Grete Henriette

da | NEW DESIGNERS

Grete Henriette, cresciuta nell’arte e plasmata dalla religione, emerge come una delle creatrici dell’avanguardia queer britannica

Con la sua energia teatrale, tra corsi di recitazione, Grete Henriette si è laureata nel 2020 al Ravensbourne. Dopo la presentazione della sua collezione di fine corso, Restoring Broken Bodies, ha fondato il suo marchio omonimo, ricavando ispirazione dalla propria infanzia religiosa e dall’elettrica comunità queer dell’East London.

Come fonte di costante ispirazione, la comunità LGBTQIA+ gioca un ruolo fondamentale. Henriette rende omaggio al potere che la moda esercita e all’impatto che ha su di noi. 

La sua estetica trae forma: croci, rosari, catene e pietre preziose diventano armature scintillanti, gioielli tessili che incorniciano corpi come statue viventi. Ha così realizzato il suo primo “Saint Chain Dress”, drappeggiando pezzi di gioielleria antica in abito. 

La designer sceglie materiali come la madreperla, quarzo rosa e il metallo. L’armatura diventa vibrante sotto i corpi. Queste scelte riflettono una sensibilità eco-consapevole e un legame profondo: ama vedere materiali rigidissimi trasformarsi in visioni angeliche.

Il suo debutto alla London Fashion Week (AW25), con la collezione intitolata Elysium, è stato uno spettacolo sacro: ambientato in una chiesa, con modelle di ogni forma che danzavano al suono di un’arpa in un cerchio di cristalli, catene dorate, madreperla e gioielli intricati avvolgevano i corpi: un inno alla sacralità queer. Il gran finale con Tayce, in una sorta di abito tempestato di perle e croci, ha suggellato un rito di bellezza e inclusività.

Grete Henriette non disegna solo abiti: forgia visioni. Le sue creazioni non sono semplice moda, ma forme di fiducia e identità. In un mondo che vuole etichettare e contenere, lei libera, sacramentalmente, corpi e sogni.

Foto: https://www.instagram.com/grete.henriette/?hl=it