Designerz of the Pazt: Isaac Mizrahi

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Non possiamo interpretare la moda contemporanea senza conoscere chi ha aperto la strada ai designer attuali. Oggi presentiamo Isaac Mizrahi, designer divertente e audace che oggi è diventato il hater più grande della sua industria.

“La sorpresa era l’elemento numero uno della moda. Amo ancora la sorpresa, ma ora detesto la moda. La detesto proprio. Penso che sia la cosa peggiore che ci sia.”

Benvenuti nella rubrica mensile che fa un passo indietro e guarda al passato. Nel mondo attuale della moda si preferisce prioritizzare il lato commerciale e non sempre il potere comunicativo che ha la moda. Se guardiamo al passato, capiamo quanto siano influenzati i designer oggi da questo e tra nostalgia e un tentativo di viralità, si rivisitano. Il protagonista di oggi è Isaac Mizrahi che si identifica come classico, audace e raffinato.

Isaac Mizrahi è il gatto che ha 7 vite. Lavora come costumista a Broadway e nel Metropolitan Opera, nel 1995 partecipa a un documentario che si chiama “Unzipped”, ha scritto due libri, è stato performer di cabaret, conduttore del suo proprio show, giudice di Project Runway e ha collaborato con Target.

L’inizio del designer

Isaac Mizrahi è cresciuto in una casa ebraica ortodossa a Brooklyn, New York. Ai suoi 10 anni, dopo aver fatto il babysitter e risparmiato tutta l’estate, va con suo padre a prendere la sua prima macchina da cucire. “E non era per creare abiti. Non consideravo l’abbigliamento una forma d’arte. Lo vedevo più come una sorta di… cosa quotidiana” raccontò a Paper Magazine nel 2020. I vestiti per il piccolo Isaac erano un artificio ed era più interessato al corpo e a come vestire questo.

Irrompe sulle passerelle nel 1988 con la sua prima collezione quando la modella Veronica Webb anticipa a Isaac il suo successo: “Sei il re di New York”. Tra colori marroni e grigi, è spuntata Linda Evangelista con un cappotto arancione, una tuta gialla e una sciarpa rossa. Lo stilista esce a salutare dopo la finale della sua prima sfilata e non sapeva che lo stesse aspettando un’ovazione.  

Le sue collezioni già moderne

La moda di Mizrahi era fresca e di sorpresa. Partiva sempre da un disegno e una bozza, dalla sensazione di un tessuto che avrebbe avvolto il corpo. Donne sulla passerella che si divertivano e catturavano al meglio lo spirito della moda degli anni ’90. L’abilità scenica del designer e dei suoi vestiti ha attirato l’attenzione. Con gli anni arriva la popolarità e si guadagna il soprannome di “hottest designer of New York”

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Gli viene aggiudicato il primo posto per quanto riguarda la creazione di moda accessibile e le diverse collaborazioni che ha firmato con Target e QVC. Nel 1994 registra la fase preparatoria e il dopo della sua collezione autunno-inverno in un documentario chiamato “Unzipped” con Douglas Keeve. Le sue sfilate puntavano sul colore e, se c’era una preoccupazione, era quella di rendere ogni vestito di valore e arricchirlo con una storia di innovazione.

Isaac Mizrahi era moderno prima che la modernità attuale esistesse. Nel 1998 decide di chiudere il suo brand a causa di un taglio di finanziamento da parte del gruppo Chanel

Isaac Mizrahi e la moda attuale

Vediamo Isaac rispecchiato probabilmente quando si gli dà credito per aver portato in tutte le prime file delle sfilate le celebrities che fino ad oggi non sono cambiate. Tante apparizioni oggi delle celeb sono a pagamento ma immaginatevi che Robert de Niro andava da Mizrahi non per i vestiti ma per adocchiare le modelle.

Attualmente, Isaac Mizrahi odia la moda. “Non so cosa mi sia preso tanti anni fa per preoccuparmene così tanto”. Colpa ai social media e alla sua fugacità che le cose hanno, non sono cose reali e a volte hanno anche successo cose che non sono reali.

Il designer oggi è protagonista di un podcast che si intitola “Hello Isaac” insieme a iHeart Radio e parla con diversi ospiti come Ashley Williams, Pamela Adlon e Bianca del Rio. Ha scritto un libro “I.M.: A Memoir” che Vanity Fair ha descritto come un mix di spirito e ironia che categorizza i suoi disegni.

Purtroppo, oggi il sito di Isaac Mizrahi assomiglia alla landing page di “Fashion Nova” e i marchi ultra fast-fashion. Una vetrina commerciale online che non ha perso la sua eleganza ma sì la sua ricchezza e il suo lusso. È possibile acquistare gli archivi che ogni mese vengono caricati sul sito e presentano capi che sono stati protagonisti delle sfilate o sulle pagine delle riviste.

Foto: Pinterest