A Venezia si sono presentati 14 giovani designer con le loro collezioni a VESPRA, un evento che offre agli stilisti e fotografi uno spazio nel quale esporre e raccontare le proprie storie.
Affacciati sul Canal Grande a Ca’ Tron e provenienti da tutta l’Europa, il venerdì 14 novembre quattordici designer e dieci fotografi si sono trovati a VESPRA. Entrando, il pubblico si può confrontare direttamente con i creativi per approfondire il loro processo creativo e storie di vita. È un momento di dialogo e scoperta, per i creativi e per lo spettatore.
VBRA Venezia è una piattaforma che vuole formare e visibilizzare la moda nella città della regione veneta e amplificare la voce dei talenti ancora nascosti. Ogni anno, il primo weekend di maggio vede sfilare a Venezia stilisti emergenti celebrando le idee uniche e creative di ogni individuo. Dietro ogni disegno c’è un concetto e artigianalità e VBRA ne sa il suo grande valore.

I designer di VESPRA 2025
Maties Ginés Ferreira – Freedom’s Paladin
Come Liwen Liang, la porcellana viene utilizzata e diventa flessibile per renderla finalmente indossabile. Di questa forma, Ferreira fonde l’artigianato con la ricerca di materiali innovativi come l’uso della porcellana, il metallo e il tessuto. Si cerca la liberazione, una performance e che il corpo sia libero, attraverso materiali fragili ma resistenti, di evolvere. I materiali rigidi vengono usati insieme al tessuto creando una tensione emotiva e fisica tra la resilienza e fragilità degli elementi in atto. È una coreografia accattivante e forte.


Daria Pisareva – Kalopsia
Di origini russe, il nonno di Daria lavorò le miniere a Kemerovo per quasi 30 anni ed è da lui che trae ispirazione per Kalopsia. La parola greca definisce come a volte le cose sembrano più belle di quanto in realtà siano. Riflette sul lavoro fisico e come esso cambia il corpo permanentemente ed esperimenta con il workwear. Il tessuto viene manipolato per ricordare la terra, il carbone, impronte e rifiniture svasate e consumate. Le strutture sono forti e le spalle grandi, il corpo si rimodella e insieme a capi oversize permette qualche tipo di comodità dentro il proprio nuovo corpo.
“…era la mia vita. Nessuno faceva domande, nessuno si faceva vedere. Solo facevamo il nostro lavoro…”
Tiril Østby – REIN
La stilista nordica approccia la sua collezione ed esplora la materia nel suo naturale disordine e movimento. Tessuti a maglia flessibili, dinamici e ridimensionabili aprono la porta alla sperimentazione. È una collezione che arriva al suo risultato attraverso l’esplorazione e il dialogo con i materiali che decidono la propria forma. Tiril lavora con una palette monocromatica che attraverso le luci e le ombre crea profondità sui capi e si libera dalle tecniche formali e dalle regole prestabilite, diventano liberi e crescono.


Sofía Belén Freire – Ethereal Bound
Questa collezione racconta il percorso di quindici anni nella danza classica. Sofia scopre che dietro la grande gioia che la danza le dava c’erano anche grandi tormenti e pressioni. La sua collezione presenta il look “Plié” che mostra il bello, l’innocenza e il rosa della purezza. Questo look viene contrastato con “Pirouette”, un ovluminoso abito con strati, una stampa sfocata e tulle nero che rappresenta lo scuro e i sogni contaminanti. Ethereal Bound racconta il processo che fluttua dall’ammirazione alla lotta.
Ha Nguyen – NIEM
Il primo momento in cui Ha Nguyen ha indirizzato lo sguardo alla sua casa. Riprende oggetti e ricordi della sua vita e fa in modo che prendano forma nei suoi capi. Ognuno di loro, una storia, un frammento della sua vita e, dietro, ore di lavorazione. Per rappresentare la casa la stilista ha creato delle forme voluminose ma pulite e precise, stampe di porcellana che viene posizionata su diversi pezzi per formare una grande stampa unica.

L’intento di VBRA Venezia è quello di valorizzare le visioni innovative, l’artigianalità contemporanea e la ricerca estetica che in 24 persone è molto diversa l’una dagli altri. Questo evento viene promosso da BIA Magazine in collaborazione con VBRA Venezia e Vittoriiiu Collective.
È questa la realtà: non è un palcoscenico con Donatella Versace nella giuria ma è un inizio. Una piattaforma che ha dato lo spazio, e dà continuamente lo spazio, a gruppi di giovani designer per iniziare. Impareranno dai loro sbagli, cresceranno, diventeranno professionisti e i loro disegni avranno più visibilità in un futuro ma qualcuno gli ha dato l’opportunità di mostrare e raccontare.
Foto: Elif Kavasoglu, VBRA Venezia e BIA Magazine


