Il Natale secondo le passerelle

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Quando la moda veste il Natale: cinque sfilate che hanno celebrato lo spirito delle feste

A volte, il Natale, non aspetta dicembre: scende in campo tramite défilé. Che sia attraverso richiami espliciti, accenni ironici o dettagli discreti, lo spirito delle feste ha più volte trovato il modo di farsi spazio in passerella. Non si presenta spesso, ma quando lo fa, sa come farsi notare. Ecco cinque momenti in cui la moda ha abbracciato – o sfiorato – l’estetica natalizia.

D&G FW 2006

Per la loro sfilata D&G Autunno/Inverno 2006, Domenico Dolce e Stefano Gabbana sembrano immergerci in una snow globe natalizia, quell’universo in miniatura fatto di vetro, glitter e neve che cade ogni volta che lo capovolgi. Lo show si apre in un paesaggio imbiancato, con look da settimana bianca pensati per un “fashion survival” tra piste nevose e fiocchi di ghiaccio. All’improvviso le luci si abbassano, la neve comincia a scendere e le modelle in gonne rosse e T-shirt con la scritta Merry Christmas invadono la passerella come un piccolo esercito di cartoline viventi. La chiusura è all’altezza dello spettacolo: i designer salutano il pubblico accompagnati da una slitta trainata da Babbo Natale. Un augurio di festa più alla moda che mai.

Moncler Gamme Rouge FW 2013/14

Natale chiama Polo Nord: risponde Moncler sotto la guida di Giambattista Valli. Per la linea Gamme Rouge Autunno/Inverno 2013, lo stilista trasforma la passerella in un paesaggio artico, perfetto per incorniciare parka, giacche e cappotti in patchwork di pelliccia, indossati da modelli che passeggiano al fianco di cani lupo. Ma non finisce qui: cosa c’è di più Polo Nord di un orso polare? Anche loro fanno la loro comparsa, chiudendo lo show insieme a modelle con cappotti azzurri, capelli che sembrano ghiacciati, e un make-up che trasforma i loro volti in quelli di vere creature d’inverno, avvolti da un lucente strato di brina.

Gucci FW 2004

Non è davvero Natale senza il Grinch. Sebbene non abbia mai calcato le passerelle – anche se con ogni probabilità sarebbe in grado di farlo, e di farlo bene – c’è un momento nella moda che gli somiglia più di quanto si possa immaginare. Nel 2004, sulla passerella di Gucci firmata ancora da Tom Ford, fece la sua comparsa un abito che sembrava uscito direttamente da Whoville: verde acceso, peloso, vibrante, che per chi guarda il mondo attraverso la lente delle feste richiama immediatamente il più iconico “anti-Natale” della cultura pop. Insomma, se il Grinch si reincarnasse in una fashion lover, è questo l’abito che sceglierebbe senza esitazioni per svolgere al meglio la sua lunga lista di impegni natalizi all’insegna dell’odio.

Jacques Fath FW 1992

Non ha mai avuto la stessa fama di Dior o Balmain: ha avuto però le stesse intuizioni, ed esercitato poi la loro stessa influenza nel panorama della moda del dopoguerra. Jacques Fath, stilista francese di alta moda, si distinse per i suoi tagli innovativi e la disarmante femminilità dei suoi abiti. Dopo la sua prematura morte, il brand viene rilanciato a fine Novecento. Tra le collezioni più memorabili, quella dell’Autunno 1992 sembra esser stata rubata direttamente da un racconto delle feste: cappotti rossi, ampi e avvolgenti, rifiniti con pelliccia bianca, campanelli e cinture oversize. Se Babbo Natale fosse un’icona della moda, il suo must sarebbe senza dubbio Jacques Fath.

Bode FW 2023

L’atmosfera innevata c’è, le magiche creature invernali anche. Il Grinch ha fatto la sua comparsa, così come Santa Claus. Cosa manca per rendere la moda più natalizia che mai? Un albero, naturalmente. Ci pensa Bode, nell’Inverno 2023: nella collezione, che è un’ode al calore della famiglia, sfila un mini dress in tulle verde con balze disposte proprio come i rami di un albero di Natale, completo di palline, pacchetti regalo… e persino il puntale. Il Natale, insomma, sfila letteralmente.

Foto: Pinterest