Simon Cracker presentò “SLOW – In silenzio, ascolta”

da | FASHION

Per la collezione FW26/27 Simone Botte, stilista del brand italiano, ha sfilato con il primo capitolo di una storia e una richiesta.

Quando ero piccola e parlavo troppo senza fermarmi mio padre diceva che gli umani avevamo due orecchie e una bocca per ascoltare di più e parlare di meno. Simon Cracker l’ha sintetizzato in una collezione. È necessario fermarsi per ascoltare cosa succede in società ma anche a noi stessi. Come ci affetta il costante bombardamento di notizie, immagini, innovazioni e suoni? Anche se a volte non sono neanche interessanti per noi ma ci confondono e distraggono comunque.

La storia di SLOW

Probabilmente la pazzia di TikTok ha ridotto la concentrazione dell’essere umano a 30 secondi e ciò che accade dopo quel limite non si ascolta più. Lo stilista invita a contare fino a cento. Con una musica techno degna di una rave, tutto porta comunque all’ascolto della voce in off che chiedeva  di rallentare. Siamo noi stessi contro il mondo. Come si fa a tornare alla lentezza e la consapevolezza se tutto attorno a noi agisce con urgenza e poca umanità? Simone Botte con la sua storia ha fatto almeno un passo avanti per una nuova moda. 

La sfilata

I capi sono stati adattati a tutti i tipi di corpi con un casting che mostrava diversità e nessuna regola tradizionale della moda, classico di Simon Cracker. Le silhouette partono dall’abbigliamento maschile tradizionale e si destruttura progressivamente creando capi identitari allontanati dalla classicità del guardaroba maschile. Insieme a Dr. Martens, le calzature che erano dolo anfibi e mocassini sono stati customizzati per il brand con materiali riciclati. Si da vita a un linguaggio – molto – aperto, libero e accessibile a praticamente tutti. Sta a noi decidere di ascoltare o meno.

Il contesto sonoro della sfilata, anche se motivava la danza portava anche all’accelerazione. I modelli camminavano veloce e decisi con la musica che accompagnava e anche la visione dei capi e dettagli era ridotta. La produzione e la creatività, penso intenzionalmente, venivano presentate velocemente rappresentando anche il dietro le quinte di una collezione: sempre nuove proposte, innovazioni, essere sul pezzo e arrivare al calendario della Fashion Week con proposte per che possano accontentare gli investitori. Ogni anno, la moda si frammenta e consuma di più, velocizzando sia i tempi di produzione che di riflessione e dialogo.

Il risultato

Nella sua “irresponsabilità” e trasgressione, Simon Cracker si allontana, come sempre, dalle regole estetiche dell’industria della moda ma il suo cuore rimane sempre lo stesso. Riuscire ad emozionare e comunicare. Presentata in un contesto che invitava ad ascoltare per capire, ogni look che si presentava davanti alle opere d’arte presenti alla Fondazione Sozzani richiedeva di aprirsi a ricevere il dialogo e il messaggio che Botte vuole trasmettere in questa collezione. “SLOW” è un grande passo in avanti di tanti altri che il brand sicuramente farà oltre ai social e lo stupore delle prime foto su Instagram. Questo è il primo capitolo di una narrazione più lunga nella quale c’e ancora tanto da imparare e raccontare. 

Foto: Francesca di Giuseppe