Il ritorno di Pucci viene confermato da content creator e celebrities, tra glamour, stampe e una storia che risale agli anni ’60
Quando si tratta di glamour e di stampe, Pucci non lascia scampo a nessuno. E se prima era il brand di moda preferito da celebrities come Elizabeth Taylor, Jackie Kennedy, Sophia Loren e Marilyn Monroe, oggi il brand possiede la piena approvazione da parte della GenZ, partendo dai content creator su TikTok fino all’immancabile Hailey Bieber, diventata ormai la trendsetter per eccellenza. Per questo, a più di 30 anni dalla morte del fondatore, vogliamo ripercorrere la sua storia fatta di stampe caleidoscopiche e colori audaci.

La nuova Pucci Girl Summer
Nel secondo trimestre del 2025, Pucci ha registrato un vero e proprio boom di popolarità con un aumento del 96% delle ricerche online secondo i dati di Lyst. Parallelamente, su Depop, noto marketplace per il vintage e il second-hand, i capi firmati Pucci hanno visto una crescita vertiginosa del +381%, come riportato da The Guardian.
Questo trend è stato già battezzato come Pucci Girl Summer: un termine coniato da Vogue per descrivere un’estetica che si ispira direttamente all’eredità anni ’60 del brand.
La Pucci Summer è un’esplosione di colore, stampe psichedeliche, sensualità e spirito giocoso. Un immaginario legato al jet-set della Riviera, alle vacanze chic, e a uno spirito libero e glamour.


L’eredità e la storia di Emilio Pucci
Emilio Pucci, aristocratico fiorentino nato nel 1914, iniziò la sua carriera nella moda negli anni ’40, progettando abbigliamento da sci. Nel 1950 aprì il suo primo negozio a Firenze, dove rivoluzionò il concetto di moda con stampe vivaci, colori audaci e forme fluide, che celebravano la femminilità e la libertà. Il suo stile divenne simbolo del jet-set internazionale negli anni ’60, vestendo icone come Jackie Kennedy e Sophia Loren. Grazie alla sua maestria nell’uso delle stampe, Pucci guadagnò il titolo di “Re delle Stampe“, un soprannome che rifletteva la sua capacità di creare motivi unici e iconici, divenuti il marchio distintivo della maison. Pucci si distinse anche per la sua capacità di innovare, creando abiti prêt-à-porter e allargando il marchio a accessori e tessuti per la casa. La sua visione unica e dinamica lo rese uno dei designer più influenti dell’epoca.


Declino e rinascita del brand
Dopo la scomparsa del fondatore Emilio Pucci, avvenuta nel 1992, il brand attraversò un periodo difficile, con una direzione creativa incerta e un’identità poco chiara. Nonostante fosse stato acquisito da LVMH, Pucci perse parte del suo fascino e faticò molto per tornare ai suoi giorni di gloria.
La vera rinascita è arrivata negli ultimi anni, quando le sue stampe psichedeliche e l’interesse per il vintage hanno riportato il marchio alla ribalta, specialmente tra le nuove generazioni. Un nuovo inizio segnato anche da Camille Miceli, nominata direttrice creativa di Pucci nel 2021, la quale ha portato nuova energia al brand, riuscendo a raddoppiare il suo patrimonio e a consolidarne la posizione nel panorama della moda di lusso.


Sotto la sua guida, Pucci ha adottato una visione più contemporanea, pur rimanendo fedele alle sue radici storiche. Miceli ha rinnovato l’iconico linguaggio visivo del brand, reintroducendo le celebri stampe psichedeliche e arricchendole con nuove influenze culturali e materiali innovativi. Miceli ha anche spinto fortemente sulla sostenibilità e sull’inclusività, valori che sono diventati centrali nella sua visione per il futuro di Pucci.
La sua capacità di coniugare tradizione e modernità ha permesso al brand non solo di espandere la sua clientela, ma anche di rafforzare la sua presenza globale, facendo di Pucci un punto di riferimento ancora più solido nel panorama della moda contemporanea.
Foto: VogueItalia, Pinterest, RhodeBeauty


