La moda sembra avere un debole per l’oscurità: lo spirito di Halloween abita ed infesta da sempre le sue patinate passerelle. Ecco alcuni dei momenti più iconici che ne portano l’impronta.
C’è un fascino sottile, un magnetismo intramontabile, che avvolge tutto ciò che appartiene al mistero: il soprannaturale, il mondo della notte, il richiamo dell’occulto, e l’incontro con creature tanto immaginarie quanto seducenti. È un’allure alla quale la moda non sa resistere, un incantesimo che non sa – e che non vuole – spezzare. Per questo, vi trae ispirazione, a tal punto che non vi è alcun bisogno di aspettare il 31 ottobre per vedere lo spirito di Halloween sfilare nelle grandi città della moda: voilà le collezioni che hanno reso la sua estetica un linguaggio di stile.
Kate Moss per Martine Sitbon P/E 1993
Non vi è Halloween senza streghe. E prima di qualsiasi witchcore, la passerella l’ha dominata lei: Kate Moss per la collezione Primavera Estate 1993 di Martine Sitbon. Camicia nera, una lunga tunica, tra le mani una sigaretta in stile bacchetta magica, e in testa il classico cappello a punta da strega, con tanto di tulle avvolto, che lo rende incredibilmente simile al copricapo di un qualsiasi costume da streghetta. Semplice da replicare e spaventosamente alla moda.

I fantasmi innevati di John Galliano
Tra tutte le teatrali collezioni a cui John Galliano ci ha abituati, ce ne è una in particolare, disegnata per il suo omonimo brand, che sembra richiamare la spettrale atmosfera del periodo Halloween-esco. Si tratta dell’Autunno Inverno 2009, show durante il quale modelle con visi di ghiaccio sfilano in passerella con lunghe tuniche trasparenti che evocano figure spettrali: fantasmi, si, ma d’alta moda.


La seduzione cruenta di Alexander McQueen
Ogni sua sfilata è stata un film, più che uno show. Non vi è dubbio che Alexander McQueen sia stato uno dei – se non il – designer più grandi di tutti i tempi. Come non vi è dubbio che sia stato, nella moda, anche il re delle tenebre. L’orrore e la seduzione sono stati i fili conduttori della sua opera: un universo che, non a caso, si riflette perfettamente nello spirito di Halloween. Alcuni esempi? L’Autunno Inverno 1997, collezione che faceva riferimento al romanzo “L’isola del dottor Moreau”, in cui un vivisezionista dà vita a figure metà umane metà animali: il risultato sono abiti di pelle strappata, crespe criniere di capelli alla lupo mannaro e make-up felino. Ancora, i clown dell’A/I 2001, e i corvi dai visi pallidi e labbra esageratamente rosse dell’A/I 2009.



La bloody-Couture Dior, P/E 2006
Il confine tra sacro e profano è una linea sottilissima, con la quale la moda gioca da sempre. Questo trova la sua massima espressione nella Couture Primavera Estate 2006 di Christian Dior, firmata Galliano. La collezione trae ispirazione dalla storia della Rivoluzione francese, in particolar modo dall’intensa violenza di quel periodo. In passerella sfilano quindi abiti e accessori che emulano macchie sangue estremamente chic.


Gli insetti Mugler
Dimenticate i soliti ragni e ragnatele. Per la sua Couture Primavera Estate 1997, Thierry Mugler ci immerge nel mondo degli insetti, vestendo le sue modelle con rigidi abiti simili a corazze e gusci, occhiali da sole allungati (a occhio di mosca), e copricapi dotati di antenne. Un futurista tripudio di esoscheletri e glamour alieno.


La sposa cadavere veste Versace
Se l’universo di Tim Burton vi affascina, ma la moda è la vostra ossessione, la soluzione è una sola: Versace Primavera Estate 2023. In un défilé contornato da candele e finestre gotiche, sfilano capi dark che trovano il loro climax nel finale: abiti da sposa goth, visioni eteree di ciò che la sposa cadavere indosserebbe se vivesse nel presente.


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