Alla fine della 82esima edizione della mostra d’arte cinematografica della biennale di Venezia cerchiamo di capire quale è stato il ruolo della moda sul red carpet. Forse è tornata ad essere d’interesse
Li avevamo dati per morti i grandi red carpe che sconvolgono il pubblico. Quelli degli anni d’oro della vecchia Hollywood dove le star sfilavano con mise che lasciavano senza fiato. Lungi da me dichiarare il ritorno di questo fasto nel commentare i look del red carpet di Venezia. Eppure, tra abiti a sirena e mise polverose, pare che la moda stia tornando a popolare il tappeto rosso.


Facendo una panoramica generale delle scelte stilistiche delle star sul lido l’unica parola che viene in mente è noia. Per l’ennesima volta sfilano look tremendamente vecchi e silhouette viste e riviste. Nero e bling bling sono le scelte più gettonate alle quali si aggiungo mise en transparence e tailleur pantalone dall’aria androgina. Va forte sul carpet anche il look boho interpretato, in maniera diversa, dal Valentino di Alessandro Michele e da qualche look firmato Chloé.


Nonostante l’apparente noia la moda, in questa edizione della mostra, ha ricoperto un ruolo fondamentale. Alle soglie delle fashion week il red carpet veneziano diventa teatro di spoiler delle nuove direzioni creative più blasonate. Da Dior a Chanel, passando per Bottega veneta e Versace. I nuovi designer scelgono Venezia per dare il la al nuovo corso delle maison più rinomate del mondo.
L’anno dei grandi debutti
Sono stati chiacchieratissimi i look delle star che hanno avuto l’onore di indossare per prime gli abiti dei nuovi direttori creativi delle maison francesi e italiane. Sul carpet abbiamo visto il nuovo corso del Dior di JW Anderson, le nuove idee di Vitale per Versace. Ma non solo, anche il prossimo Chanel disegnato da Matthieu Blazy e il Bottega Veneta di Louise Trotter. Al di là dei pronostici su cosa ci riserveranno i designer per il futuro dei brand (non basta un look per capire una visione), è interessante comprendere la scelta del contenitore. Perchè proprio Venezia? E perchè il cinema?


Non è certo la prima volta che il cinema e la moda stringono un legame simbiotico. Tutt’altro, storicamente quello tra moda e cinema è uno dei matrimoni più longevi. Fin dalle origini della macchina da presa la moda è una sua stretta alleata. E oggi il red carpet è tornato il luogo migliore per il debutto dei designer. Sicuramente il periodo del festival di Venezia, poco antecedete all’inizio del fashion month, aiuta.
Dopodiché, probabilmente, i brand hanno un po’ deciso di tornare sui loro passi. Dopo le polemiche sulle ultime campagne con influencer e testimonial scelti in maniera apparentemente casuale, i designer tornano a porre attenzione sulla scelte dei loro mannequin viventi. Gli attori, nella maggior parte dei casi, sono in grado di interpretare un abito. E, più facilmente, “giurano fedeltà” ad un brand. Costruiscono con loro un rapporto e diventano ambasciatori sinceri della maison, o almeno questo è quello che probabilmente si aspettano i designer.


Inoltre, rispetto alle sfilate, i red carpet hanno una portata decisamente maggiore. Non si limitano agli addetti ai lavori del fashion system ma allargano il raggio a curiosi e appassionati di altre tematiche, quali il cinema in questo caso. Non ci si aspetta di vedere sul red carpet il primo lancio di un nuovo direttore creativo e l’effetto sorpresa al marketing, perchè è di questo che stiamo parlando, giova sempre.
Intimissimi: un debutto inaspettato
Non solo grandi designer scelgono il red carpet della laguna per debuttare. Durante la prima serata del Festival, infatti, c’è stata un’altra grande prima volta: quella di Intimissimi. Il brand di lingerie del gruppo Calzedonia di Veronesi si butta nella missione di creare ben 5 abiti da gran sera, degni di un red carpet. La notizia è passata un po’ in secondo piano, ma potrebbe nascondere un’eventuale svolta per il brand che, nell’ultimo periodo, sta attuando grandi cambiamenti. Compreso il rebranding della linea maschile.

5 le donne vestite Intimissimi sul tappeto rosso: Heidi Klum e la figlia Leni, la modella Barbara Palvin, l’attrice Claire Holt e la modella-imprenditrice Emi Renata, accompagnatrice dello stesso Veronesi. Per l’occasione intimismi parte da 5 pezzi iconici della lingerie che trasforma in abiti da sera. Nulla di nuovo sul fronte stilistico, anche se in molti casi non sembravano tanto diversi da quelli proposti da maison blasonate. È interessante, piuttosto, la svolta imprenditoriale che potrebbe prendere il brand nel futuro.
Qualche look da ricordare
Debutti e nuovi lanci hanno tenuto banco nascondendo la noia del red carpet di Venezia e facendo passare le notizie prima dei look stessi. Qualche mise da ricordare però c’è. Come ogni anno la più glamour è la splendida Cate Blanchett. Che, anche stavolta, si riconferma maestra di eleganza e audacia sul tappeto rosso veneziano. Per la prima serata l’attrice sceglie un lungo abito nero a sirena e scollo profondo, un meraviglioso Armani Privé d’annata, già indossato da lei stessa in occasione dei SAG Awards del 2022. Alla sua seconda apparizione, invece, l’attrice stupisce con la scelta di un abito firmato Maison Margela. Un pezzo incredibile della prima collezione d’alta moda di Glen Martens portato con audacia ed eleganza sul red carpet.


Senza infamia e senza lode, invece, sono i look di Emanuela Fanelli, prima conduttrice della mostra del cinema di Venezia. L’attrice ha spaziato tra i grandi nomi della moda italiana con una predilezione per gli abiti di Giorgio Armani, tristemente scomparso nei giorni della mostra. La Fanelli ha optato per look rassicuranti che la accompagnassero con semplicità in questa esperienza così importante. Comprensibile, anche se avremmo preferito vederla giocare un po’ di più con la sua immagine.


Ultima, ma non per importanza, menzione d’onore al look dell’attrice italiana Anna Foglietta. Una delle poche a ricordare sul red carpet di Venezia, e non solo, quello che sta succedendo a Gaza. L’attrice è arrivata al Lido a bordo di un’imbarcazione mentre presentava l’ultima installazione dell’artista Laika a sostegno della Global Sumud Flotilla. Dopo essere state fermate dalle forze dell’ordine l’attrice continua la sua operazione presentandosi sul red carpet indossando un total white abbinato ad una kefiah, tipica sciarpa palestinese. Un buon modo per ricordare che, tra lustrini, strass e abiti a sirena, la moda può, anzi, è una questione politica.
Foto: Vogue


