Il ritorno della moglie perfetta: un fenomeno divisivo che si oppone al femminismo contemporaneo
“Amore…la cena è pronta e la casa è pulita!” direbbe la tradwife per eccellenza. E no, non stiamo parlando di una serie televisiva degli anni Cinquanta. Ma di un fenomeno che sta prendendo sempre più piede sui social, in particolare su TikTok.
Per loro non esistono giornate no, capelli fuori posto o stanze in disordine. Dove c’è una tradwife, tutto è perfetto: casa splendente, sorriso sereno, atmosfera rassicurante. Un’immagine così perfetta da sembrare uscita da una pubblicità… ma è la realtà che scelgono di mostrare.
Ma siamo davvero davanti a un antifemminismo mascherato o a una libera scelta personale?


Tradwife: Make America Great Again!
Svolgere le faccende domestiche, tenere i bambini, coltivare l’orto, stirare, preparare il pane fatto in casa e spolverare l’argenteria: ecco la casalinga 2.0. Bionda, con occhi azzurri, capelli cotonati, unghie sempre curate, grembiule immacolato e spugna a portata di mano. Le tradwife (dall’inglese traditional wife) hanno rinunciato al lavoro fuori casa per dedicarsi a tempo pieno al marito e alla famiglia — che, per inciso, è pur sempre un lavoro.
Dietro questo ritorno ai “valori tradizionali” si nasconde però una realtà più complessa: un mix di bigottismo e rinuncia a libertà e indipendenza economica. E non è strano che negli Stati Uniti d’America questo fenomeno abbia un certo legame con l’estrema destra. Non solo perchè si tratta principalmente di donne bianche caucasiche, ma anche perchè si fa riferimento alla cosiddetta estetica MAGA – Make America Great Again, lo slogan di Donald Trump.
L’estetica MAGA guarda ovviamente al passato: idealizza gli anni ‘50-60 come un’età dell’oro americana, bianca, cristiana, patriarcale e potente. In questo senso, la tradwife non è solo una figura estetica o nostalgica, ma diventa un simbolo politico, un manifesto visivo per un certo tipo di America: quella “di una volta”, gerarchica, patriarcale e rassicurante per l’uomo bianco.

TikTok è il regno delle tradwife
Con oltre 60mila post solo su Instagram e 15 milioni di visualizzazioni di contenuti solo su TikTok, il fenomeno della tradwife è in piena espansione. Eh sì, nonostante tanti bei discorsi sull’emancipazione, viene ancora romanticizzato il ruolo della donna sottomessa e piegata alle esigenze del marito e dei figli.
“Questa signora è la buona, vecchia e pura America” commenta con entusiasmo un utente sul profilo Instagram di @ballerinafarm, una delle tradwife più seguite sui social.


Hannah Neeleman, questo il suo vero nome, è un’ex ballerina; oggi casalinga e madre di sette figli nello Utah. Conta quasi dieci milioni di follower e si mostra spesso con il suo bambino in braccio, mentre raccoglie erbe dall’orto o prepara il burro con il latte delle sue mucche. Oppure cucendo abiti trapuntati per le figlie, con la bandiera americana che sventola dalla veranda.
Una visione che affascina e conquista molti utenti, e che l’ha portata a entrare nella lista Time100 Creators — segno che l’idea di tradwife sta diventando sempre più accettata anche nei media mainstream.
Ma dietro questa immagine da sogno anni Cinquanta si cela una visione rigida dei ruoli di genere, dove la donna bianca è dolce, sorridente e legata alla casa e alla famiglia, ma senza spazio per ribellarsi.
Antifemminismo o nostalgia patriarcale?
Ovviamente questo fenomeno ha sollevato parecchie critiche e perplessità.
E anche se queste creator rivendicano le proprie scelte – dichiarando apertamente di cucinare per amore, non per obbligo – vengono accusate di far fare molti passi indietro alle donne. Alcune tradwives hanno rilasciato addirittura interviste in cui affermano di essere le “vere femministe”, proprio perché hanno scelto di non lavorare.

È vero: il femminismo si basa sul principio che ogni donna debba essere libera di decidere per sé, ma dire che mettersi al servizio del marito sia la forma più autentica di femminismo… sembra un po’ esagerato.
Il punto non è giudicare chi sceglie di dedicarsi alla famiglia, ma interrogarsi su cosa viene celebrato e perché. Quando una scelta personale diventa un modello idealizzato e promosso come “l’unica via per un matrimonio felice”, si rischia di trasformare la libertà in una nuova forma di pressione sociale. E allora la domanda resta aperta: stiamo davvero parlando di emancipazione, o stiamo solo riproponendo – sotto una luce più glamour – vecchi schemi di sottomissione?
Foto: TikTok, Pinterest, Instagram


