Sexy glasses, let’s frame it!

da | FASHION

From the “ugly duckling” transformation trope popularized in early 2000’s cult comedies, predominant up until the body positivity trend of the 2010s.  Over the last years, all the trendy hot girls are wearing glasses, and not just any, but reading glasses. 

In cinema, fashion and everyday life, glasses have always reflected an intrinsic sense of intellectuality. Scientific studies confirm that people who wear this now-trendy accessory are often perceived as more trustworthy and intelligent.
But how did this association between glasses and intelligence begin?

The origins of glasses: a revolutionary invention

Originally, glasses were created to improve the reading of small written texts. During medieval times, they were considered a scientific discovery, even controversial, as some believed they interfered with nature’s will. Poor eyesight was often treated with bizarre remedies instead.

Over time, glasses became one of humanity’s greatest inventions, allowing individuals greater independence and contributing to the reduction of illiteracy. They enabled longer and more productive lives, marking a milestone in intellectual progress.

Historical figures and the birth of the “intellectual look”

Prominent male scholars such as Pope Leo XFrancesco Petrarca, and Benjamin Franklin (the inventor of bifocals) elevated the image of glasses as a symbol of intelligence.
According to thinkers like Nicholas of Cusa, better vision implied a deeper understanding of the world, thus, wearing glasses became linked to an analytical and intellectual mindset.

Glasses as a symbol of social status

In literature, for example in Dostoevsky’s “The Brothers Karamazov” (1880), glasses were portrayed as accessories reserved for the elite, the smartest and most prestigious individuals.
By the 18th and 19th centuries, fashionable aristocratic ladies wore glasses not only for practicality but also as symbols of sophistication and creativity. Eyewear had become both a useful device and a social marker.

Negative connotations: women and the “Glasses Barrier”

Throughout history, glasses have also been associated with negative stereotypes, especially for women.
Philosopher Simone de Beauvoir in The Second Sex (1949) highlighted how women wearing glasses were often perceived as less attractive, a bias that persists even today.

A 2017 Cosmopolitan survey conducted with Dr. Jessica Carbino revealed that women with glasses are still seen as less appealing on social media and dating apps, with lenses creating a perceived “barrier” that reduces trust or intimacy.

The role of cinema: the “Spinster” and the makeover rope

Cinema played a crucial role in reinforcing these stereotypes.
Hollywood, the great dream machine, popularized the idea that glasses diminished a woman’s sex appeal. Films like The Princess Diaries (2001) epitomize this notion: removing glasses symbolizes the transformation from “awkward” to “attractive.”

This cinematic trope reflected a cultural belief that education and intellect were at odds with beauty and happiness — a message that subtly discouraged intellectual ambition, especially for women.

The revival of eyewear: from function to fashion

However, by the 1940s and 1950s, eyewear made a strong comeback.
Positive advertising campaigns transformed glasses into a stylish accessory, sparking the birth of designer eyewear.
From that point on, glasses became not just a medical necessity, but a fashion statement — even worn by people with perfect eyesight.

Modern times: the rebranding of the “nerd”

Today, with the rise of screen use and advances in contact lens technology, the intellectual connotation of glasses has evolved.
Luxury brands like Miu Miu (F/W 2023 collection) have redefined the “nerd look,” merging it with high fashion elitism.
Icons like Meryl Streep in The Devil Wears Prada (2006) embody this modern interpretation: glasses as a symbol of authority, intelligence, and superiority.

Glasses as a contemporary style Statement

In recent years, fashion icons and influencers have embraced glasses inspired by the late ‘90s and early 2000s nostalgia.
Trends like Office Siren and Corporate Core have made eyewear central to the modern aesthetic — part necessity, part style weapon.
With blue-light glasses and bold frames, wearing specs has become a way to look smart and stylish at the same time.

Thinking smart is the new beautiful

Today, beauty is no longer an exclusive privilege, it’s accessible through makeup, style, and self-expression.
To stand out, it’s not enough to look good; one must look intelligent.
And in a world where intellect meets elegance, wearing glasses remains the ultimate symbol of confidence, culture, and sophistication.

Occhiali sexy, mettiamoli!

Nel cinema, nella moda e nella vita quotidiana, gli occhiali hanno sempre riflesso un intrinseco senso di intellettualità. Studi scientifici confermano che chi indossa questo accessorio ormai di tendenza viene spesso percepito come più affidabile e intelligente.

Le origini degli occhiali: un’invenzione rivoluzionaria

In origine, gli occhiali furono creati per migliorare la lettura dei testi scritti in piccolo. Durante il Medioevo, erano considerati una scoperta scientifica, persino controversa, poiché alcuni ritenevano che interferissero con la volontà della natura. Al contrario, la cattiva vista veniva spesso trattata con rimedi bizzarri.

