Il 19 giugno a Palazzo Giureconsulti, il designer indiano Troy Costa presenta la nuova collezione Spring/Summer 2026: Patrão


Il clamore e la teatralità moderna, spesso prevalgono sull’essenza. Troy Costa, con la sua ultima collezione Spring/Summer 2026 omaggia l’uomo contemporaneo, e lo descrive poeticamente come “colui che guida non con il rumore, ma con la presenza.”
In occasione della Milano Fashion Week, il 19 giugno, nella cornice intima e storica di Palazzo Giureconsulti, il designer indiano presenta “Patrão”, che dal portoghese significa “capo”, “padrone”. La filosofia che lega tutti i look, prende forma attorno a una figura maschile, che guida senza clamore, che afferma la propria presenza con equilibrio e che incarna l’autorevolezza con eleganza. In questa collezione, Costa continua a scavare nella sua identità, fondendo le influenze culturali delle sue radici goano-portoghesi con lo stile contemporaneo.
Le silhouette fluide sono costruite attorno a tessuti leggeri, e le tonalità terrose degli indaco, e i blu smorzati, evocano i paesaggi marini e le trame culturali stratificate di Goa.
“La lavorazione manuale in Patrão non è decorazione, è essenza” afferma il designer. Dai motivi ispirati agli azulejos portoghesi, ai dettagli in crochet, ogni punto contiene un frammento di storia. È come se l’abito stesso parlasse una lingua fatta di origini: “Ogni pezzo custodisce memoria emotiva, codice culturale e un omaggio personale.”
Niente clamori, solo una narrazione visiva lenta, e intenzionale. In un mondo troppo veloce, Costa invita a rallentare e a riscoprire il valore del gesto sartoriale.




Troy Costa e l’Eleganza Senza Genere
Patrão segna una tappa importante nella visione del marchio Troy Costa, ridefinire la mascolinità:
“Questa collezione ha una direzione gender fluid, perché non si può dire che una giacca debba essere indossata solo da un uomo. Non c’è una linea netta o una forma esclusiva. È tutto fluido, morbido. Le spalle sono spostate, la struttura è aperta. Mi piacerebbe vedere molte donne indossare questa collezione” – afferma il designer.
La riflessione sull’identità maschile si intreccia così a una visione più ampia, dove la mascolinità moderna non è più rigidamente definita da forza o potere, ma da consapevolezza, sensibilità, e da un’eleganza priva di ostentazione.
“L’uomo moderno è esattamente ciò che cerco di esprimere nei miei capi. Creo abiti che sono molto modesti, ma mai banali. Sono classici nel metodo di costruzione, perché fatti a mano, ma pieni di dettagli, di ricami, di tagli particolari. Sono divertenti, ma lenti e intensi. E per questo sono moderni: un’anima antica con un’estetica nuova, uno sguardo diverso, influenze contemporanee. Lavoriamo continuamente con nuovi ricami e stili diversi. Questo, per me, è modernità.”
Il linguaggio sartoriale di Costa non si limita al presente. Il tuo brand è sinonimo di longevità e intensità. Ti consideri un designer tradizionale o moderno?
“Senza dubbio moderno. Mi piace prendere qualcosa dal passato, mescolarlo con il presente e costruirlo per il futuro. Ogni silhouette, ogni giacca nasce con questa visione. Prendo la tradizione del taglio, la combino con i materiali contemporanei e con le tecniche più attuali, e da lì creo qualcosa che parli del domani. Come questa collezione, le silhouette sono pensate per ciò che verrà. Non esiste un solo taglio preciso, c’è una forma, ma è nuova, diversa.”
È un’estetica che Costa ha costruito negli anni, dagli atelier a Mumbai, fino alle passerelle internazionali. Dopo le collezioni “Gigolo”, ambientata tra le strade di New York, e “Sprezzatura”, un omaggio al fascino senza tempo di Napoli, “Patrão” rappresenta un ritorno alla forza della calma, e al potere della misura.



