Fashion trust grant 2025: Il futuro ha un nome (anzi, quattro)

da | FASHION

C’è qualcosa di nuovo sotto il sole della moda italiana. Ma non si tratta solo di collezioni, silhouette e palette colore: parliamo di idee, visioni, e modelli di business indipendenti.
A incoronare i talenti emergenti che incarnano questa nuova ondata, ci ha pensato il CNMI Fashion Trust Grant 2025, una delle iniziative più concrete e lungimiranti a supporto della nuova generazione di designer.

I vincitori di quest’anno? Institution, Francesco Murano, Lessico Familiare e Moja Rowa. Ognuno si è portato a casa un premio da 50.000 euro, ma soprattutto un biglietto d’ingresso nella rete di mentoring, visibilità e supporto legale offerta da Camera Nazionale della Moda Italiana.

Più che un premio: un ecosistema

A spiegare la filosofia dietro il grant è Sara Sozzani Maino, creative director della Fondazione Sozzani e membro del board del Fashion Trust:

“Non siamo un concorso. Siamo una casa per i designer. Li supportiamo anche nei momenti in cui le sfilate e gli shooting non bastano, quando servono strumenti legali, contrattuali, produttivi.”

Un’idea di networking creativo con ricadute pratiche, che risponde a una domanda sempre più urgente nel fashion system: come far crescere i brand emergenti senza bruciarli nel primo round?

Chi sono i vincitori del 2025

Tra i nomi che si sono aggiudicati il Fashion Trust Grant di quest’anno, spicca Institution, un marchio che fa dell’estetica decostruita il proprio linguaggio, intrecciando moda e critica sociale con lucidità progettuale.

Accanto a lui, ritroviamo Francesco Murano, già noto sulla scena internazionale per le sue creazioni scultoree – celebri quelle indossate da Beyoncé – che oggi continua a sviluppare una visione iper-femminile e concettuale, profondamente connessa al mondo pop.

C’è poi Lessico Familiare, un progetto che esplora il legame tra moda, memoria e artigianato, raccontando storie intime attraverso abiti dal sapore colto e sensibile.

Infine, Moja Rowa, giovane voce della scena italiana che lavora sull’identità diasporica con uno sguardo contemporaneo e sostenibile, costruendo un guardaroba urbano e internazionale.

Al Fashion trust grant si coltiva

I 10 finalisti del grant 2025 (tra cui anche Giuseppe Buccinnà, Federico Cina, Saman Loira e Domenico Orefice) sono stati scelti tra 80 candidature, a dimostrazione di un panorama giovane e fertile. Ma, come sottolinea Sozzani Maino, il sostegno non si esaurisce col premio:

“I designer possono candidarsi fino a cinque volte e vincere anche tre edizioni. E anche chi non vince, entra a far parte della nostra community.”

Un modello di continuità, non di competizione, che punta sul lungo termine invece che sulla viralità effimera.

Moda sì, ma con struttura

Oggi creare un brand non significa solo disegnare vestiti: serve conoscere il processo produttivo, capire come distribuire, promuovere, proteggere le proprie creazioni. Per questo il Fashion Trust accompagna i designer anche al di fuori del calendario moda, affiancandoli nella realizzazione di capsule collection in collaborazione con aziende partner o in progetti trasversali. Alcuni marchi emergenti vedono le proprie collezioni inserite nelle boutique di catene di lusso, mentre altri vengono supportati nella ricerca di distributori e produttori adatti a far crescere il brand.

La moda indipendente, oggi più che mai, non è solo un progetto creativo: è una startup culturale. E il Fashion Trust è lì per renderla sostenibile, anche economicamente.

Un premio che cresce insieme ai designer

Dal 2017 a oggi, 35 brand sono stati supportati per un totale di oltre 1,18 milioni di euro in finanziamenti diretti. Ma ancora più significativo è l’effetto domino: mentoring, visibilità internazionale, collaborazioni e sinergie inaspettate.

Marchi come Act N°1, Blazè Milano, Cormio, Andreadamo, Setchu e lo stesso Francesco Murano hanno fatto parte di edizioni precedenti e oggi sono nodi solidi nel tessuto creativo italiano.

Come ricorda Carlo Capasa, presidente di Camera Moda:

“Il futuro della moda passa dai creativi emergenti. Aiutarli significa non solo investire in loro, ma nel domani del Made in Italy.”

Evoluzione del format: più spazio, più dialogo

Quest’anno, per la prima volta, i designer hanno presentato le collezioni in anteprima alla stampa negli spazi della Fondazione Sozzani, attraverso incontri individuali e approfonditi.

Un format nuovo, più intimo e narrativo, che ha messo al centro il racconto, non solo il prodotto.

Per un settore spesso guidato dall’immagine veloce, dare tempo e voce ai creativi è già una forma di innovazione.

Il futuro della moda si costruisce con relazioni, non solo con premi

In un momento storico in cui la moda parla (giustamente) di sostenibilità, etica, nuovi valori e nuovi linguaggi, iniziative come il Fashion Trust Grant rappresentano il passaggio dalla teoria alla pratica.

Non è solo questione di fondi. È creare strutture di supporto, comunità di scambio, occasioni di crescita vera.

E se quattro nomi sono saliti sul podio nel 2025, forse il vero vincitore è il sistema moda italiano che sceglie di scommettere – davvero – sui suoi talenti più giovani.

Immagini: Camera Moda Fashion Trust Grant