Ancora cambiamenti nelle case di moda

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Continua il gioco della poltrona: dopo Walter Chiapponi che ha lasciato Blumarine, ora è il turno di Valentino che è rimasto da pochissime ore senza direttore creativo.

Da quando Pierpaolo Piccioli ha annunciato le sue dimissioni dalla storica maison romana, dopo 25 anni di onoratissima carriera, subito sono iniziati i toto nomi per scoprire chi sarebbe stato il prossimo ad occupare il suo posto. Nello spazio di quarantotto ore che hanno separato l’addio di Piccioli al brand i gossip della moda sono esplosi. Con al centro quello di Alessandro Michele che, secondo Repubblica, avrebbe addirittura già firmato nel corso del weekend. E la cui nomina potrebbe giungere in settimana.

Ma i rumor non erano mai stati confusionari quanto ora dato il gran numero di brand in cerca di un nuovo designer e di un grande reboot. Al momento, i posti vacanti nei brand sono quattro: si cercano nuovi direttori creativi da Valentino, da Dries Van Noten, da Blumarine e Givenchy.

Pierpaolo Piccioli lascia la direzione creativa di Valentino

Grande fermento nel mondo della moda

WWD ha riportato una serie di ipotesi di successione. La più quotata vede Alessandro Michele prendere le redini di Valentino. Per WWD, Piccioli potrebbe andare da Givenchy e, secondo alcuni, anche da Chanel o da Balenciaga (il che implicherebbe un addio di Demna a cui, al momento, è difficile pensare). Mentre alcuni si sono messi a dire che Maria Grazia Chiuri potrebbe tornare a Roma rientrando da Valentino o da Fendi. Ma altre voci, meno fondate, parlano anche di Michele da Dior. C’è poi la carta jolly di Simone Porte Jacquemus, il cui nome esce sempre fuori quando serve un direttore creativo e che molti vorrebbero vedere all’opera in un brand più grande e storico anche se non pare che il designer abbia manifestato desideri in tal senso.

Insomma siamo di fronte a una vera e propria giostra, uno scambio di carta dove i protagonisti sono sempre gli stessi. Un film già visto, una trama già nota che non può finire bene però. Le implicazioni infatti di questo gioco, alquanto eccitante, saranno sicuramente drammatiche. Sia per i brand stessi che quasi sempre vanno a perderci quando succede una cosa del genere, sia per gli investitori. Gli unici a divertirsi in questo caso siamo noi clienti che ci godiamo lo spettacolo da casa come in una soap opera.

Foto: Vanity Fair