In Svezia esiste una macchina che permette ai corvi di pulire la città dai mozziconi di sigarette, in cambio di cibo. Ecco come funziona questo sistema di “netturbini” animali.
A livello globale la gestione dei rifiuti è più che una questione di pulire le strade o svuotare i cassonetti, ma necessita la gestione dei comportamenti individuali. In Europa, ad esempio, i mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più comune. Basti pensare che ogni anno ne vengono dispersi circa 4,5 trilioni. Non so se vi serve rileggere la quantità, ma è davvero gigantesca. I mozziconi, tra l’altro sono anche difficili da raccogliere per le spaccatrici stradali, infilandosi tra i sampietrini o nelle aiuole, richiedendo obbligatoriamente una pulizia manuale.
Le città europee spendono miliardi di euro per il littering, in Germania la pulizia dei soli mozziconi si stima costi 225 milioni di euro annualmente.

La pulizia diventa anche un indicatore di gentrificazione. Quindi i centri storici e i quartieri ricchi godono di servizi capillari, mentre le periferie subiscono un degrado percepito, il quale alimenta lo sporcare ulteriormente, abbassando il controllo sociale informale. Questo proprio perchè nessuno fa nulla, quindi “perchè dovrei farlo io?“.
Esiste però un paese in Svezia che sembrerrebbe aver trovato una soluzione decisamente interessante. Siamo a Södertälje, vicino a Stoccolma. Qui una startup chiamata Crovid Cleaning ha testato un progetto pilota decisamente simpatico.
Esiste un distributore automatico che eroga una pccola quantità di cibo solo quando viene inserito un mozzicone di sigaretta in un’apposita fessura.

Ma a chi è mirato questo sistema?
Ai corvi! Questi sono estremamente intelligenti e osservando i propri simili compiere questo “semplice” gesto comprendono il nesso causa-effetto: mozzicone = cibo. Il meccanismo si basa quindi sul condizionamento operante, infatti non viene addetsrato ogni singolo corvo manualmente, ma viene fornita una macchina intelligente che automizza il processo.
Ma perchè proprio i corvi?
Come già detto, i corvidi sono i candidati ideali proprio per la loro capacità cognitiva. Questi hanno un rapporto massa cerebrale/corporea simile a quello dei primati quindi sono in grado di pianificare e utilizzare gli strumenti. Anche la loro capacità di trasmissione culturale è fondamentale: una volta che un leader capisce come funziona la macchina, l’informazione si diffonde rapidamente nel gruppo sociale.
La stima è che questo metodo possa far risparmiare alla municipalità almeno il 75% dei costi legati alla raccolta dei mozziconi.
Ma nemmeno la città è scelta a caso e per quanto ci immaginiamo la Svezia come un modello di efficienza, affronta in realtà alcune sfide specifiche. Ad esempio nel paese il costo del lavoro manuale è tra i più alti al mondo, per cui non è difficile immaginare quanto pagare un ooperatore ecologico solo per la raccolta de mozziconi sia economicamente insostenbile per il comune.
Nemmeno le temperature e le condizioni climatiche sono favoreli e una volta che neve e ghiaccio nascondono i rifiuti, durante il disgelo creano picchi di inquinamento nel sistema idrico.
Ma il nuovo sistema non arriva da solo: la città ha infatti scelto anche di aumentare le multe, ma la soluzione tencologica-biologica sembra proprio essere la migliore.
L’obbiettivo della startup Corvid Cleaning è abbattere il costo per mozzicone di circa 2 centesimi di euro a quasi zero.

La startup svedese, fondata da Christian Gunther-Hassen, non rappresenta solo una curiosità tecnologica, ma affronta temi come l’ecologia comportamentale e l’ingegneria sociale.
Il processo di apprendimento avviene in 3 step. Dapprima la macchina viene lasciata in un luogo frequentato dai corvi, dispensando cibo gratis, così da abituarli alla sua presenza. Poi il cibo inizia ad essere erogato solo se il corvo tocca la macchina o interagisce con la fessura in cui andrebbero inseriti i mozziconi. Dopodiché il cibo esce solo se il corvo inserisce il mozzicone, inizialmente lasciato lì dagli addestratori. Ed ecco che i corvi capiscono come funziona il gioco.
iDal punto di vista sociologico il caso di Corvid Cleaning rappresenta un modello di urbanismo post-umano.
I corvi in questa situazione smettono di essere percepiti come dei parassiti, ma prendono attivamente parte all’infrastruttura della città e della sua manutenzione. In realtà rappresenta un’alternativa naturale rispetto all’inserimento di robot immaginati per fare lo slalom tra le gambe dei passanti.
La cosa simpatica é che proprio grazie alla loro intelligenza, i corvi hanno iniziato a truffare la macchina. Gli animali più di una volta hanno proposto al posto del mozzicone foglie secche o pezzi di carta sagomati proprio come dei mozziconi. La macchina è comunque tarata per accettare solo le sigarette, ma è interessante il risvolto comico della cosa.
Per quanto simpatica e utile, questa soluzione ha sollevato diverse critiche sopratutto in campo etico e del benessere animale.
La principale riguarda la tossicità dei mozziconi, i quali sono carichi di nicotina, catrame e metalli pesanti. Anche se i corvi non usufruiscono del mozzicone, il solo contatto con la mucosa del becco potrebbe portare all’avvelenamento dell’animale o a danni cronici alla sua salute. Inoltre molto attivisti stanno puntando il dito contro la startup in un’ottica di sfruttamento animale, parlandone come di un lavoro forzato. Utilizzando l’animale al posto dell’uomo per fargli fare compiti degradanti e risolvere l’incuria umana.

Altre critiche, invece, riguardano agli effetti che questa cosa potrebbe avere sugli umani. Se non è l’uomo ad occuparsi della soluzione di un problema causato da lui, ci si preoccupa della possibilità di sviluppo di un senso di deresponsabilizzazione. Se i cittadini si abituano alla presenza del corvo che pulisce, il tabù del buttare spazzatura a terra potrebbe svanire e tutti si sentirebbero legittimati a sporcare la città.
Inoltre, l’utilizzo degli animali potrebbe essere visto come un tentativo di tagliare i fondi da parte dell’amministrazione pubblica, preferendo a un’azienda di pulizia professionale un animale che non deve essere pagato o tantomeno contrattualizzato.
La critica, fondamentalmente, è che Crovid Cleaning cerchi una soluzione tecnologica a un problema culturale.

In realtà l’esistenza stessa di questo sistema dimostra il fallimento delle politiche di educazione civica tradizionale. Rappresenta l’evidente mancanza o inadeguatezza dei meccanismi di controllo sociale contro il littering.
L’esperimento rappresenta sicuramente un caso curioso e interessante di collaborazione natura-uomo, ma anche un sintomo sociale preoccupante. Davvero non siamo in grado di buttare un mozzicone?
Vi invito a pensarci con l’augurio che a nessuno venga in mente di farlo con i piccioni a Milano.


