Judassime: DIVA underground

da | FASHION

Dove l’oscuro e la bellezza si incontrano, nasce Judassime

Facciamo Giuda in un mondo di Pietro

Immagini distopiche e surreali, e una fusione perfetta tra gotico e romantico. Un corpo libero dalle convenzioni e un’atmosfera che sembra uscita da un film horror, ma ambientata nell’epoca vittoriana. 

Judassime è tutto questo: audace, libero e assolutamente underground.

La filosofia del brand: tra provocazione e libertà

Ogni creazione di Judassime è un atto di resistenza contro l’omologazione, che sfida ciò che viene considerato ‘accettabile’, ‘normale’.

Creato nel 2020 da Benjamin Voortmans, artista e performer non binario con base ad Anversa, Judassime è molto più di un semplice brand. È una dichiarazione di guerra contro le strutture imposte dal fashion system.  L’artista, che non ha mai frequentato scuole di design, ha scelto di dare vita al suo marchio come estensione della propria personalità, per esprimere una visione autentica e senza filtri. Nel suo approccio, dunque, Voortmans non cerca il consenso.  Mescola elementi di alta moda da club, influenze BDSM, silhouette nostalgiche e romantiche; il tutto arricchito da un’abbondante dose di stravaganza. 

Il suo obiettivo? Ispirare chiunque a vivere con coraggio e senza paura.

Da McQueen a Leigh Bowery: le sue ispirazioni

Non solo nella moda ma anche nel trucco, Judassime prende ispirazione da alcune delle figure più note e controverse del sistema moda. Da Matières Fécales a Leigh Bowery – artista e drag queen; dalla Londra degli anni ‘70\‘80 alle donne di McQueen, John Galliano e Thierry Mugler.

 “La loro visione, la loro maestria, la loro natura senza scuse — hanno risvegliato qualcosa in me da bambino.” ha dichiarato lo stesso artista.

La sua religione

In un’intervista piuttosto recente di Metal Magazine, si è parlato a lungo del rapporto tra l’artista e la religione. E infatti, la citazione iniziale  “Facciamo Giuda in un mondo di Pietro” non è per caso, ma è proprio l’inizio di tutto. L’inizio di Judassime.

“Ero alla scuola d’arte a Bruxelles e avevamo una lezione obbligatoria di religione. Io litigavo sempre con l’insegnante. Fin quando mi ha regalato un dipinto: L’Ultima Cena. Tutti guardano Gesù. Giuda è l’unico che distoglie lo sguardo, che va in un’altra direzione. Amo questa prospettiva sulla vita: [il fatto che] quando tutti guardano la stessa cosa e pensano che sia bella, io distolgo lo sguardo e cerco qualcos’altro di bello.

Ricordo inoltre che c’era un ragazzo nella mia classe di religione che si è girato verso di me e ha detto: ‘Sei proprio un Giuda per questa società’. Pensai, assolutamente. Odio la religione, ma la adoro. Ed è pazzesco perché la gente pensa che ci sia qualcosa di religioso in me proprio per via del nome.”

La moda per le questioni sociali

Fin dall’inizio il marchio ha conquistato uno spazio unico nel settore, attraverso uno sguardo anarchico e allo stesso tempo profondamente romantico. Ma Benjamin Voortmans non è solo un designer; è uno storyteller, un narratore che utilizza il corpo umano e gli abiti come mezzi per esplorare tematiche sociali cruciali. Come il consumismo, l’abuso sugli animali e la lotta contro l’oggettivazione della donna. 

Tra le sue collezioni più iconiche ricordiamo 

  • ‘The Wrong Deal’ 2023: una collezione semi-couture sulla glamurizzazione degli abusi sulle donne nella vecchia Hollywood realizzata con tessuti riciclato e cruelty-free

  • “If We Were Made of Meat” 2021: sul consumo eccessivo, l’abuso sugli animali e la produzione di massa, invertendo i ruoli e trasformando i suoi modelli in bestie.

Foto: OfficialInstagramJudassime