Tra pop, pornografia e religione: l’universo barocco di una coppia artistica unica
L’unione perfetta? Quella tra un fotografo e un pittore. Si chiamano Pierre Commoy e Gilles Blanchard – semplicemente, Pierre et Gilles – e con le loro fotografie postprodotte e dal retrogusto barocco riescono a trasportarti in un mondo surreale, ai limiti del kitsch.

La coppia di artisti francesi
Inseparabili da quasi 50 anni, Pierre e Gilles hanno unito arte, fotografia e pittura per creare opere con un universo unico.
La coppia di artisti francesi si incontrò nel 1976 durante una festa del noto sarto Kenzo a Parigi. È stato amore a prima vista, e da allora non si sono mai lasciati.
Il metodo con cui operano è un vero e proprio concerto. Pierre realizza le foto e poi Gilles le ritocca con strati successivi di pittura, finché l’opera inserita all’interno di un quadro, diventa reale lasciando il campo dell’immaginario.



Frank , Filip et Adel , 1997
Il trionfo del kitsch e dell’eccesso
I loro set kitsch e lussureggianti sono traboccanti di dettagli e ornamenti esagerati che fungono da cornice.
Dei veri e propri mondi artificiali, saturi di colori. Fiori di plastica, fondali dipinti, luci irreali e ornamenti esagerati costruiscono ambientazioni che ricordano allo stesso tempo le vetrine, i luna park e le immagini devozionali. Il kitsch diventa una scelta estetica precisa, uno strumento per celebrare l’eccesso e mettere in discussione il concetto stesso di “buon gusto”.



Un aspetto interessante è che i due artisti conservano molti degli elementi scenografici per anni, riutilizzandoli e trasformandoli di volta in volta. Questo archivio di oggetti kitsch diventa una sorta di memoria visiva del loro percorso artistico, creando rimandi e citazioni interne tra opere diverse.
Tra sacro, profano e cultura pop: i temi delle loro opere
Affrontano tematiche legate alla cultura pop, all’omosessualità, alla pornografia e ai topos religiosi, interpretati in maniera ampia e barocca nelle loro opere.
In particolare, i riferimenti alla mitologia e alla religione Sono in gran parte ispirati ai codici dell‘iconografia cattolica, attraverso dettagli come gli aureoli, la crocifissione, le figure del santo e del martire. Spesso raffigurano posture familiari alle icone cristiane, come inginocchiarsi, mani intrecciate o guardare il cielo.

Lione , 1991


Nina Hagen, Franck Chevalier et Otis, 1991.
Il legame con il mondo della moda
Molto vicini al mondo della moda, collaborarono in diverse occasioni con Jean-Paul Gaultier e Thierry Mugler, con i quali condividevano la stessa visione artistica. Come questi creatori, Pierre e Gilles usano l’abbigliamento come strumento di espressione artistica, un modo per confondere i codici, per sacralizzare o deviare certe figure.
Infatti, i loro modelli, spesso sessualizzati o travestiti, sono messi in scena come se fossero in mondi che ricordano quelli della moda o della pubblicità.


Foto: PierreetGilles OfficialInstagram


