I regali della Cresima

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Confessiamolo: da bambini aspettavamo la Cresima più per i regali che per il sermone del parroco, siamo onesti.

La Cresima: quel momento solenne in cui ricevi lo Spirito Santo e, diciamocelo, un sacco di regali. Dai, non facciamo i finti santi: per noi da piccoli la Cresima era un grande evento, certo, ma non solo per il valore spirituale. C’era qualcosa di più terreno che ci faceva brillare gli occhi: i regali della Cresima. Io personalmente da brava “Materal Girl” aspettavo solo quelli.

Ricordate? C’era tutto un rito attorno a quei doni: zii, nonni, cugini di terzo grado che nemmeno sapevi di avere, si presentavano vestiti a festa, col sorriso smagliante e – cosa più importante – la busta in mano. Una busta bianca, con sopra scritto a penna “Per il tuo giorno speciale”, contenente l’equivalente in euro del PIL di un piccolo stato europeo (o almeno così sembrava a noi all’epoca, adesso resteremmo di sicuro delusi, ma non si butta via nulla).

bambino che scarta regalo alla cresima

Tra i regali più gettonati? Beh, la classica catenina con la croce, rigorosamente d’oro, che veniva indossata subito, anche sopra il vestito bianco immacolato (che puntualmente si sporcava al rinfresco), anche sa avevi già sette collanine al collo che si intrecciavano tutte tra di loro. Poi c’era l’orologio: simbolo del tempo che passa, ma soprattutto della zia che voleva fare bella figura. E vogliamo parlare del primo smartphone? Quello sì che era un segno dei tempi: “Ora che sei cresimata sei grande, puoi avere un telefono”. Tradotto: “Così smetti di toccare quello di tua madre”.

Alcuni ricevevano addirittura la bicicletta nuova, il motorino o – rullo di tamburi – la PlayStation, per i maschietti più fortunati. E lì scattava l’invidia: “A me solo 50 euro e un libro su San Francesco…”. Che, onestamente, non mi ha cambiato la vita… a meno che non serva a imparare come fare voto di povertà dopo aver contato i regali delle altre.Però okay, grazie zia!

bambino che beve vino alla cresima

Ma la Cresima non era solo questione di regali materiali. Era anche una grande scusa per fare festa. Il pranzo dopo la cerimonia sembrava un matrimonio: 35 persone, 5 portate, torta con foto sopra, camerieri in smoking e tu che dovevi fare il giro dei tavoli con la bomboniera e il sorriso da “grazie, sì, è stata una bella cerimonia”. Un Oscar alla miglior interpretazione da parte di una dodicenne obbligata.

Oggi? Le tradizioni stanno cambiando. I regali sono sempre meno “fisici” e più “esperienziali”: viaggi, biglietti per concerti, corsi di cucina o di skate. Ma la sostanza resta: la Cresima è ancora quel momento unico in cui ti senti importante, circondato da chi ti vuole bene… e da un numero impressionante di pacchetti incartati bene.

bambino con soldi in mano alla cresima

E anche se da adulti magari non ci ricordiamo tutti i dettagli della funzione religiosa, i regali della Cresima li ricordiamo eccome. Perché rappresentavano un passaggio, una specie di “checkpoint” della vita: da bambino che guarda i grandi, a ragazzino che comincia a ricevere le stesse cose dei grandi.

Insomma, la Cresima è un mix perfetto tra spiritualità e zio con la busta. Un evento che ci ha segnato (alcuni più sul conto corrente, altri più nel cuore), ma che, volenti o nolenti, ha fatto parte della nostra crescita.

E chissà, magari un giorno toccherà a noi essere quei parenti eleganti col portafoglio piu leggero. Ma giuriamo solennemente che non regaleremo il libro su San Francesco. Ripeto grazie zia tranquilla che il libro sta sempre sotto al piede del tavolo. 

Foto: Pinterest

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