Dalle carrozze a noleggio trainate da cavalli, passando per l’italiana Fiat Tipo 1, al sistema di radiotaxi newyorkese, fino ai taxi senza autista e a quelli volanti, il taxi rappresenta uno dei simboli che incarna la modernità e il progresso dell’umanità
La mobilità ieri e oggi
Un tempo viaggiare era per pochi, le distanze percorribili erano brevi. I più ricchi potevano permettersi di spostarsi in carrozza, raggiungendo in questo modo mete lontane e oltreconfine. I meno abbienti, invece, erano confinati tra le mura del paese e se desideravano allontanarsi per ragioni familiari o lavorative, potevano farlo solamente a piedi. Oggi, a differenza, siamo abituati a raggiungere facilmente qualsiasi parte del mondo, e ciò è stato possibile in parte grazie alla diffusione dei taxi, i quali hanno contribuito a scardinare le difficoltà legate al trasporto e alla mobilità, in questo caso nel contesto urbano.
Un mezzo alternativo
Quando si parla di mezzi di trasporto difficilmente si pensa ai taxi; la mente ripropone immagini di aerei, treni, navi, veicoli che percorrono lunghe distanze.
Il taxi, nonostante sia uno dei mezzi più usati in tutto il mondo, si differenzia nella propria essenza dai precedenti.
È singolare e atipico rispetto ai classici trasporti, dove più persone transitano, affollando un piccolo spazio semi-chiuso per raggiungere la propria destinazione. Il taxi è diverso: può essere usufruito da una singola persona o da un gruppo di persone conoscenti tra loro, ma allo stesso tempo trasportare centinaia di passeggeri in un’unica giornata; solo, non contemporaneamente. Oltre a ciò, la sua utilità si rivela nelle distanze brevi, che possono variare tra i dieci minuti e i quaranta/quarantacinque, raramente oltre. Comunemente il taxi è usato in città, o al massimo per collegare il centro e la periferia, al fine di raggiungere in modo rapido e funzionale una località non esageratamente distante.
I taxi sono stati protagonisti di una grande evoluzione sociale nel campo della mobilità, che parte circa del Seicento ed è ancora adesso in via di sviluppo.
La storia dell’auto gialla
Come è facile immaginare, gli antenati dei taxi erano le carrozze trainate dai cavalli; borghesi, nobili e reali usufruivano spesso di questo servizio destinato a trasportare le persone da un luogo all’altro del Paese o fra varie città.
È nel Seicento che, ad opera di un imprenditore, nacquero i primi servizi di carrozze pubbliche a noleggio in Francia, chiamate “fiacres”, per via del fatto che sostavano proprio davanti all’Hôtel de Saint Fiacre, in attesa di essere chiamate.
Secondo un’altra teoria, invece, tutto ebbe inizio sul finire del XVIII secolo, quando la famiglia tedesca Thurn und Taxis, nota per la gestione di un’ampia rete di corrieri che consegnava pacchi e missive in tutta Europa tramite carrozze, decise di riadattare il proprio business, trasportando non più soltanto lettere, ma persone. Si pensa che il nome Taxi, derivi proprio dell’azienda, Taxis.
Non è certo quale sia stata la prima delle due compagnie ad esordire, ma entrambe sono esistite e hanno fatto la storia.
Sempre nello stesso periodo, nel Regno Unito si sviluppò un altro servizio simile a questi ultimi: quello delle “Hackney Carriage”, termine che con il tempo divenne sinonimo di vetture a noleggio. A differenza dei precedenti servizi, qui i conducenti erano obbligati ad ottenere una licenza, e ciò permise al servizio di acquisire fiducia da parte dei clienti. Oltre ad avere delle tariffe di costi prestabilite e regolamentate.
Arrivati nel XIX, le carrozze a noleggio subirono un evoluzione: vennero introdotte le carrozze Brougham, più leggere e compatte, e adatte a muoversi rapidamente in città. Furono loro le vere antesignane dei taxi che conosciamo oggi; le persone iniziarono sempre di più ad usufruirne, contribuendo alla diffusione del mezzo.

