Il talk “What’s Next?” racconta i nuovi trend beauty che ridefiniscono la bellezza
Ma cosa accade precisamente quando il settore della bellezza si rivela attraverso le voci di chi lo anima e lo modella quotidianamente? È proprio quello che è emerso nel beauty talk organizzato da Orum Skincare chiamato “What’s Next?“, con Anna Dato, figura chiave come Chief Strategic Marketing Officer in Intercos e punto di riferimento per marketing in Asia, al centro di un dialogo condotto da Susanna Macchia, responsabile delle pagine beauty di D di Repubblica e del quotidiano.
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L’evento si è rivelato una profonda immersione nell’essenza della K-Beauty, esplorando vari trend che stanno già plasmando il nostro approccio alla cura della pelle, dalle nuove abitudini fino alle prospettive future del settore.
Chi è Orum Skincare?
Orum skincare è un azienda italiana che porta la cosmetica coreana direttamente in Italia, selezionando con cura brand autentici, innovativi e certificati. La sua forza sta nel combinare la tradizione K-Beauty con il know-how italiano, creando un portfolio esclusivo e affidabile. Un alleato prezioso per professionisti e realtà del settore beauty che cercano qualità, originalità e prodotti che fanno davvero la differenza.
I trend beauty di “What’s next?”
Glow naturale
Dimentichiamo il glow finto e artificiale pieno di brillantini: il K-Glow di ultima generazione è un’altra dimensione. Qui si punta ad avere una pelle che trasmette salute e luminosità, quasi come se avesse fatto una cura rigenerante.
Le creme, i sieri e i cushion made in Corea sfruttano ingredienti top che stimolano la rigenerazione cutanea, attenuano le discromie e ridonano energia al viso.
Si tratta di una evoluzione del “no make-up look”: un risultato naturale, fresco e impalpabile. L’ideale per chi, soprattutto tra i giovanissimi della Gen Z, vuole sentirsi a proprio agio con la propria pelle senza dare l’impressione di un trucco troppo artefatto.

Protezione solare quotidiana
Spf solo d’estate? Assolutamente no, dimenticalo! In Corea, e sempre più anche da noi, la protezione dai raggi del sole è un passaggio chiave e fondamentale della routine di bellezza di tutti i giorni. In poche parole si tratta di un prodotto che agisce come scudo non solo contro i raggi UV dannosi, ma anche contro la luce blu emessa dagli schermi e l’inquinamento atmosferico delle città.
Le nuove creazioni coreane hanno svoltato l’approccio: impalpabili, quasi inavvertibili e alcune anche colorate, al punto da far dimenticare così il fondotinta. E in questo modo, con un solo gesto, si tutela e si omogeneizza la pelle, per un effetto radioso e senza artifici. Per la Gen Z, sempre sul pezzo con la cura della pelle e i prodotti che fanno più cose insieme, la protezione solare è diventata un must: comoda, furba e soprattutto piacevole da mettere tutti i giorni.

Skinification haircare
La cura dei capelli oggi va ben oltre il solito shampoo e balsamo. Il nuovo focus è il cuoio capelluto, che troppo spesso trascuriamo o “dimentichiamo”, quando in realtà è la vera pelle viva dei nostri capelli e merita attenzioni speciali. Da qui nasce il trend della skinification dell’haircare, che porta nel mondo dei capelli lo stesso approccio della skincare.
Maschere, scrub e sieri specifici lavorano in profondità: riequilibrano il microbioma, nutrono la cute e stimolano la crescita, rendendo la chioma più sana, forte e luminosa. Non è solo un discorso di bellezza esteriore: è una routine che mette al centro il benessere, dimostrando che capelli splendenti nascono sempre da una base curata. In pratica, si parte dalla salute del cuoio capelluto per ottenere il massimo dai nostri capelli.

