What’s in your bag? Di Sergei Stroitelev

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Un fotografo russo ci mostra che nelle borse delle donne non ci sono diamanti, ma scontrini, rossetti mezzi finiti e un universo tutto da decifrare

“Da bambino immaginavo che nelle borse delle donne si nascondessero oggetti magici. Da grande, ho compreso che al loro interno si cela un intero universo”.

Così prende inizio il viaggio di Sergei Stroitelev, fotografo russo che ha invitato numerose donne a svuotare il contenuto delle proprie borse, rivelando quanto questi oggetti, apparentemente banali, possano raccontare una storia personale. E no, non è il solito trend “What’s in my bag?” dove vip e influencer si mostrano impeccabili e in perfetto stile clean girl.

Lubov, 31 anni, gallerista

Una borsa, mille storie: il caos dell’universo femminile

Un libro, un rossetto consumato, uno scontrino, un portafortuna qualunque: piccoli oggetti quotidiani che, insieme, offrono uno sguardo sull’intimità femminile.

Per realizzare questo progetto, Stroitelev ha girato le strade di San Pietroburgo – sua città natale – chiedendo a donne incontrate per caso di fotografare il contenuto delle loro borse, abbinandolo a una fototessera. Alcune lo hanno scambiato per un ladro, altre per un folle. Molte invece hanno accettato la sfida, contribuendo così a dar vita a What Women Keep in Their Bags, un progetto fotografico dal forte valore umano e documentaristico.

In questo modo, abbinando nome, età e professione alle proprietarie delle borse, il miscuglio di oggetti casuali permette a chi guarda di immaginare la loro vita e la loro personalità, dove ogni oggetto diventa un frammento di identità.

 D’altronde, cosa c’è di più affascinante, disordinato e misterioso dell’universo femminile?

Natalia, 58 anni, guardia giurata
Masha, 56 anni, gioielliera

Svetlana, 24 anni, amministratrice

Sergei Stroitelev: tra esilio, impegno sociale e riconoscimenti

Se questa serie fotografica vi ha particolarmente affascinato, sappiate che anche la storia personale del fotografo è tutt’altro che ordinaria.

Sergei Stroitelev è nato in Russia e ha costruito la sua carriera raccontando le fragilità umane e le ingiustizie sociali attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Con uno sguardo intimo e documentaristico, ha affrontato temi come la malattia, la migrazione, la discriminazione di genere, l’ecologia e le conseguenze dei conflitti e dei disastri naturali.

Uno dei suoi lavori più noti è Am I Not Scared Anymore?, una serie che ritrae donne russe sopravvissute al cancro al seno, affrontando il tabù sociale e la stigmatizzazione della malattia nel contesto russo.

Dopo l’invasione dell’Ucraina e il crescente clima di censura in patria, Stroitelev ha lasciato la Russia nel 2022 e oggi vive in Germania come rifugiato politico. Da lì ha continuato a collaborare con testate internazionali di rilievo, tra cui National Geographic Russia, VICE UK/USA, Helsingin Sanomat e De Volkskrant. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui:

  • Photographer of the Year, Asia (POY Asia 2023 e 2024)
  • Award of Excellence nella categoria Portrait Series (Pictures of the Year International 2021)
  • 1° Premio nella categoria “Story Portrait” (Istanbul Photo Awards 2022)

E ancora oggi, lontano dalla sua terra, continua a raccontare storie dimenticate, usando la fotografia come espressione di sè e del mondo che ci circonda.

Fonte: ViceMagazine