Perché alcune persone scompaiono dalla nostra vita per sempre? Destino, fato o libero arbitrio?
C’è stato un giorno in cui abbiamo giocato con le Barbie per l’ultima volta, ma non lo sapevamo.
Nessuno ci ha avvisati che quella sarebbe stata l’ultima partita a nascondino.
E un giorno, è stata l’ultima volta che abbiamo incontrato quella persona.
È strano, vero? Forse è stato il destino a chiudere quelle porte che ci tenevano uniti, sbattendole in faccia senza più riaprirle.
Si chiama “Teoria dell’ultimo incontro”, ma di cosa si parla davvero? Di destino? Libero arbitrio? Volontà umana?

The Last Meeting – teoria
La teoria dell’ultimo incontro è questa: una volta che tu e qualcuno con cui eri connesso avete completato le lezioni di cui avevate bisogno l’uno dall’altro, l’universo assicura che non vi incontrerete mai più.
Introdotta da Lorenzo Makoy in un articolo su Medium del Febbraio 2025, questa teoria suggerisce che ogni relazione nella tua vita ha uno scopo. Che si tratti di un’amicizia profonda, di una relazione romantica o di un breve incontro con uno sconosciuto, ogni persona entra nella tua vita per insegnarti qualcosa. Una volta appresa la lezione e completato il vostro viaggio condiviso, l’universo interviene. In questo modo le vostre strade non si incroceranno mai più, indipendentemente da quanto siate vicini o dal numero di connessioni che condividete.
In altre parole, questo famoso “destino” chiude la porta, assicurando che non ci sia un altro incontro. Non si tratta solo di distanza fisica. Si tratta di un ritmo più profondo, quasi mistico, nelle nostre connessioni. La teoria dipinge le relazioni come parte di un grande disegno cosmico, in cui ogni incontro e separazione serve a uno scopo.

Destino: è tutto già scritto?
Se crediamo nel destino, allora ogni incontro — anche l’ultimo — è parte di un disegno più grande. Le persone entrano ed escono dalla nostra vita secondo un piano preciso, invisibile, che possiamo solo accettare. In questa visione, non siamo noi a scegliere quando o come si concluderà un rapporto: ci viene solo concesso il privilegio di viverlo in quel preciso momento.
Il fato e l’universo: è una casualità?
Il fato ha una sfumatura diversa dal destino. È più impersonale, quasi mitico. Come se forze esterne — l’universo, gli dèi, le coincidenze — guidassero gli eventi. Alcuni incontri sembrano “destinati”, altri sembrano accadere per puro caso, eppure cambiano la traiettoria della nostra esistenza.

Il libero arbitrio: siamo noi a decidere?
E se invece fossimo noi i veri artefici degli incontri e delle separazioni? Il libero arbitrio ci dà la responsabilità — e il peso — delle scelte. A volte decidiamo di allontanarci, altre volte semplicemente non ci accorgiamo che quel saluto, quella porta chiusa, era l’ultima occasione. E solo col tempo realizziamo che quel momento banale rappresentava un addio definitivo.
Forse la verità sta al centro: una via di mezzo tra il destino e il libero arbitrio. Non scegliamo quando ci incontriamo o ci separiamo, ma scegliamo come viviamo quei momenti.
La teoria dell’ultimo incontro, allora, non è solo una triste constatazione. È un invito a vivere ogni incontro come se fosse unico, prezioso, irripetibile. A dire ciò che va detto, ad amare senza rimandare, perché potremmo non avere un’altra possibilità. A guardare negli occhi chi abbiamo accanto e chiederci: se fosse l’ultima volta, direi le stesse parole? Mi comporterei allo stesso modo?.
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