Col tempo, gli occhiali divennero una delle più grandi invenzioni dell’umanità, permettendo agli individui maggiore indipendenza e contribuendo alla riduzione dell’analfabetismo. Resero possibile una vita più lunga e produttiva, segnando una tappa fondamentale nel progresso intellettuale.

Figure storiche e la nascita del “look intellettuale”

Importanti studiosi come Papa Leone X, Francesco Petrarca e Benjamin Franklin (l’inventore delle lenti bifocali) elevarono l’immagine degli occhiali a simbolo di intelligenza. Secondo pensatori come Nicola Cusano, una visione più nitida implicava una comprensione più profonda del mondo, così, indossare gli occhiali divenne segno di un approccio analitico e intellettuale.

Gli occhiali come simbolo di status sociale

In letteratura, ad esempio ne I fratelli Karamazov di Dostoevskij (1880), gli occhiali venivano rappresentati come accessori riservati all’élite, alle persone più colte e prestigiose. Tra il XVIII e il XIX secolo, le signore aristocratiche più alla moda li indossavano non solo per praticità, ma anche come simbolo di raffinatezza e creatività. Gli occhiali erano ormai diventati sia un dispositivo utile sia un indicatore di classe sociale.

Le connotazioni negative: le donne e la “barriera degli occhiali”

Nel corso della storia, gli occhiali sono stati anche associati a stereotipi negativi, soprattutto per le donne. La filosofa Simone de Beauvoir, ne Il secondo sesso (1949), evidenziò come le donne con gli occhiali fossero spesso percepite come meno attraenti, un pregiudizio che persiste ancora oggi.

Un sondaggio del 2017 condotto da Cosmopolitan insieme alla Dott.ssa Jessica Carbino rivelò che le donne con gli occhiali continuano a essere considerate meno seducenti sui social media e nelle app di incontri, con le lenti percepite come una sorta di “barriera” che riduce fiducia e intimità.

Il ruolo del cinema: la “zitella” e il cliché della trasformazione

Il cinema ha avuto un ruolo cruciale nel rafforzare questi stereotipi.

Hollywood, la grande fabbrica dei sogni, ha diffuso l’idea che gli occhiali riducessero il fascino femminile. Film come Pretty Princess (The Princess Diaries, 2001) incarnano perfettamente questo concetto: togliere gli occhiali simboleggia la trasformazione da “goffa” a “attraente”. Questo cliché cinematografico rifletteva la convinzione culturale secondo cui educazione e intelligenza fossero in contrasto con bellezza e felicità, un messaggio che, implicitamente, scoraggiava l’ambizione intellettuale, soprattutto nelle donne.

La rinascita degli occhiali: dalla funzione alla moda

Tuttavia, negli anni ’40 e ’50 gli occhiali tornarono prepotentemente in auge. Le campagne pubblicitarie positive li trasformarono in un accessorio elegante, dando vita al concetto di occhiale firmato.

Da quel momento, gli occhiali divennero non solo una necessità medica, ma anche una dichiarazione di stile — indossati persino da chi aveva una vista perfetta.

Tempi moderni: il rebranding del “nerd”

Oggi, con l’aumento dell’uso degli schermi e i progressi delle lenti a contatto, la connotazione intellettuale degli occhiali si è evoluta. I marchi di lusso, come Miu Miu (collezione A/I 2023), hanno ridefinito il “nerd look”, fondendolo con l’élite dell’alta moda. Icone come Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada (2006) incarnano questa nuova interpretazione: gli occhiali come simbolo di autorità, intelligenza e superiorità.

Gli occhiali come dichiarazione di stile contemporanea

Negli ultimi anni, icone della moda e influencer hanno riscoperto gli occhiali ispirati alla nostalgia della fine degli anni ’90 e dei primi 2000. Tendenze come Office Siren e Corporate Core hanno reso l’occhiale protagonista dell’estetica moderna — in parte necessità, in parte arma di stile. Con le lenti anti-luce blu e montature audaci, indossare gli occhiali è diventato un modo per apparire intelligenti e alla moda allo stesso tempo.

Pensare in modo intelligente è il nuovo ideale di bellezza

Oggi la bellezza non è più un privilegio esclusivo, è accessibile attraverso trucco, stile ed espressione personale.

Per distinguersi, non basta essere belli: bisogna sembrare intelligenti. E in un mondo in cui l’intelletto incontra l’eleganza, indossare gli occhiali rimane il simbolo definitivo di sicurezza, cultura e raffinatezza.

Articolo di Sveva Castellani

Photocredits: Pinterest