Comfort e movimento garantito con MICHEL PIZA

da | NEW DESIGNERS

Morbidezza e movimento libero: i due pilastri di MICHEL PIZA. La sua fondatrice Paola, designer messicana, riporta il suo passato come ex ballerina e interpreta il comfort sempre in una maniera diversa con le sue collezioni.

Interamente prodotto in Italia per garantire gli standard di artigianalità e integrità, MICHEL PIZA fonda il suo brand nel 2024. Paola Michel Pizá, designer messicana, crea l’omonimo brand di calzature cercando di raggiungere la donna contemporanea, accompagnarla nel suo armadio con uno stile inconfondibile e una vita imprevedibile.

La sua nazionalità messicana arricchisce la narrazione del marchio. Vivace e vibrante, Paola ha una voce autentica con la quale omaggia i suoi genitori e i valori che da piccola l’hanno inculcata. Come ex ballerina, è esperta nel movimento e sa di prima mano quanto il comfort delle calzature influisce nei passi quotidiani.

Il brand viene fondato sul design essenziale e consapevole, con una grande attenzione al dettaglio e la cura artigianale che il progetto di MICHEL PIZA porta avanti. Questa attenzione si riflette nelle cuciture a cinque punti che divennero iconiche del brand e un identificatore di esse. L’intento del marchio non è solo quello di migliorare i prodotti ma le pratiche che gli accompagnano.

Stivale MAIA del brand MICHEL PIZA, tomaia in pelle bianca e scaldamuscoli fatti in maglia a costine di colore grigio

Per la sua ultima collezione, MICHEL PIZA collabora con Zerow, un’iniziativa italiana che recupera e rigenera materiali di lusso in deadstock, dando una nuova vita a materiali che altrimenti finirebbero in un deserto o in magazzini di smaltimento. Lo shearling beige e il pony rosso sono realizzati con pelle upcycled. Inoltre, la Spessa Bag, realizzata con cravatte e tessuti donati, offre lavoro equo a donne detenute grazie alla collaborazione con Cooperative Alice.

AVVOLTA – AI25

La collezione presentata da MICHEL PIZA per la stagione autunno/inverno 2025 è morbida e ritmica, le calzature accompagnano la vita quotidiana e si muovono con noi. In inverno si cerca il caldo, l’accoglienza e la designer messicana vuole catturare questa emozione con i suoi materiali. Una grande ispirazione di questa collezione è anche il balletto: la leggerezza e la fluidità che hanno i piedi quando ballano vengono reinterpretate nella linea per dare un comfort naturale ma grazioso. Ogni modello diventa una seconda pelle.

Foto editoriale del brand MICHEL PIZA. Modella che indossa il modello di stivale MAIA fatto con la tomaia in pelle nera e scaldamuscoli neri in maglia a costine

I modelli presentati da Michela Pizá 

Shearling italiano, moiré, camoscio spazzolato e pelle metallizzata diventano le protagoniste del modello ZAY, la pantofola, che è diventata espressione di comodità. Le texture e le cromie sono intime, delicate e pensate per addolcire la giornata invernale di chi la mattina rimane a casa e di chi affronta il freddo. 

Per chi si sente nudo con le pantofole c’è ODILE, un sabot con il tacco di un carattere forte ma sempre delicato. Fatto in pelle naturale avvolge il piede e rappresenta ancora la morbidezza. La novità della stagione è invece MAIA, uno stivale che riprende la pantofola ZAY con la tomaia in maglia e uno scaldamuscolo che si adatta alla gamba. Non penso sia necessario dire quanto questo modello sia caldo e avvolgente, con le linee pulite e asimmetriche.

I valori che trasmettono alle donne

Il processo creativo di Paola Michel Pizá è guidato dalla disciplina e dall’integrità, includendo nelle sue lavorazioni pratiche sostenibili che riducono lo spreco e la produzione in vano. Libera, raffinata e naturale. Questa è la donna a cui parla MICHEL PIZA. Artigiani italiani esperti garantiscono ogni giorno che la purezza delle linee e la morbidezza dei materiali vengano fuse in una scarpa funzionale ed estetica.

Ogni ricerca per ogni collezione ha dietro il desiderio di unire il design consapevole e celebrare che possiamo muoverci. Precisa ed emotiva, AVVOLTA punta sul movimento ma anche sulla libertà di essere, non si può essere comodi se non abbiamo un paio di scarpe comode. Chissà quante vesciche ci avranno voluto per capirlo!

Foto: Press Kit E Plus E Studio