Patch occhi e anti-brufolo
E invece i patch? Direi che oggi come oggi sono il classico esempio di come la skincare possa diventare semplice, veloce e persino un po’ buffa. Basta pensare agli eye patch che in pochi minuti ti donano un viso fresco come una rosa, o ai cerottini anti-brufolo che ormai non sono più qualcosa da nascondere, ma più un nuovo accessorio. Alcuni hanno forme carine, altri colori pop: sembrano quasi sticker fashion, tanto che finiscono facilmente in una story su Instagram o in un TikTok.
Agiscono in modo mirato, regalano risultati immediati e trasformano la skincare in un gioco quotidiano. Per questo sono amatissimi dalla Gen Z: veloci, smart e con quel tocco estetico che li fa sembrare più un accessorio di stile che un trattamento beauty.

Skincare tecnologica
La skincare quotidiano del futuro non è più fatta solo di creme e sieri: oggi diventa anche tecnologica!
Sembra quasi assurdo, ma nelle routine giornaliere stanno piano piano arrivando nuovi strumenti che fino a qualche anno fa sembravano usciti da un film di fantascienza. Mini-device per il microneedling o le maschere LED che illuminano il viso e stimolano la pelle in profondità sono solo alcune delle novità di una cura che guarda sicuramente avanti. Semplici gadget? Non direi proprio, queste tecnologie potenziano davvero l’efficacia dei prodotti e trasformano il momento skincare in qualcosa di più coinvolgente.
Ciò che stupisce è che i risultati si vedono in fretta, già dalle prime applicazioni, e questo crea una sensazione immediata di soddisfazione. E non a caso questi device sono diventati protagonisti dei social: mostrano risultati concreti, hanno un design accattivante e rendono la routine di bellezza più simile a un contenuto da condividere che a un “dovere quotidiano”.

Sleep-care routine
Quante volte c’è capitato di svegliarci con una pelle spenta e stanca? Forse anche troppe soprattutto dopo una notte movimentata e insonne. In questo caso ci viene a salvare la sleep-care routine, che mentre noi dormiamo (o scrolliamo ancora il telefono a letto), aiuta la pelle a rigenerarsi, donandoci al mattino uno sguardo fresco e luminoso.
Parliamo di un vero propria routine notturna che combina texture avvolgenti, ingredienti mirati e, in alcuni casi, piccoli device innovativi che potenziano la rigenerazione.
In Corea, il concetto è spinto all’estremo: nei grandi store ci sono interi reparti dedicati al sonno e al benessere, con prodotti pensati per trasformare il riposo in un momento di bellezza attiva.

Profumeria coreana
Avevi mai sentito di profumi coreani? Esattamente, hai capito bene perché anche il profumo entra nel mondo del k-beauty.
In Asia orientale, infatti, le fragranze non hanno mai avuto lo stesso uso e tradizione che conosciamo in Occidente. Il motivo è sia culturale che biologico: il famoso “gene della sudorazione” fa sì che in Corea l’odore corporeo sia molto meno intenso, quindi non c’era il bisogno di coprirlo con fragranze forti. Inoltre, è risaputo che in paesi come il Giappone, indossare profumi troppo invadenti era considerato poco educato.
Ora invece la profumeria sta cambiando volto, dove Brand come Tamburins trasformano i loro negozi in piccole gallerie d’arte, dove packaging, storytelling e design raccontano storie e culture, creando un vero e proprio viaggio sensoriale

La nuova frontiera del beauty
Dalle tendenze emerse durante il talk “What’s Next?”, è chiaro che la K-Beauty sta rivoluzionando il mondo della cura di sé. Infatti non parliamo più di semplici prodotti, ma anche rituali che uniscono efficacia, esperienza e benessere diventando così una vera coccola per il chi lo prova. Per la Gen Z, la bellezza diventa un modo per prendersi cura di sé senza sacrificare stile e divertimento, come lo dimostrano i nuovi trend (soprattutto i patch originali e spesso fuori dalle righe).
Orum skincare e il talk beauty ci ricordano che la skincare non è solo una routine: è un’esperienza da vivere, personale ma anche sociale, che unisce innovazione, tradizione e creatività in ogni gesto.
Immagini: Pinterest


