Max Alexander debutta a Parigi con “Couture to the max”

da | NEW DESIGNERS

Un bambino di appena 10 anni sconvolge il mondo della moda, riscrivendone la storia. Oramai tutti gli amanti della moda, conoscono il piccolo genio: colui che ha iniziato a cucire a soli quattro anni arrivando, oggi, alla Fashion Week di Parigi.

Probabile che i grandi stilisti guardino a lui con occhio di sospetto: un bambino, una passione e una mente geniale. Di certo Max Alexander è un genio, e non solo per modo di dire, ma nel vero senso della parola: il primo così giovane ad aver debuttato a Parigi.

Grounds for change

Il 3 marzo 2026 il piccolo stilista ha presentato la sua collezione presso l’inimitabile Palais Garnier, dove si svolge solitamente l’Opéra francese. La Fall-Winter 2026/2027 è composta da 15 look che fondono innocenza e infanzia verso la sostenibilità. Il tema: fiori e immaginazione, colori vibranti, silhouette fluide e dettagli floreali. Lo scopo della sfilata era quello di mostrare che l’alta moda può essere rispettosa dell’ambiente senza perdere il suo fascino.

Il punto di forza della collezione sta proprio nei materiali da lui usati, sostenibili al 90%: una collezione realizzata con tessuti deadstock (ovvero rimanenze destinate alla discarica), materiali biodegradabili o riciclabili. Abiti in seta da paracadute e creazioni nate dal riciclo di tessuti vintage. Tra i vari accessori della sfilata quelli che hanno dato più nell’occhio sono state le borse in tela e iuta, e i ciondoli a scatto diventati virali ed esauriti in poche ore.

Il cappotto Angel Latte

Uno dei capi di punta della collezione è il cappotto realizzato in iuta naturale recuperata dai sacchi di chicchi di caffè, con ali d’angelo sulla schiena. La stoffa è lasciata completamente non tinta, consentendo al tono latte caldo della fibra di rimanere esattamente come appare in natura. Il cappotto presenta una vita scolpita e con cintura ed un caratteristico svaso peplo, rifinito con una fodera in raso liscio per struttura e comfort.

Come avviene la magia

Max dichiara spesso di non aver bisogno di disegnare, poiché vede già l’abito finito nella sua mente. Modella i tessuti direttamente sui manichini, ma come ci riesce?

Il processo creativo:

  • Fissaggio: Inizia fermando il tessuto sul manichino con degli spilli, per poi dare forma a volumi e pieghe.
  • Studio della luce: Ruota costantemente attorno al manichino per osservare come la luce interagisce con il tessuto.
  • Pattern making: Applica del nastro adesivo direttamente sul corpo del manichino, tracciando le linee guida per poi tagliare e ricavare il cartamodello.

Per la presentazione a Parigi, Max ha utilizzato dei manichini professionali di Royal Dress Forms, garantendo così proporzioni impeccabili. Descrive il suo lavoro come un vero e proprio “scolpire con il tessuto”, rendendo ogni creazione un pezzo unico, in profonda sintonia con la natura.

Momenti indimenticabili e ospiti speciali

Il momento più emozionante della sfilata è stato quando alcuni fiori sono caduti a terra da un abito. Tra gli invitati spiccava Liz Fox Roseberry, sorella del direttore creativo di Schiaparelli, mentre Donatella Versace ha manifestato pubblicamente il suo interesse per lo stilista sui social. Sebbene la sfilata non fosse inserita nel calendario ufficiale della Fédération de la Haute Couture, Vogue Francia l’ha definita come uno degli eventi più affascinanti e umanamente ricchi dell’intera settimana della moda.

Da come si intuisce dai suoi profili social, Max è già al lavoro per le sue prossime collezioni. Siamo tutti in attesa di scoprire cosa ha in serbo per noi.

Foto: Instagram