Ti sei mai sentita giudicata solo per come ti vesti o per il modo in cui ti presenti? A volte basta un dettaglio fuori dagli schemi per essere considerati “troppo”. Ma dove finisce l’eccesso e dove inizia l’autenticità?
Quando essere se stessi diventa “eccessivo”
Qualche settimana fa ho deciso di partecipare alla festa di compleanno di un vecchio amico nella piccola città in cui sono cresciuta. Mi aspettavo una serata normale — regali, musica, torta e risate — ma la realtà è stata ben diversa.
Mi sono ritrovata in un “club improvvisato” nel soggiorno di qualcuno, senza decorazioni né atmosfera di festa. Forse non ero nel posto giusto… o forse ero semplicemente fuori contesto.
L’autenticità non sempre è compresa
Sono sempre stata considerata una ragazza un po’ insolita, e ne vado fiera. Mentalmente mi sento più vicina a una donna di 31 anni che vive a Manhattan, sorseggia un Martini il giovedì sera e pratica yoga durante la settimana, che non alla ventenne che si uniforma alle aspettative del gruppo.
Per la festa avevo scelto un look semplice ma curato: kitten heels, calze di pizzo — un tocco di eleganza e personalità.
Appena entrata, però, ho percepito subito gli sguardi di disapprovazione. Vestirsi in modo diverso, a quanto pare, era considerato “strano”. Eppure, per molti di loro, era normale bere fino a stordirsi o fumare qualcosa di discutibile.
Paradossale, vero? Si giudica un outfit, non un comportamento potenzialmente dannoso.

Moda, identità e accettazione sociale
Da studentessa di moda a Milano, so bene che ciò che indossiamo è molto più di un insieme di capi: è un linguaggio, un’estensione di chi siamo.
Tornare in una cittadina del nord-est Italia mi ha fatto percepire quanto il giudizio sociale possa essere limitante.
Com’è possibile che, nel 2025, vestirsi con eleganza o esprimere la propria individualità venga ancora etichettato come “eccessivo”?
Leggendo un articolo sulle scarpe vintage, continuavo a chiedermi:
È davvero sbagliato sentirsi bene nei propri abiti?
Abbiamo bisogno dell’approvazione altrui per essere autentici?
Imparare ad accettarsi (davvero)
Forse la necessità di adeguarci agli altri nasce da lontano. È un condizionamento che impariamo fin da bambini, quando il bisogno di appartenenza ci spinge a cercare approvazione.
Ma crescere significa anche scegliere il contesto giusto: quello in cui possiamo sentirci accettati per ciò che siamo, non per come appariamo.
La vera libertà, forse, consiste nel trovare il nostro ambiente naturale, in cui autenticità e autostima possano convivere.

Conclusione
Essere se stessi non è eccessivo: è un atto di coerenza e coraggio.
La prossima volta che qualcuno ti guarda con disapprovazione per il tuo stile o il tuo modo di vivere, ricordati che la tua unicità è ciò che ti rende autentica.
E in un mondo di copie, essere autentici è la forma più pura di eleganza.
A cura di: Stella Biasucci
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