Parfois Autunno/Inverno 2026: “The Paperboy”

da | FASHION

Un cappello da strillone, un giornale piegato sotto il braccio e una borsa talmente piena di dettagli da sembrare quasi costruita nel tempo. The Paperboy, la nuova collezione Autunno/Inverno 2026 di Parfois, parte da un personaggio che appartiene a un’altra epoca e lo mette in un guardaroba che, invece, parla molto bene la lingua di oggi.

L’immaginario arriva dai ragazzi che vendevano giornali per le strade di New York e dai giovani che, all’inizio del Novecento, viaggiavano nascosti sui treni. Parfois non prova però a riprodurne letteralmente l’uniforme: prende il cappello, le stratificazioni, la praticità e quell’aria leggermente irregolare e li mescola a borse importanti, pelle, tweed, velluto e accessori pieni di carattere. 

Il cappello da strillone è solo l’inizio

Il paperboy cap attraversa quasi tutta la collezione e basta spesso lui a dare il tono al look. Intorno, però, succedono molte più cose. I capi essenziali cambiano proporzione, si sovrappongono e si incontrano attraverso materiali che hanno pesi e superfici molto diverse: il tweed con la pelle, il velluto con dettagli più tecnici, un blazer ordinato accanto a qualcosa di volutamente meno preciso.

Anche la palette evita il prevedibile autunno tutto beige e marrone. Mattone e verde acqua emergono come i colori più forti, mentre bordeaux, rosa e blu interrompono i neutri e danno alla collezione quell’aspetto un po’ grafico che nelle immagini funziona particolarmente bene.

Borse, spille e decorazioni: qui l’accessorio non sta in secondo piano

Se il cappello costruisce il personaggio, sono gli accessori a renderlo meno prevedibile. Spille, stampe che ricordano la scrittura dei giornali, metallo e decorazioni entrano sia negli abiti sia nelle borse, quasi come se ogni pezzo fosse stato personalizzato dopo essere uscito dal negozio.

Ed è soprattutto sulle borse che Parfois insiste. Ci sono modelli strutturati da portare ogni giorno, forme più morbide, versioni multifunzionali dal carattere utilitario e persino borse gioiello con ricami realizzati a mano.

È una parte della collezione che funziona particolarmente bene adesso, quando una borsa troppo perfetta sembra quasi meno interessante di una riempita di charms, spille, foulard e piccoli oggetti personali.

Un dettaglio…quasi pirate

Tra cinture, gioielli e occhiali compare anche un riferimento meno evidente: quello alla pirate trend, tradotto soprattutto nelle cinture a fascia con cordoncino. Non diventa mai un tema letterale, ed è meglio così. Rimane un piccolo elemento fuori posto che spezza la parte più classica della collezione e fa sembrare lo styling costruito pezzo dopo pezzo, invece che indossato tutto insieme.

Lo stesso vale per le scarpe: silhouette riconoscibili vengono rese più robuste e funzionali, mentre i look funzionano soprattutto attraverso sovrapposizioni e contrasti. The Paperboy non chiede davvero di vestirsi da strillone; prende piuttosto il suo modo pratico e un po’ disordinato di mettere insieme le cose.

Anna Castillo entra nella redazione di The Paperboy

A dare un volto alla campagna è Anna Castillo, fotografata da Marili Andre. Le immagini non la trattano semplicemente come testimonial: la fanno entrare nel piccolo mondo costruito intorno a The Paperboy, tra giornali, accessori, styling e personaggi diversi. Il press kit descrive infatti la campagna come una serie di storie costruite attraverso una prospettiva insieme editoriale e cinematografica. 

Ed è una definizione che le calza bene. Guardando le fotografie, la collezione sembra quasi il guardaroba di una redazione immaginaria in cui nessuno rispetta davvero il dress code.

Forse è proprio questo che rende The Paperboy più interessante del semplice riferimento rétro: parte da un personaggio del passato, ma non prova mai a riportarlo indietro così com’era. Gli lascia il cappello, gli cambia la borsa e lo manda di nuovo per strada.

Immagini: courtesy of Parfois, tratte dal press kit The Paperboy FW26.