Un grande nome del passato torna a parlare al presente grazie alla visione e alla creatività degli studenti di Accademia del Lusso. Romeo Gigli tra memoria e futuro
Ci sono nomi nella storia della moda che non smettono mai di parlare, anche quando sembrano affievolirsi. Romeo Gigli è uno di questi. Visionario e rivoluzionario, ha lasciato un segno profondo negli anni ’80 e ’90, ridefinendo la femminilità con uno stile delicato, etnico e al tempo stesso audace. Oggi, quella voce torna a farsi sentire, forte e chiara, attraverso la creatività delle nuove generazioni.
Romeo Gigli è infatti al centro del Progetto Brand, un’iniziativa unica nel suo genere firmata Accademia del Lusso. Tre celebri maison hanno concesso all’Accademia le proprie licenze didattiche, offrendo a gruppi selezionati di studenti l’opportunità di reinterpretare i brand in chiave contemporanea, con uno sguardo fresco e autentico ispirato alla Gen Z.
Il progetto ha preso il via con Giuliano Fujiwara, protagonista di una mostra-evento che ha ripercorso i momenti più significativi della sua produzione, durante il Salone del Mobile di Milano. Il secondo capitolo si è svolto il 5 luglio a Roma, durante Forma – Fashion Show 2025, che ha visto la partecipazione di sei accademie di moda. In questa cornice, Accademia del Lusso ha presentato Maledica – L’angelo caduto, una collezione inedita ispirata all’universo estetico di Romeo Gigli. Il progetto è il risultato di un intenso lavoro creativo e di una meticolosa ricerca d’archivio condotta dagli studenti. Un esercizio di stile che unisce passato e futuro, omaggiando l’eredità del brand attraverso una nuova, potente visione.
Romeo Gigli secondo la Gen Z


Agli studenti è stato affidato un compito ambizioso: reinterpretare il linguaggio estetico di Gigli secondo la propria sensibilità, esaltando il fascino senza tempo dei suoi capi. Un progetto a tutto tondo: dalla direzione creativa al branding, dalla comunicazione fino alla pianificazione degli eventi. I giovani fashion designer hanno dato libero spazio all’immaginazione, dando vita a una collezione che si muove con eleganza tra suggestione e funzionalità contemporanea, che affonda le radici nella storia ma guarda dritto al domani.
Maledicta – L’angelo caduto
Con Maledicta – L’angelo caduto, la poetica di Romeo Gigli si rinnova in un nuovo, intimo rituale. I capi avvolgono il corpo come reliquie sacre. Volumi drappeggiati, tessuti morbidi, tagli non convenzionali che, tra veli e squarci, celano e rivelano con grazia. Le linee si intrecciano con architetture scultoree, dando vita a figure eteree, come emerse da un dipinto dimenticato. La bellezza naturale del corpo si libera, fluendo attraverso i materiali leggeri. È un culto silenzioso, un’ode a una bellezza ieratica e proibita, che parla con voce antica e inquieta.


La palette cromatica — scura e ferrosa, in linea con il DNA del brand — racconta anch’essa una liturgia visiva. Il nero assoluto domina, come una preghiera sussurrata. Il rosso profondo arde, inciso sulla pelle come un sigillo. Il perla lunare evoca visioni di una sacralità ambigua e rarefatta. Simboli nascosti e accenti misteriosi trasformano ogni capo in un amuleto tessile, carico di significato. Il risultato è un’estetica sospesa tra ascensione e caduta, tra devozione e desiderio, tra eleganza sovversiva e misticismo occulto.
Oltre lo show: l’inizio di una visione
Uno show stimolante, dirompente, inaspettato. Un palcoscenico che ha permesso a ogni studente di portare in passerella una parte autentica di sé, trasformando la moda in un linguaggio personale e potente. L’omaggio all’influenza di Romeo Gigli non ha avuto il sapore della nostalgia. Al contrario, Gigli è stato riconosciuto come una guida ancora attuale, un punto di riferimento capace di ispirare innovazione autentica.

Dietro le quinte, l’atmosfera era elettrica. Energia, emozione e passione si mescolavano tra sorrisi e abbracci condivisi. La tensione iniziale si è sciolta lasciando spazio a una gioia collettiva, quella di aver raggiunto un traguardo importante insieme. Frutto di una vera sinergia creativa tra studenti, corsi, docenti e tutor didattici.
Questo progetto non è solo una celebrazione del passato, ma l’inizio di qualcosa di nuovo. Un racconto che continua, filo dopo filo, nelle mani della prossima generazione di creativi. Non resta che attendere settembre per l’ultimo, attesissimo capitolo del Progetto Brand. Perché il futuro della moda comincia qui — con chi ha il coraggio di immaginarlo.


