Il caso Amabile: marketing o son desto?

da | CULTURE

Con un fatturato di più di 7 milioni, Amabile è il successo dell’imprenditrice Martina Strazzer, la quale è finita nell’occhio del ciclone per aver assunto una dipendente incinta e non averle poi rinnovato il contratto una volta rientrata dalla maternità.

Nel mondo fatato dei social, a volte (non abbastanza) capita di vedere cadere la maschera di alcuni dei personaggi più amati. “Vittime” della cancel culture, influencer e personaggi pubblici, si ritrovano ad affrontare critiche spesso pesanti e accuse non sempre infondate. Il paradosso è che spesso sono proprio loro i primi a instillare il dubbio. E’ vero che chi non fa non sbaglia, però diciamo che è tendenza comune strafare per raggiungere un po’ di popolarità in più, spesso a discapito del legale, l’etico e il morale.

Arriviamo quindi al succo della questione, al cosa ci porta qui oggi a puntare il dito contro l’incantato mondo degli influencer.

Nel 2019, con un budget ridottissimo, Martina Strazzer, giovane imprenditrice del modenese, classe 2000 e tanta voglia di fare apre un brand. La sua avventura inizia nella sua cameretta, disegnando gioielli e producendoli solo dopo aver ricevuto gli ordini, così da aggirare i costi di magazzino. TikTok si inserisce come uno strumento fondamentale che le permette di far crescere il suo brand in modo esponenziale.

Amabile passa da un fatturato di circa 350.000 euro nel 2021 a quasi 7 milioni nel 2023. Nel 2024 si raggiungono 7.7 milioni di euro.

Nell’effettivo Amabile produce gioielli, principalmente in oro e argento, dal design curato e ricercato. Indimenticabile il “sali e scendi” Lovely del brand. Ispirato alla moda degli anni 2000, ha avuto un impatto enorme sul fatturato dell’azienda, contribuendo a un aumento di oltre dieci volte il fatturato alla fine del 2021. Arriva poi Charmy, ispirato dal primo modello, si differenza per la presenza di inserti in zirconi sulla catena e un diverso meccanismo che utilizza una classica farfallina.

Amabile
Photo via Marie Claire

Quindi, ricapitoliamo: nel 2019 con 300 euro Martina riesce a creare le basi di un “impero” imprenditoriale che nel 2024 presenta un fatturato di ben 7.602.232 milioni di euro. Beh, non male!

Sotto la guida di Martina, Amabile, con sede a Modena, apre il suo primo negozio fisico a Bologna, con un team formato da oltre 40 dipendenti, per il 90% donne.

Ecco la nota dolente, il fattaccio. Qualche tempo fa Martina posta sui suoi social un video con una didascalia molto chiara “ho assunto una ragazza incinta”. Tema molto doloroso per il nostro Paese, l’imprenditrice racconta di come nonostante la ragazza fosse già al quarto mese di gravidanza questo non abbia rappresentato una discriminante per la sua assunzione.

Denominata “la contabile di Amabile incinta”, sui social rappresentava l’orgoglio dell’azienda. Presente anche lei in diversi video promossi sul profilo social dell’azienda, raccontava di come si sentisse a suo agio e di come potesse svolgere il suo lavoro senza problemi o discriminazioni.

Assunta con un contratto a tempo determinato e la promessa di trasformarlo in uno a tempo indeterminato finito il periodo iniziale, la dipendente va in maternità.

Durante il periodo di maternità la dipendente non rimane comunque con le mani in mano, anzi! Spesso manda resoconti, partecipa ad attività dell’azienda e sostiene il team che aveva preso il suo posto durante il suo periodo di assenza, formato da lei antecedentemente. Inoltre, la contabile prima di prendersi il suo dovuto periodo di congedo aveva messo “tutti i conti in regola”, passando anche per le alte sfere dell’azienda, ricevendo un feedback positivo e la sicurezza di poter andare in maternità con l’anima in pace.

https://www.tiktok.com/@team_amabile/video/7433407312468921632

Il problema arriva al termine di questo suo periodo di congedo.

La dipendente, infatti, richiede qualche rassicurazione sul suo contratto, anche perchè avrebbe poi dovuto iscrivere la figlia al nido e aldilà dei costi, era intenzionata a sceglierne uno vicino al lavoro, così da poter riprendere l’attività con Amabile il prima possibile. Ma ecco che dopo qualche risposta confusa dal team HR, arriva l’incontro con Martina.

Al rientro dal periodo di maternità l’azienda decide di non rinnovare il contratto, motivando la scelta con insoddisfazione nel suo operato.

La dipendente, a quanto detto, avrebbe commesso qualche presunto errore che aveva portato alla decisione di non rinnovarle il contratto.

https://www.tiktok.com/@martinastrazzer_/video/7450085341274393878

Come detto anche dalla giornalista Charlotte Matteini, a cui la dipendente si è rivolta per raccontare la sua storia, a norma di legge è tutto in regola. Le aziende, infatti, secondo la normativa italiana vigente possono decidere di non rinnovare un contratto a termine senza obbligo di motivazione, anche se la dipendente è in maternità.

Il principio fondamentale è che la scadenza di un contratto a tempo determinato non è un licenziamento. Il rapporto di lavoro si interrompe semplicemente perchè è arrivato alla fine del periodo stabilito dalle parti al momento della firma. Inoltre l’azienda, in generale, non ha l’obbligo di motivare la mancata proroga o il mancato rinnovo del contratto.

Anche se la mancata proroga o il mancato rinnovo non richiedono una motivazione, ci sono casi in cui il datore di lavoro può essere chiamato a risponderne. Un caso può essere la discriminazione di genere, per esempio a causa di una gravidanza.

Cosa che non può essere avvenuta nel caso di Amabile, anzi, la ragazza è stata assunta proprio durante la sua gravidanza.

La domanda che è sorta a tutti è stata quindi: non è che sotto sotto, tutta questa storia, vista la pubblicità fatta sui social riguardo a questa assunzione, non fosse solo una mossa di marketing?

La ormai ex-dipendente ha spiegato come sui social si siano abbuffati di pubblicità con la sua assunzione, ma nessuno si sarebbe poi espresso sul finale di questa storia idilliaca. “Vorrei che le persone sapessero quanto spesso la realtà dietro i social sia molto diversa da come appare”, racconta.

@chamatteini

Scusate l’ora, andate a leggere perché questo è un riassunto della mia replica ad Amabile

♬ suono originale – Charlotte Matteini

C’è da dire che se questa fosse davvero stata una semplice mossa di promozione per l’azienda, il rimando non è stato sicuramente d’aiuto per l’immagine di Amabile. Sopratutto considerato la messa sul mercato di un’applicazione per la ricerca di lavoro da parte della stessa Martina.

Ma questa è tutta un’altra storia…