Il fenomeno dei chefluencer

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Come i chefluencer stanno rivoluzionando la cucina su TikTok: tra performance estetica, storytelling alimentare e nuove forme di intrattenimento casalingo.

Chi sono i chefluencer e perché ci affascinano

Negli ultimi anni, Instagram e soprattutto TikTok hanno dato vita a una nuova figura: il chefluencer, ovvero cuochi influencer che trasformano ricette quotidiane in micro-spettacoli virali. Non serve essere uno chef stellato: basta creatività, una cucina casalinga e la giusta estetica del piatto. Da Nara Smith, che cucina per i suoi figli in minuziosi outfit firmati, a Eitan Bernath, che mescola cucina e intrattenimento su The Drew Barrymore Show, il confine tra cibo e spettacolo è diventato labile.

Quando cucinare diventa uno show

La differenza tra una ricetta tradizionale e il contenuto di un chefluencer? Il montaggio, le luci, la musica, la suspance. E quel momento di ASMR in cui senti il suono della farina cadere o del ghiaccio nel frullatore.
Questa nuova estetica visiva trasforma ogni preparazione in un’esperienza sensoriale, non solo gustativa. Le narrazioni sono curate, i gesti ritualizzati, e il pubblico resta incollato allo schermo: “wow, anche io potrei farcela… ma con stile”.

Come racconta The Washington Post, TikTok non ha solo accelerato le tendenze culinarie, ha democratizzato la cucina, invitando all’esplorazione di cibi globali e ricette originali 

Nara Smith: cucina glamour e realtà dietro le quinte

Forse la chefluencer che incarna meglio questa tendenza è Nara Smith. Su TikTok mostra ricette fatte da zero—dal pane al pollo fritto, ai cereali—sempre in abiti eleganti, parlando in sussurri. Il risultato? Video ipnotici (e visti da milioni) che mescolano domestico e couture.

Ma dietro il glamour si nasconde una routine meno patinata: marito accanto, piatti sporchi, pulizie da fare. È proprio proprio per questo contrasto tra estetica perfetta e vita reale che i suoi video funzionano: sono belli ma ancora umani.

Chefluencer e impatto reale: marketing, cultura e ristorazione

Il fenomeno non si limita ai video personali. I chefluencer hanno iniziato a influenzare anche i brand. Collaborazioni con ristoranti, prodotti firmati e persino menù “virali” ispirati ai loro piatti sono all’ordine del giorno.
Secondo uno studio di ViralNation, il content marketing culinario costruisce connessioni emotive e monetarie, grazie all’autenticità e alle narrazioni basate sul cibo.

Dal punto di vista economico, si parla di crescita del 30% della domanda per campagne legate al food su TikTok, specialmente quando combinano cultura, nostalgia e semplicità.

Tra creatività e trappole estetiche

Non tutto è rose e fiori: la pressione a rendere il cibo “esteticamente perfetto” può essere snervante per chi cucina per hobby o per necessità. Le aspettative crescono, e cucinare può trasformarsi da atto di cura in performance continua.
Lo dichiara People.com anche nel caso di Nara Smith: alcuni la definiscono “tradwife”, altri criticano i modelli di ruoli di genere che il suo racconto può suggerire.

Cucinare con outfit da passerella, mentre luci sono posizionate a regola d’arte, invita la riflessione: dove finisce la cucina e dove inizia lo show?

L’effetto domino: creatività che contagia

Nonostante qualche criticità, una cosa è chiara: i chefluencer hanno rivalutato la cucina casalinga. Oggi preparare una semplice omelette può diventare momento di condivisione visiva, un video che genera conversazione.
Secondo studi su TikTok Food Trends, i contenuti culinari influenzano non solo le scelte al supermercato, ma anche le abitudini culturali alimentari.

Cucinare o performare?

I chefluencer portano la cucina nel futuro: più visiva, performativa e social. In un’epoca in cui ogni gesto può diventare contenuto, persino impastare pane è un atto creativo.

Ma la sfida resta trovare il giusto equilibrio tra bellezza e genuinità, tra passione culinaria e opportunità estetica.

Perché il cibo, alla fine, dovrebbe nutrire corpo e cuore, non solo il feed.