Presentiamo 5 brand di gioielli che meritano di essere conosciuti e ascoltati. Storie di famiglia, amore e sperimentazione che vengono trasmessi attraverso accessori che a volte ci sembrano banali
Fin dal Rinascimento abbiamo visto i gioielli formare parte dei dipinti ai nobili emulando la loro ricchezza. Oggi, ne abbiamo accesso tutti. Più grandi o più piccoli, di acciaio o d’oro, con pietre preziose o senza, i gioielli attualmente possono venire acquistati e indossati da chiunque. Anche se quello vuol dire usarli tra i denti per aprire le bustine di Heinz. Capaci di sollevare al massimo ogni look, i gioielli sono un elemento chiave di qualsiasi giornata (e sera). Ho selezionato questi 5 brand di gioielli non solo per il loro prodotto ma anche per la loro storia, il loro modo di lavorare. Artigianalmente, con materiali poco convenzionali o in famiglia. Ognuno racconta la loro filosofia e la passione che sentono questo di questo mestiere.
“simuero”, una storia di amore
“Creating, crafting, wearing” appare subito nel loro sito. Il punto chiave del brand “simuero” è l’artigianalità. Jorge e Rocio si conoscono a lavoro stanchi dei ritmi di ufficio. Iniziano a creare nel 2019 a Valencia i gioielli che sarebbero oggi indossati da celebs come le sorelle Jenner. Ogni collezione viene disegnata e lanciata con il proprio ritmo senza cedere alle richieste del mercato. La lavorazione avviene dopo la vendita creando così il gioiello specificamente per chi l’ha preso.
Gioielli martellati in materiali come oro, ottone riciclato o lo sterling silver, “ogni dettaglio racconta una storia”. Propongono forme fluide eteree ma anche altre rigide e aggressive come la fibbia della loro cintura che hanno presentato mesi fa. Dietro ogni pezzo, c’è tempo, impegno e la storia di Jorge e Rocio che porterà ognuno di noi una volta indossato. Una connessione tra artigiani e clienti. Probabilmente il mio brand preferito da anni. Condividono anche nel loro sito un journal in cui ci coinvolgono nel processo di ogni collezione e ci portano dietro le quinte. Sostenibilità, artigianalità e creatività.


“REASO”, una storia di sperimentazione
Nata in Germania nel 2018 da Anil, i gioielli di REASO trovano la loro forma nell’arte moderna, la quotidianità e la natura. Tutto il disegno diviene da un processo di sperimentazione e l’esplorazione di diversi materiali e forme. La lavorazione, invece, avviene in un atelier di donne nella capitale di Turchia che usa esclusivamente argento riciclato.
Lavorando con uno stock minimo, garantiscono di non produrre in quantità eccesive e di dare al cliente il loro prodotto di una forma più veloce. Lavoranoo fianco a fianco con la sosteniblità creando i pezzi manualmente. Di questa forma, si può capire quanto si sta sprecando e come riutlizzarlo. Da REASO, l’imperfezione diventa anche una caratteristica. I gioielli non saranno mai uguali tra di loro e ognuno racconterà la propria storia dall’unicità che li caratterizza.


“Camille Brinch”, una storia di resilienza
“La mia storia inizia quando mi hanno rifiutato dall’accademia di gioielleria”
Siamo nel 2019 e per lei accettare quel destino non era una possibilità, aveva capito che la gioielleria era la sua passione. Senza la necessità di essere educata in un istituto, Camille si cercò l’opportunità e parlò e visitò tutti i gioiellieri che potesse immaginare. Non pensava che quello avrebbe portato ancora più rifiuti. Stanca, decide di iscriversi in un corso di gioielleria nel suo paesino, fare dei pezzi e aprire un account instagram per venderli.
Pezzi semplici e atemporali come continua a proporli ora. Sterling silver per gli accessori argento e uno strato grosso di 22 carati di oro per gli accessori oro. Di origine danese, trasmette la stessa eleganza e crudezza della città. Linee fluide, forme bombate e martellate da portare tutti i giorni


“PEPAFLACA”, una storia di unicità
Natalia Triana made in Colombia fa i gioielli made in Italy, puntualmente a Bologna. Movimento di onde dalla tagliatella e forme irregolari della natura. Decide di nominare il suo brand della stessa forma che la chiamava suo padre, dando a tutti un pezzo della sua infanzia e la sua creatività. In una piccola agendina, Natalia disegna i gioielli che li vengono in mente e prova a riprodurli in porcellana che dopo cerca di riprodurre ancora in serie. Non è mai possibile. Pezzi unici nati da mani appassionate.
Ogni pezzo viene disegnato e ricercato: dai materiali, ai colori alle textures. Questi gioielli non hanno basi in metallo ma in argilla porcellanata che recentemente Natalia ha iniziato a mischiare. Ogni argilla ha una sua caratteristica e come si adattano tra di loro apre un’infinità di possibilità. Gioielli che nascono dalla sperimentazione e forme che le mani possono dare a questo materiale modellabile. Dopo la cottura della porcellana applica i lustri oro, iris o bronzo per dare il tocco finale alle sue creazioni.


“JUNK JEWELS”, una storia di riutilizzo
Il nome di JUNK JEWELS viene da junk: rifiuti, robaccia, qualcosa che non serve più. Zoe Lindsley, una delle fondatrici, mentre frequentava l’università visitava dei mercati collezionando pezzi di gioielleria vintage. Con sua sorella, Mollie, disegnano e collaborano insieme con un produttore per creare le loro collezioni.
“Essere accessibili a tutti è fondamentale”, dichiarano le sorelle che creano gioielli divertenti e giocosi. Ogni strato racconta una storia e lo stile personale di chi lo indossa. Anche le sorelle hanno un blog e una sezione del loro sito dedicato alla loro ispirazione e tips che possono servire alla sua community per combinare i gioielli, come districare le catene (super tip) e guide ai regali.


Foto: Pinterest, https://simuero.com/collections/leather-jewelry, https://www.instagram.com/junkjewels/


