Tra vulcani e ghiacciai si è sollevata l’Islanda. La sua capitale Reykjavik, casa di squali fermentati e aurore boreali, ha iniziato finalmente a guadagnare popolarità.
Situata in Islandia, la forma più comune di arrivare a Reykjavik è in aereo. Può essere confuso incontrare sulla mappa un aeroporto in città a 5 minuti del centro ma non è lì dove si arriva. L’aeroporto di Keflavik, una città a 40 minuti della capitale, dove atterrano i voli internazionali. Se partite dall’Italia le probabilità di atterrare lì sono del 99.99%. Non vi preoccupate, parecchi pullman partono dall’aeroporto e vi porteranno in centro.
La lingua nazionale dell’Islanda e l’islandese e anche se hanno la propria corona islandese, è molto comune pagare in carta. Consiglio fortemente di portare del contanti solo per avere come ricordo le banconote con gli animali autoctoni dell’area. L’Islanda è un paese che non si presta all’agricoltura, per il clima e il terreno e tanti alimenti vengono esportati. Questo spiega anche il costo alto di vita e i prezzi poco accessibili (per noi) quando si arriva a Reykjavik. Per riscaldare le case e proporzionare elettricità, il paese fa utilizzo della loro energia geotermica.

Ma dov’è l’Islanda? Lontana. Anche se sono poche ore di aereo, quest’isola nasce 70 milioni di anni fa in mezzo all’oceano Atlantico settentrionale a causa di parecchie eruzioni. Chiamata anche “Lisola di ghiaccio e fuoco”, l’Islanda viene scoperta dai greci nell’anno 330 A.C. e da monaci irlandesi nel secolo XIX. Si alza dopo l’esplosione di una camera di magma chiamata “Iceland Plume” (plume islandese) in mezzo alle placche tettoniche del Eurasia e quella del Nord America. Questo crea attività geotermica ed è la ragione per cui l’Islanda oggi ha più di 200 vulcani, geysers e fessure vulcaniche.
Inizia il tour di Reykjavik
Arriverete alla chiesa più famosa di Reykjavik dopo camminare sulla strada dipinta arcobaleno in supporto alla comunità LGTBQ. La chiesa di Hallgrimskirkja è una grande parrocchia e santuario nazionale ubicato nel cuore della città nel quartiere di Miðbær. Dopo il 17 secolo, viene costruita in omaggio al pastore e scrittore Hallgrímur Pétursson, autore di “I Salmi della Passione”.
L’entrata è gratuita e se si vuole salire alla torre costa 100 corone islandesi (0.70 euro) per bambini tra 7 e 16 anni e 1000 corone islandesi per gli adulti (7 euro). Siccome è una chiesa e continua le sua attività come tale, si chiude nelle ore di messa o concerti senza preavviso.

Se continuate il vostro percorso verso il nord del paese, troverete il Sun Voyager. Una struttura in acciaio creata da Jón Gunnar Árnason. Jon voleva assomigliasse a una barca di vikingo ma è in realtà una barca sognata e un omaggio al sole. Da lì il suo nome di “Sun Voyager”, “Viaggiatore del sole”.
Non importa se andate in inverno o d’estate, la Blue Lagoon e la Sky Lagoon sono due tappe imperdibili. Essendo molto famose, sono più costose e allontanate dalla città ma sono comunque disponibili pullman della struttura per portarvi oppure il trasporto pubblico. Essendo una terra in cui l’attività geotermica è molto usata, hanno creato delle terme naturali sia pubbliche che private in cui si puo fare il bagno e in alcuni casi hanno anche la spa.


Nella colina più alta di Reykjavik si alza il Museo Perlan. Letteralmente il “Museo della Perla” che viene costruito dall’architetto Ingimundur Sveinsson nel 1991 sopra sei serbatoi d’acqua. Grazie all’energia geotermica, 2 di questi serbatoi danno energia ed elettricità al museo e gli altri 4 proporzionano elettricità alle case vicine. La parte superiore, e la “perla”, del museo viene rivestita di specchi con l’intenzione di riflettere il sole e le aurore boreali. Il piano più alto offre un deck di osservazione rotatorio che permette ai visitatori di avere una prospettiva della città da tutti i suoi angoli.
Con esibizioni interattive e shows, spiega la geologia, la morfologia e gli animali presenti in Islanda. Nel suo interno ha una grotta artificiale di ghiaccio reale preso da diverse montagne del paese e spiegano i sistemi vulcanici e l’uso dell’energia geotermica. Accessibile con i pullman pubblici della città di Reykjavik, il più famoso show di tutto il museo è quello di Áróra. Con proiezioni 8k e sistemi di audio surround, si proietta un film che spiega gli origini e le leggende attorno alle aurore e infine, le aurore. Oppure, potete fare anche un giro del Museo Fallologico.

Lo spettacolo più atteso
Camminando nella città verso la riva del mare è spuntata una luce in cielo. Siccome in città sono presenti le scritte al neon pensavo avessi guardato male. Ancora un’altra luce si fa vedere nel cielo e lo show inizia. Intermittenti, danzanti e meravigliose. Non si assomigliano per niente alle foto che appaiono su Instagram ma niente di quello cancella la loro magia. Si può arrivare in riva al mare, dove Reykjavik finisce, e vedrete il faro Gróttuviti nell’isola di Grótta. Troverete delle panchine ma è molto più magico camminare e guardare intorno alla ricerca delle aurore.
Verdi, rosse, bianche, viola e anche arancioni. Dipendendo dal sole e i suoi venti che genera sarà il colore e l’intensità. Certe cose pensiamo di viverle mai ma in quel momento, lì, nella prima luce, non si crede di essere vivo. Anche se non siete amanti della natura, come me, siete spettatori di un fenomeno e di cento storie.
Le “Aurore Boreali” o “Luci del Nord” sono un fenomeno solare localizzato nella termosfera probabilmente più visibili in un cielo senza nuvole. Siccome pochi anni fa si è capito cosa succedeva, i popoli che non le potevano spiegare si erano create delle storie e leggende attorno. Un evento naturale che deve su nome al latino di “alba”, aurora, e il greco per “vento del nord”, borealis.

Anticamente, c’era un pensiero condiviso: era un movimento di stelle. Le storie erano mille: presagio di conflitti imminenti, battaglie tra draghi del bene e del male, associate alla pesca abbondante o al parto indolore. Per gli islandesi, erano presagi promettenti. Se si vogliono vedere le aurore boreali, è consigliato viaggiare tra settembre e aprile. Il buio nel cielo è molto importante e questo periodo di permette il buio totale.
Non è molto consigliato andare in ricerca delle aurore boreali da soli se non si ha conoscenza delle strade. Le guide del paese tracciano i venti solari capendo dove è possibile vederle più facilmente. In molti casi, se prenotate un tour ma non si fanno vedere, avreste la possibilità di riprogrammare. Anche se consigliano di allontanarsi dalla città per l’inquinamento luminoso, in città apprezzerete comunque lo spettacolo.
Sia con macchina che con i tour non si possono saltare i tour del Cerchio d’Oro e la penisola di Snaefellsnes che sono stati personalmente i miei preferiti. Il più bello? Camminare e assorbire una cultura estremamente diversa dalla nostra. Nata con leggende di viknghi diversi tratti lungo la città (come il Sun Voyager) dimostrano l’orgoglio che gli islandesi hanno con il proprio paese.

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