parla di Mediterraneo: “È diventato un cimitero e tutto questo non può essere avulso da quello che facciamo. La moda deve essere specchio della realtà”.

Il Milano sottomarino di Vivetta

È stata presentata oggi la prima collezione Vivetta dopo l’addio dell’omonima fondatrice – Vivetta Ponti – risalente allo scorso giugno. Per la prossima Primavera, o forse sarebbe più opportuno dire per la prossima Estate, il brand italiano porta il suo pubblico sott’acqua. Girocolli ad alga, tacchi-conchiglia, reti dorate che ingabbiano borsette, tessuti color panna simili alle pesanti vele dei galeoni, e disegni che sembrano richiamare i tipici tatuaggi di pirati e navigatori. Un romantico mondo sottomarino firmato Vivetta.

Il vintage-cartoon di Onitsuka Tiger

Un focus sul carattere: sia dell’abito, che di chi lo indossa. Con questa verve, e ispirato dalle persone che vede nei cafè di Parigi e per le strade di Shanghai, Andrea Pompilio presenta in quel di Milano la sua Primavera Estate per Onitsuka Tiger. Con un tuffo negli archivi anni ’70 del marchio giapponese, la collezione è composta da una palette neutra con spicchi di colore occasionali, borse malamente scarabocchiate da pennarelli quasi scarichi e charm da far invidia a qualsiasi Labubu in circolazione. Un po’ cartoon, un po’ vintage, ma decisamente Onitsuka.

No. 21 e Knwls: agli antipodi

Da un lato, colori tenui, silhouette romantiche e evanescenti trasparenze. Dall’altro, tessuti aderenti, pelle opaca e denim all-over. No. 21 e Knwls concludono la seconda giornata di passerelle milanesi facendo sfilare le rappresentazioni di due estetiche agli antipodi. Se Alessandro Dell’Acqua richiama al soave, il marchio londinese – per la prima volta nel calendario della Milano Fashion week – si fa portavoce di un’audacia stilistica impossibile da ignorare.

Foto: Vogue, WWD, The Impression