Takeout cinese nei film: il fascino della scatola bianca e rossa

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C’è un oggetto che ha fatto più comparse a Hollywood di molti attori secondari, ha resistito a decenni di sceneggiature, ed è stato presente in momenti di gioia, disperazione, amicizia e anche… possessioni demoniache. È lei: la scatola del takeout cinese.

Sì, proprio quella scatola bianca, con la stampa rossa e la scritta “Thank You” che ormai riconosciamo al volo. Ma perché ogni volta che un detective è stressato, una coppia si rilassa sul divano o una ragazza piange dopo una rottura, appare come per magia questa scatoletta piena di noodles?

Il takeout come segnale narrativo

Già nel 1984, in Ghostbusters, vediamo il protagonista fare un brindisi solitario mangiando cinese da asporto. È un momento di speranza prima del successo, finanziato con gli ultimi spiccioli. Il cibo da asporto, in quel caso, rappresenta uno snodo importante: una pausa prima dell’azione.

In altri film, il takeout appare in situazioni ancora più cariche di significato. In Beetlejuice, la famiglia Deetz sta mangiando cinese proprio prima di essere posseduta da uno spirito. In True Believer, due avvocati molto diversi condividono una cena mentre discutono un caso: uno è formale e metodico, l’altro rilassato. Ma il cibo è lo stesso, a sottolineare l’obiettivo comune.

In tutti questi casi, la scatola cinese non è solo un oggetto di scena: è una scorciatoia visiva per raccontare qualcosa sul momento o sui personaggi.

Cibo cinese = caos urbano, vita frenetica

Nelle serie poliziesche o nei film legali, la presenza di takeout cinese è quasi una regola. Detective e avvocati lo mangiano mentre leggono fascicoli, restano in ufficio fino a tardi o affrontano casi impossibili. È un modo semplice per comunicare allo spettatore che quei personaggi vivono sotto pressione e non hanno tempo per cucinare o sedersi a tavola.

In The Godfather, invece, la scena con cibo cinese è fredda e carica di tensione. Qui il pasto non unisce, ma sottolinea il distacco emotivo. In The Lost Boys, viene persino usato come inganno: un personaggio fa credere a un altro di star mangiando vermi. Il cibo, in questi casi, diventa un simbolo negativo.

Il cibo semplice nei momenti di relax (o di crisi)

Negli anni più recenti, la scatola del takeout ha iniziato a rappresentare anche momenti più intimi e positivi. In Rush Houre Love and Other Drugs, vediamo i protagonisti rilassarsi e conoscersi meglio mangiando cinese. È il segnale che stanno diventando più vicini: non servono ristoranti o cene eleganti, basta un pasto informale.

Ma lo stesso oggetto può anche riflettere solitudine e disagio. In Uptown Girls, una scatola lasciata a marcire indica la depressione della protagonista. In Two Weeks Notice (Due settimane per innamorarsi), la protagonista ordina una quantità esagerata di cibo per sé sola, a indicare il suo malessere emotivo. In Se mi lasci ti cancello, due personaggi mangiano insieme in un appartamento disordinato. Il cibo semplice e la scena trasandata raccontano molto sullo stato della loro relazione.

Condividere il takeout

In molti film, il gesto di mangiare cibo cinese insieme mostra un momento di vera connessione. In True Romance, un personaggio violento suggerisce che tutto sarebbe andato diversamente se avessero solo mangiato insieme davanti alla TV. Persino lui riconosce il potere sociale di un pasto condiviso.

Nelle commedie e nei cartoni animati (come Monsters Inc., Inside Out, Toy Story), il takeout appare spesso in contesti di stress, amicizia o caos. È diventato un linguaggio visivo universale.

Un’icona americana travestita da cultura asiatica

Ecco la parte sorprendente: la famosa scatola non viene affatto dalla Cina. È stata inventata negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento per trasportare ostriche. Solo negli anni ’70 è diventata il simbolo del takeout cinese, grazie a un nuovo design con grafica rossa. Leggi qui per saperne di più.

Anche il cibo all’interno, spesso, è una versione americanizzata della cucina cinese. Ma nonostante questo, la scatola è diventata un simbolo riconoscibile in tutto il mondo.

​​Un simbolo che parla da solo

Cosa ci dice una scatola cinese su uno schermo? Che il personaggio è occupato, disilluso, rilassato, triste o innamorato. A volte tutte queste cose insieme. È come un test di Rorschach in carta cerata.

E mentre Hollywood continua a usarla come scorciatoia visiva, ci fa dimenticare che la cucina cinese vera è molto più ampia, ricca, e… raramente servita in un contenitore pieghevole.

Immagini: Pinterest