Le gyaru di Tokyo: una sottocultura giapponese

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Ribelli e creative: immergiamoci nel mondo interiore delle gyaru, grazie al progetto fotografico di Alexandra Waespi

Tokyo è una città che non smette mai di sorprendere. Tra i suoi mille volti, uno dei più affascinanti e poco conosciuti è quello delle gyaru, le giovani donne che, con il loro stile audace e trasgressivo, hanno fatto la storia della moda giapponese. Ma cosa succede quando si guarda oltre l’aspetto esteriore di queste ragazze? Oltre i capelli biondi, il trucco marcato e le unghie lunghissime?

In “The Interior Worlds of Tokyo’s Creative Gyaru”, la fotografa Alexandra Waespi ci invita a scoprire il mondo interiore di queste donne, con uno sguardo che va al di là del cliché.

Le Gyaru: una ribellione visibile

Nate negli anni ’90 come una risposta alla bellezza giapponese tradizionale, le gyaru  (ギャル) sono una sottocultura che ha sempre puntato a farsi notare. I loro tratti distintivi? Capelli biondi o colorati, pelle abbronzata, trucco pesante e un look che sfida le convenzioni sociali. Si sono sempre fatte notare non solo per la loro apparenza, ma per il messaggio che il loro stile veicolava: “Non voglio essere come le altre, voglio essere me stessa”.

In Giappone, un paese con rigide aspettative sociali, le gyaru sono spesso viste come ribelli. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, scopriremo che la loro ribellione non è solo estetica: è un atto di liberazione. Ogni pettinatura audace, ogni outfit stravagante, ogni gesto di distacco dalle norme sociali è una dichiarazione di indipendenza.

Il progetto di Alexandra Waespi: uno sguardo oltre la superficie

È qui che entra in gioco il lavoro di Alexandra Waespi. Con il suo progetto “The Interior Worlds of Tokyo’s Creative Gyaru”, la fotografa non si limita a scattare immagini di ragazze con il look tipico delle gyaru. Waespi va oltre, cercando di capire cosa si nasconde dietro quel trucco pesante e quel sorriso sfrontato. La fotografa esplora l’aspetto più intimo della cultura gyaru, raccontando le storie, i sogni e le emozioni di queste giovani donne, troppo spesso ridotte a semplici icone di stile.

“Le gyaru non sono solo un’immagine, sono un mondo interiore complesso”, afferma Waespi. E proprio questo è il cuore del progetto: far emergere la parte meno visibile della loro identità.

La moda è il linguaggio attraverso il quale le gyaru si esprimono. Ogni scelta di abbigliamento, ogni dettaglio del loro look è una forma di comunicazione. Ma cosa vogliono dirci? Che il corpo può essere uno strumento di liberazione, che si può essere se stesse senza conformarsi agli stereotipi di bellezza imposti dalla società. E in questo, le gyaru sono pionieristiche.

Le loro scelte stilistiche non sono mai banali. Ogni elemento del loro look – dai capelli sbarazzini alle unghie dipinte, dai vestiti provocanti agli accessori stravaganti – racconta una storia personale, un modo di ribellarsi alle etichette che la società giapponese impone alle donne.

Le gyaru non sono solo un fenomeno di moda: sono giovani donne che si reinventano ogni giorno, che attraverso il loro look e il loro comportamento cercano di rompere gli schemi di una società che le vuole omologate.

Le fotografie di Waespi non sono solo un omaggio alla loro estetica, ma anche un invito a conoscere e comprendere meglio le storie che si nascondono dietro ogni sguardo, dietro ogni sorriso.

Foto: Alexandra Waespy by Dazed