Finalmente il motore e la radio
Le principali città europee e New York non esitarono un istante ad adattare le carrozze/taxi in taxi motorizzati. Con il motore si definì una nuova era, non soltanto nel settore della mobilità, ma anche in quello dei servizi pubblici. Venne introdotto il tassametro, uno strumento in grado di calcolare precisamente e automaticamente il costo della corsa basandosi sui kilometri percorsi in rapporto al tempo impiegato, e poco tempo dopo arrivò il radiotaxi: la rivoluzione.
Il radiotaxi era un sistema che permetteva ai veicoli di essere costantemente in contatto con una centrale operativa, la quale inviava ai tassisti la richiesta di corse da parte dei clienti in tempo reale. Per l’epoca era una cosa da non credere! È così che il taxi iniziò ad avvicinarsi al mezzo che conosciamo oggi.
Intanto in Italia
Nella Penisola, precisamente nel 1908, uno dei marchi leader nel settore automobilistico, la Fiat, produsse il primo modello di taxi a motore italiano, nominato Fiat Tipo 1. In quel periodo ne furono realizzati molti esemplari, circa 1.600, destinati al solo uso di taxi. E nel 1940 anche queste automobili riuscirono a comunicare tra loro grazie all’impianto radio.
Una parentesi: il taxi per eccellenza è giallo, ma come mai proprio questo colore? E come mai c’è questa idea, se poi ne vediamo lo stesso di altri colori?
Si dice che un tempo, un imprenditore americano chiamato John Hertz dipinse tutti i suoi taxi di giallo, per renderli più visibili sulla strada tra gli altri veicoli, così da facilitarne l’individuazione da parte dei passeggeri in cerca. Negli States ancora oggi persiste il colore giallo, ma nel resto del mondo questa caratteristica è abbastanza variabile: dal nero londinese, al bianco in Italia, alla libera scelta in Svizzera, dove non esiste un colore prestabilito, ecc., …


Vantaggi
I taxi si diffusero pian piano in tutto il mondo, diventando la soluzione ideale per spostamenti urbani che richiedessero precisione, puntualità e comfort. Uno dei vantaggi di questi ultimi era non dover fare attendere i passeggeri, come invece è consuetudine fare con autobus o tram: i taxi erano (e sono) disponibili in qualsiasi fascia oraria. A ciò si aggiunge la precisione della destinazione: con un taxi era (ed è) possibile farsi lasciare in qualsiasi punto della città senza dover fare alcun tragitto a piedi. Non da meno è la comodità dell’automobile: seduti, con lo spazio per borse o valige, senza essere stipati, in piedi come in un tram all’ora di punta.
Per il momento di svantaggi non ce n’era neanche l’ombra…
Molti anni dopo arrivò il GPS, che permise al taxi di diventare ancora più rapido e efficiente.
In seguito, un’ulteriore rivoluzione ha segnato il settore: con le applicazioni sono nate nuove compagnie private, come Uber, che hanno reso questo servizio ancora più accessibile tramite lo smartphone con un click.
Fino ad arrivare a noi, dove nel 2022 sono apparsi a San Francisco dei taxi senza autista, falliti lo scorso anno a causa di incidenti e rallentamento di traffico…
Adesso, invece, si discute su innovativi e tecnologici taxi aerei elettrici che collegheranno (prima o poi) Milano con l’aeroporto di Malpensa… ancora non c’è traccia, ma quale utilità potranno davvero avere questi ultimi?! Malpensa ha già un’efficiente rete di collegamento autostradale, con autobus e treni che partono ogni 30 minuti…
Il taxi, come abbiamo raccontato, ha subito diversi cambiamenti ed evoluzioni che gli hanno permesso di diventare un fenomeno culturale e sociale noto in tutto il mondo, addirittura anche sul grande schermo. In varie occasioni è stato protagonista di film che hanno fatto la storia, consacrando il famoso rituale iconico secondo cui per chiamarlo basta buttarsi in mezzo alla strada, con il braccio alzato, facendo un fischio. Perché in America, a quanto pare funziona così!
Ma non credete che questo mezzo tanto amato in passato, stia oggi passando dal progresso al fallimento?! I costi, soprattutto nelle grandi città sono folli e addirittura inavvicinabili per corse che vanno da quindici ai trenta minuti; per non parlare della concorrenza con le nuove compagnie private e dei tassisti stanchi di queste situazioni…
Quale sarà il futuro dei taxi? (Sempre se ci saranno ancora…)


