Sozzani Award 2026: la prima volta è di Timisola Shasanya

da | NEW DESIGNERS

Fondazione Sozzani inaugura il nuovo premio dedicato alle giovani generazioni creative. A vincere la prima edizione, Women: Design & Craft, è la designer britannico-nigeriana Timisola Shasanya.

Di nuovi talenti la moda parla continuamente. Li cerca, li proclama, qualche volta li dimentica con la stessa rapidità con cui li aveva scoperti. Più raro è costruire intorno a loro uno spazio che permetta alla ricerca di crescere, senza pretendere che diventi immediatamente prodotto, tendenza o fenomeno.

Il Sozzani Award nasce esattamente qui.

Fondazione Sozzani presenta la prima edizione del nuovo riconoscimento internazionale dedicato alle giovani generazioni creative, con l’obiettivo di sostenere percorsi capaci di unire indipendenza, rigore e responsabilità. Fotografia, moda e Design & Craft sono i tre territori scelti per raccontare una creatività che non vuole limitarsi all’estetica, ma diventare linguaggio, ricerca e, possibilmente, una nuova maniera di osservare il presente.

Perché creare, dopotutto, significa anche scegliere da che parte guardare. E per cominciare, il premio ha scelto le donne.

Women: Design & Craft

La prima edizione del Sozzani Award, realizzata nella categoria Design & Craft in collaborazione con Veuve Clicquot, porta infatti un titolo piuttosto eloquente: Women.

Al centro ci sono le donne, le loro identità e soprattutto il contributo che la loro ricerca continua a dare alla cultura contemporanea. Non una celebrazione fine a se stessa, quanto il riconoscimento di un ruolo nella costruzione di linguaggi che cambiano insieme alla società.

Sabato 26 settembre, durante la Milano Fashion Week, il primo premio è stato assegnato a Timisola Shasanya, designer britannico-nigeriana laureata alla Central Saint Martins e oggi studentessa all’Institut Français de la Mode di Parigi.

Il suo è un lavoro fatto di incontri, prima ancora che di contrasti. Moda, tessuti e oggetti diventano strumenti attraverso cui mettere insieme la sartoria maschile, l’artigianato nigeriano e il tema della migrazione. Tecniche antiche come tessitura e tintura convivono con laser e ricamo digitale, mentre identità culturale e innovazione smettono di essere due estremi opposti e iniziano a parlare la stessa lingua.

Una ricerca che guarda avanti, insomma, senza avere la necessità di cancellare ciò che è venuto prima.

A sostenerla sarà la Veuve Clicquot Design & Craft Scholarship for Women, una borsa di studio del valore di 15.000 euro.

Tre donne, tre modi di intendere il futuro

Accanto a Shasanya, il Sozzani Award ha selezionato Marie-Ève Lecavalier e Mai Suzki, che avranno l’opportunità di presentare il proprio lavoro negli spazi di Fondazione Sozzani nel corso del 2026/2027.

Lecavalier, canadese con base a Parigi, si muove tra moda, design e arte contemporanea. Pelle, tessuti e oggetti vengono trasformati attraverso una ricerca che coinvolge materia e costruzione, ma soprattutto rimette in circolo ciò che normalmente sarebbe destinato a diventare scarto. E così anche parole abusate dalla moda come valore e lusso tornano, almeno per un momento, a essere domande invece che definizioni.

Mai Suzki parte invece dal Giappone. Artista visiva con base a Londra, lavora tra scultura per il corpo, installazione, performance e oggetti attraverso una personale interpretazione del kumiko, la tradizionale tecnica giapponese di lavorazione del legno. La mette in relazione con modellazione 3D e anatomia umana, costruendo opere che cambiano attraverso il corpo, il movimento, la luce e lo spazio.

Tre ricerche molto diverse. Ad accomunarle, forse, è proprio l’impossibilità di chiuderle dentro una sola definizione.

Memoria e futuro

A scegliere le finaliste è stata una giuria composta da Galib Gassanoff, founder e creative director di Institution; Veronica Leoni, creative director di Calvin Klein Collection; Fabrice Paineau, creative consultant; Kris Ruhs, co-founder di Fondazione Sozzani, artista e designer; Olivier Saillard, storico della moda, curatore e direttore della Fondation Azzedine Alaïa; Carla Sozzani, presidente e co-founder di Fondazione Sozzani, e Sara Sozzani Maino, creative director della Fondazione.

Qualità artistica, ricerca, impatto sociale e capacità di costruire nuove narrazioni sono i criteri sui quali si fonda il premio, che ogni anno sarà assegnato in una delle tre categorie: Fotografia, Moda e Design & Craft.

Ma dietro il Sozzani Award c’è soprattutto un’idea di continuità. Fondazione Sozzani, nata a Milano nel 2016 per volontà di Carla Sozzani e oggi impegnata nella promozione della fotografia, della moda, della cultura e delle arti, parla infatti del premio come di un passaggio tra generazioni, discipline, memoria e futuro.

Ed è probabilmente questa la parte più interessante. In un sistema creativo spesso affannato nella ricerca della prossima novità, fermarsi a chiedersi cosa meriti davvero di essere trasmesso non è un esercizio nostalgico. È quasi una necessità.

Perché il futuro, nella moda come nella cultura, difficilmente nasce dal nulla. Qualcuno, prima, deve dargli gli strumenti per cominciare.

Photocredits: press kit ES_PR